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Secondo Hammarberg, le autorità dovrebbero condannare più fermamente ogni manifestazione di razzismo o di
intolleranza e garantire l´effettiva applicazione della legislazione anti-discriminazione. Si dovrebbe inoltre
aumentare il numero di rappresentanti dei gruppi etnici in seno alle forze di polizia e istituire un organismo
nazionale indipendente per rafforzare la tutela dei diritti umani.
Il commissario si concentra sulla situazione dei rom. Permane nei loro confronti un clima di intolleranza e le loro
condizioni di vita sono tuttora inaccettabili in un certo numero di campi da me visitati. Le buone prassi a livello
locale esistono nel paese e dovrebbero essere estese. Riguardo al censimento nei campi nomadi, si dichiara
preoccupato per la sua compatibilità con le norme europee che disciplinano la raccolta e il trattamento di dati a
carattere personale.
Servirebbero, secondo il consiglio d´Europa, dei meccanismi di consultazione con i rom e i sinti, andrebbero evitate
le espulsioni che non offrono sistemazioni alternative e si dovrebbe investire nell´educazione dei bambini.
Hammarberg spera che il nuovo piano d´azione relativo alle misure di protezione sociale e di integrazione sarà messo
in opera quanto prima e che le autorità manterranno al più presto la promessa di ratificare senza riserve la
Convenzione del Consiglio d´Europa sulla nazionalità, che tutelerà in particolare gli interessi dei bambini rom di
fatto apolidi.
Il Commissario ribadisce le proprie critiche sul disegno di legge sulla sicurezza, che rischia di avere effetti
negativi sui diritti degli immigrati. La criminalizzazione degli immigrati è una misura sproporzionata, che potrebbe
avere l´effetto di acuire le tendenze discriminatorie e xenofobe che già si manifestano nel paese. Inoltre, la
recente disposizione adottata dal Senato, che consente al personale medico di segnalare alla polizia gli immigrati
irregolari che si rivolgono al sistema sanitario è profondamente ingiusta e potrebbe portare a una loro maggiore
emarginazione.
Preoccupazione anche per un certo numero di ritorni forzati in Tunisia imposti per motivi di sicurezza a persone che
corrono tuttavia gravi rischi di essere torturate nel loro paese. Gli Stati hanno evidentemente il dovere di
proteggere le società dal terrorismo, ma non devono, per questo, violare le norme in materia di diritti umani, quali
il divieto assoluto della tortura o dei trattamenti disumani. L´Italia non ha provveduto ad applicare le misure
provvisorie vincolanti richieste dalla Corte europea dei Diritti dell´Uomo per porre fine alle espulsioni,
compromettendo in tal modo gravemente l´efficacia del sistema europeo di protezione dei diritti umani.
Il Commissario ha infine espresso soddisfazione per le misure positive prese dalle autorità italiane, e in
particolare per l´adozione di programmi di educazione interculturale, per la decisione di ratificare la Convenzione
del Consiglio d´Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani e per lo sviluppo di un programma nazionale
di protezione dei minori stranieri non accompagnati.
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