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Presentazione in contemporanea mondiale del Rapporto UNFPA
Lo stato della popolazione nel mondo 2008


Lo sviluppo? Una questione di cultura

È stato presentato oggi a Roma, in contemporanea mondiale, il Rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), Lo stato della popolazione nel mondo 2008, intitolato Punti di convergenza: cultura, genere e diritti umani. La presentazione dell’edizione italiana, curata da AIDOS, a cui sono intervenuti numerosi giornalisti ed operatori del mondo della cooperazione, è stata introdotta da Daniela Colombo, presidente AIDOS, che ha evidenziato la significativa novità dell’edizione 2008, e cioè l’impostazione autocritica da parte del sistema delle Nazioni Unite. L’idea forza da cui parte il Rapporto è che le culture non sono mai statiche, ma sempre dinamiche: il cambiamento però deve venire dall’interno.

Cristiana Scoppa ha citato una serie di dati significativi in relazione agli Obiettivi di sviluppo del Millennio ed ha sottolineato l’uso, in questo Rapporto, di termini, linguaggi e concetti cari al femminismo, dalle dinamiche di potere tra donne e uomini al concetto di patriarcato, dallo stereotipo della virilità all’idea, definita con termine intraducibile in italiano, di cultural fluency. Tra l’etnocentrismo culturale di troppi interventi di cooperazione alla resistenza al cambiamento comunque da parte dei gruppi più conservatori, è sempre possibile trovare lo spazio per il dialogo e anche le religioni possono giocare un ruolo positivo. Rispondendo ad una domanda, ha poi aggiunto che il Rapporto cita l’Italia (insieme al Sudafrica) come esempio di percezione dell’immigrazione come causa del disagio sociale della popolazione.

Giulia Vallese, rappresentante dell’UNFPA, ha definito il Rapporto una “lente” culturale attraverso cui guardare ai diritti umani e all’uguaglianza di genere: con umiltà e rispetto, ma credendo nel cambiamento possibile, da agevolare attraverso il negoziato e la mediazione, fuori dagli stereotipi culturali. Come esempio concreto di questo tipo di approccio, ha citato i notevoli progressi della pianificazione familiare in Iran negli ultimi anni e la diversa percezione degli ammalati rispetto al colore bianco del camice dei medici e paramedici: rassicurante per noi, simbolo di morte per gli asiatici.

Giorgio Malfatti di Monte Tretto, infine, in rappresentanza della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, ha salutato la novità della percezione del legame tra cultura e sviluppo in ambito ONU, affermando che per la cooperazione italiana si tratta di un dato ormai acquisito, anche se può essere migliorata l’efficienza e la qualità della sua applicazione