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Per i ricercatori questo comportamento, che molto spesso contraddice il pensiero comune,
testimonia che la pressione sociale contro gli atti di discriminazione e violenza non è poi
così forte e scontata.
"Le persone pensano che, di fronte a un
episodio di discriminazione, interverrebbero a favore della vittima", hanno detto i ricercatori, "ma
i nostri risultati mostrano che, posti davanti al fatto reale, la reazione che prevale è
d'indifferenza". Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno condotto diversi esperimenti
su volontari caucasici e asiatici. Lo scopo era comparare le previsioni fatte dai partecipanti sulle
proprie reazioni ad atti di razzismo, con le reazioni reali. In una prima prova, 120 volontari hanno
assistito a un episodio (simulato) di insulto razzista contro una persona di colore. Nonostante
questo, il 63 per cento ha scelto, come compagno per l'esperimento successivo, il colpevole e non
la vittima, contraddicendo le previsioni iniziali.
(AGI)
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