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“Primavera Antirazzista”

“Antiracist Spring”


Il 15 gennaio 2010, nella sede nazionale della Cgil, si sono incontrati i promotori dell’iniziativa “1° marzo senza di noi”, i promotori di “Blaks Out – 20 marzo senza immigrati ” insieme con SOS Razzismo, associazioni e singoli impegnati da tempo sul fronte dell’antirazzismo.

I soggetti che si sono incontrati, hanno deciso di dare vita ad un coordinamento unitario, aperto a tutte le realtà che vi si vorranno riconoscere, intenzionato a dar vita ad una campagna di iniziative, momenti di lotta, sensibilizzazione e dialogo interculturale denominata “Primavera Antirazzista”.

Sono allo studio iniziative da programmare nei territori, utili a valorizzare il ruolo e la presenza migrante in Italia e la necessità di contrastare ogni forma di razzismo a partire da quello istituzionale, il bisogno di estendere lo spazio dei diritti e di contrastare quello dello sfruttamento e delle mafie come ci ricordano i tragici fatti di Rosarno. Si tratterà di iniziative che interesseranno il mondo del lavoro, della scuola e i luoghi di socialità, che saranno promosse autonomamente dai singoli soggetti aderenti o di volta in volta concordate. Coloro che aderiranno saranno invitati ad indossare, come simbolo di riconoscimento e di assunzione di responsabilità, un nastro giallo.

Il coordinamento si impegna a formulare un appello, in cui si chiederà a tutte le forze sindacali confederali ed extraconfederali, affinché indichino nella stessa giornata manifestazioni che vedano al centro le tematiche del razzismo, dell’immigrazione, dello sfruttamento e del superamento dell’attuale legislazione in materia, unitamente ad un impegno a garantire la tutela dei migranti che nei luoghi di lavoro vorranno promuovere momenti di mobilitazione su questi temi.

L’impegno di SOS Razzismo

In particolare nell’ambito di questa campagna SOS Razzismo intende sottolineare come l’aspetto istituzionale rappresenti il dato più inquietante del razzismo contemporaneo.

Non siamo più negli anni trenta in cui le esclusioni erano fondate esplicitamente su identità di genere o sulla razza, oggi l’esclusione nasce da una condizione burocratica che somministra discrezionalmente l’accesso ed il godimento dei diritti umani sulla base di una legislazione in stridente contrasto con la Dichiarazione dei Diritti dell’uomo. Non solo i diritti umani non risultano inalienabili ma vengono concessi dietro severe restrizioni di ordine temporale e spaziale oltre che sociale ed economico. In Europa gli esclusi non vivono più nei ghetti ma nelle bidonville e lo sfruttamento non fa riferimento solo al colore della pelle.

Certamente oggi in Italia la democrazia è stata messa fortemente in discussione perché una sciagurata sinergia tra governo di destra, mafia e crisi economica in zone già storicamente disagiate hanno determinato di fatto una “pulizia etnica”. L’iniziativa partita dalla mafia ('ndrangheta in Calabria) si è avvalsa dell’intervento repressivo dello Stato che ha materialmente attuato questa deportazione in nome di una ipocrita, quanto tardiva solidarietà nei confronti degli immigrati e della popolazione. Non a caso il Ministro Maroni ha ribadito l’impegno istituzionale del governo che, in nome della legalità, impone l’espulsione dei clandestini piuttosto che la lotta al lavoro nero e di fatto realizza il disegno razzista della criminalità organizzata locale. Naturalmente la condizione di debolezza degli immigrati, privi dei diritti politici ha avuto il suo peso nella dinamica dei fatti, il che avvalora la nostra lotta per il pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza. Purtroppo questo scenario è comune a diverse località del Paese (agro pontino nel Lazio, area domiziana in Campania ecc) e non mancano precedenti analoghi.

C’è, pertanto, il rischio che l’episodio non resti isolato, da qui l’urgenza del nostro impegno culturale , e di attivismo politico che si traduce in iniziative di visibilità e di sensibilizzazione a livello nazionale ed europeo per il quale il vostro contributo risulta per noi indispensabili.

On 15 January 2010, in the national headquarters of the CGIL union, the promoters of the campaign "March 1, without us", and the promoters of the campaign "Blacks Out - March 20 without immigrants", along with SOS Racism, associations and individuals committed on the front of antiracism have met.

Those who attended the meeting agreed to give life to a united front, opened to all people determined to give life to a campaign of action, moments of struggle, awareness and intercultural dialogue, called "Antiracist Spring".

Initiatives will be programmed locally in order to highlight the role and presence in Italy of migrants and the need to fight all kinds of racism, beginning with the institutional one; the need to extend the field of rights and fight the exploitation and mafias, as the tragic events of Rosarno remind us.

We are speaking of initiatives that will involve the worker’s world, schools and places of sociability, which will be promoted independently by members or entities.

Those who join the campaign, will be asked to wear as a symbol of recognition and acceptance of responsibility, a yellow sticker.
The Coordinators of the campaign will start a talk in which they’ll ask to all the trade unions to promote on the same day moments of mobilization against racism, to defend migrant’s work and life, against exploitation and to promote the change of the current migrant’s legislation and a commitment to ensure the protection of migrants in the workplace.

The commitment of SOS Racism

Particularly in this campaign, SOS Racism will emphasize how the institutional racism represents the more disturbing aspect of the contemporary racism.

We are no longer in the thirties when the exclusions were based explicitly on gender identity or race, today the exclusion arises from a bureaucracy that discretionary administers the access and enjoyment of human rights on the basis of legislation, in stark contrast with the Declaration of Human Rights. Not only human rights are not inalienable, but are granted upon severe time, space, social and economical restrictions. In Europe, the excluded are no longer living in the ghettos but in the slums, therefore exploitation does not refer only to skin color.

Certainly today in Italy democracy is living a controversial time because of unfortunate synergy between right-wing government and the Mafia, aggravated by a strong economic crisis, that have de facto produced a ethnic cleaning, especially in historically disadvantaged areas.

The initiative started from the mafia (Ndrangheta in Calabria) has been de facto helped by a repressive state intervention against the migrants of Rosarno, that has materially implemented this deportation on behalf of a hypocrite solidarity towards immigrants and people. It is not a coincidence that the Minister Maroni reiterated the government's institutional commitment, that in the name of the law requires the deportation of illegal immigrants rather than the fight against illegal work so actually helps to reach the target of locally crime organizations. Of course the condition of weakness of immigrants, deprived of political rights had its importance in our struggle for full recognition of citizenship rights. Unfortunately this scenario is common to several areas in the country (Agro Pontino Lazio, Campania area Domiziana etc.) and there are similar precedents. There is, therefore, the likelihood that the episode will not remain isolated, hence the urgency of our cultural and political commitment in order to organize initiatives of awareness and visibility at national and European level to which your contribution is indispensable for us.