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I RISULTATI DEL SONDAGGIO SUGLI IMMIGRATI

«È la soglia critica dell’ostilità»

I risultati del sondaggio evidenziano sostanzialmente la presenza di tre gruppi di opinione distinti, riconducibili ad altrettanti livelli di distanza nei confronti degli immigrati nel nostro Paese. Gli estremi di questa scala sono rappresentati dall’inclusione, quindi da opinioni positive riguardo la presenza degli immigrati, e dall’ostilità, cioè da un atteggiamento di chiusura e distanza.

Per il primo gruppo definito come inclusivo (comunque minoritario nel Paese), l’immigrato non rappresenta una minaccia, né sul versante culturale né su quello materiale connesso alla sicurezza.

Al contrario, l’immigrazione è una risorsa economica importante, sia per quanto riguarda la sopravvivenza del nostro sistema di previdenza sociale sia da un punto di vista occupazionale: pensiamo ad esempio a lavori come quello di badante, di muratore o di esecutivo più in generale. Rientrano in questo gruppo soprattutto gli studenti, i più giovani e quelle con un livello di istruzione elevato.

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Leggermente superiore al precedente quanto a rilevanza numerica, abbiamo poi il gruppo degli «ostili»: per loro gli immigrati non dovrebbero avere più diritti rispetto a quelli attuali, anzi se possibile dovrebbero averne ancora meno.

Per questi intervistati l’immigrato non è una risorsa, ma una minaccia tanto più grave quanto più rilevante da un punto di vista quantitativo, un pericolo sia nell’accesso ai servizi sociali sia nel mercato del lavoro. Da un punto di vista sociodemografico, questo gruppo si caratterizza per essere composto prevalentemente da persone più anziane e da individui con un basso livello di scolarità.

Il terzo gruppo è quello dei pragmatici, quello più rilevante da un punto di vista quantitativo. Per questi individui l’immigrazione non rappresenta ancora una vera e propria minaccia, ma è sicuramente un problema. Si tratta di individui per i quali è prevalente la consapevolezza che sia stata ormai raggiunta «la soglia critica» negli accessi (gli immigrati sono troppi), tale da richiedere un intervento di contenimento e di regolazione da parte delle istituzioni.

Da un punto di vista sociodemografico, questo gruppo ha un profilo meno caratterizzato rispetto ai precedenti, in esso si ritrovano parte della popolazione attiva e di quella inattiva, anziani come giovani, elettori di centro destra come quelli di centro sinistra.

Questo gruppo rappresenta di fatto l’ago della bilancia, la massa critica che determina l’atteggiamento generale del Paese nei confronti dell’immigrazione. Al momento a prevalere è la diffidenza e la preoccupazione, uno stato d’animo che porta a considerare eccessivo il numero d’immigrati presenti oggi in Italia. In questo senso sarà determinante il ruolo della Politica (quella con la P maiuscola) nella gestione del fenomeno-immigrazione, soprattutto in una situazione di crisi economica mondiale, se non di una vera e propria recessione.

Stefano Di Palma
19 novembre 2008




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