Onu: Razzismo, Francia e
Vaticano saranno a conferenza, italia
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(di Luigi
Ambrosino) ROMA - Il Vaticano e la Francia
non seguono l'Italia e gli Stati Uniti su
'Durban II'. La Santa Sede ha confermato oggi
infatti di voler partecipare alla seconda
conferenza dell'Onu su razzismo e xenofobia che
si terra' dal 20 al 24 aprile a Ginevra; cosi'
come fara' Parigi, che ha invocato anzi una
posizione comune dell'Unione europea. Ieri era
stato il ministro degli Esteri Franco Frattini
ad annunciare da Bruxelles il ritiro della
delegazione italiana dai lavori preparatori a
causa delle ''frasi aggressive di tipo
antisemita'' contro lo stato di Israele
contenute nella bozza di dichiarazione finale.
Frasi inaccettabili, ha ribadito anche oggi in
mattinata il titolare della Farnesina: per far
rientrare l'Italia ''si devono cancellare quelle
espressioni dichiaratamente antisemite e quelle
frasi che inducono all'intolleranza'', ha
esortato Frattini, aggiungendo - prima della
presa di posizione di Parigi - che anche altri
stati europei come Francia, Olanda e Danimarca
nutrono ''grandi dubbi'': ''Spero seguiranno il
nostro esempio'', era stato il suo auspicio.
L'Italia - dopo la bocciatura di Stati Uniti e
Canada delle settimane scorse - e' stato infatti
il primo paese europeo a boicottare
ufficialmente la Conferenza. Ma perplessita' su
un'iniziativa che - come quella del 2001 a
Durban - rischia di trasformarsi in una 'gogna'
per Israele sono diffuse un po' nelle
cancellerie di tutta Europa: tanto che lunedi'
scorso anche il primo ministro francese Francois
Fillon aveva avvertito che il suo Paese era
''pronto a ritirarsi''. In serata, invece, il
cambio di rotta. La Francia non ha intenzione di
abbandonare i lavori preparatori, ha fatto
sapere il portavoce del Quai d'Orsay Eric
Chevallier: ''Abbiamo preso atto dell'annuncio
italiano, ma in questa fase pensiamo che sia
importante essere all'interno del processo di
preparazione di Durban II per far si' che non
degeneri in tensioni invece di andare verso la
difesa dei diritti umani'', ha spiegato il
portavoce. ''Vedremo - ha aggiunto - se si
potra' privilegiare una posizione europea''.
Parigi vuole cercare quindi di modificare
dall'interno i lavori preparatori, coordinati
dalla Libia con la partecipazione di Iran e
Cuba. La stessa cosa che evidentemente vorrebbe
fare il Vaticano: ''Bisognera' vedere quale
sara' il testo definitivo - ha detto all'ANSA
mons. Silvano Maria Tomasi, nunzio presso l'Onu
di Ginevra -: si sta lavorando ad una nuova
bozza piu' breve e con modifiche. Si deve andare
avanti con cautela, vedendo se certe obiezioni
saranno accolte''. I negoziati certo vanno
avanti, anche se trovare una mediazione rispetto
ad una bozza che per adesso accusa Israele di
''crimini contro l'umanita' '',
''discriminazioni razziali'' contro i
palestinesi e di ''minacciare la pace
internazionale e la sicurezza'' appare - almeno
al momento - difficile. ''Ci sono piu' di sei
settimane prima della Conferenza e c'e' ancora
tempo di elaborare un testo accettabile per
tutti'', e' convinto comunque Rupert Colville,
portavoce dell'Alto commissario Onu per i
diritti umani. Dopo l' ''apprezzamento''
espresso ieri da Israele, in Italia intanto la
decisione di Frattini raccoglie il plauso del
collega della Difesa Ignazio La Russa (''Avrei
fatto lo stesso, fa onore all'Italia'') e
dell'Unione delle comunita' ebraiche italiane
(Ucei): ''Esattamente come e' accaduto con la
prima Conferenza di Durban del 2001 - ha
spiegato il presidente Renzo Gattegna - governi
di Paesi che negano i piu' elementari diritti
umani, hanno la guida di una conferenza che
dovrebbe essere contro il razzismo e che invece
gia' nei documenti preparatori replica tesi
razziste'' per ''demonizzare Israele''.