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Conferenza Stampa
Incidenza, significati e percezioni delle Mutilazioni Genitali Femminili


Femminile

L’Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni migranti e per il Contrasto delle malattie della Povertà (INMP) di Roma Direttore Generale Aldo Morrone

Martedì 27 gennaio 2009

presso la Sala Agostini, Ospedale San Gallicano, 25 a, durante il modulo formativo“Il Pane e le rose: cura e assistenza in una prospettiva di genere” del XIV Corso di Medicina Transculturale, interamente dedicato alle MGF, alle ore 12.40 si svolgerà la

Conferenza Stampa

per la presentazione dei risultati ottenuti dalla Ricerca Nazionale su

Incidenza, significati e percezioni delle Mutilazioni Genitali Femminili: dalla ricerca-azione a modelli d’intervento

Studio realizzato sulla rilevanza ed i procedimenti attuati nel contrasto delle MGF in Italia, e per la prima volta è stata registrata la sfera emotiva delle donne escisse, nella tradizione dell’infibulazione che ne determina l’intimo consenso, insieme alle conseguenze psicologiche e fisiche nella sfera sessuale che ne influenzano il benessere. Attento a descrivere, oltre l’incidenza sul territorio nazionale, le difficoltà e le potenzialità nei provvedimenti adottati dagli operatori sociosanitari verso una donna recisa.

Le Mutilazioni Genitali Femminili, rivelate al sapere sanitario europeo dal fenomeno migrante, rappresentano simbolicamente il più grande ostacolo per un dialogo tra culture e la sopraffazione estrema sul corpo delle bambine. L’INMP con il CRR per MGF, sono stati incaricati dal Dipartimento delle Pari Opportunità, Presidenza del Consiglio dei Ministri, d’individuare i limiti e le potenzialità delle ricerche e dei modelli d’intervento verso le donne vittime di pratiche mutilatorie, in un quadro operativo sulla conoscenza e l’attenzione degli operatori sociosanitari e dei mediatori interculturali operativi nei centri indicati.

Lo studio è stato realizzato con questionari e formazione di focus group in 5 regioni: Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia, in 8 capoluoghi, coinvolgendo migliaia di operatori per tracciare una nuova mappa orientativa delle MGF in Italia. Un lavoro fondamentale nel delineare, attualizzandolo, il fenomeno delle MGF, considerando che il nostro Paese ha il più alto numero di casi in Europa, determinato dall’essere meta d’immigrati provenienti da aree ampiamente interessate (Somalia, Etiopia ed Eritrea). Sono circa 94 mila le donne vittime di avvenimenti scissori, in aumento ogni anno di 500 bambine nella clandestinità, con rischi per la salute, che vanno ad aggiungersi ai 3 milioni di coetanee solo in Africa. Indicativo è il lavoro svolto dalla Struttura Complessa di Medicina Preventiva delle Migrazioni del Turismo e di Dermatologia Tropicale dell’ospedale San Gallicano di Roma, centro di riferimento per la regione Lazio dell’INMP, per l’osservazione e cura, dietro consenso, su 4477 donne escisse dai 18 ai 46 anni a diversi livelli: dall’escissione del prepuzio clitorideo all’infibulazione completa con restringimento vaginale.

In conferenza stampa saranno illustrati i risultati provenienti dai diversi centri che hanno collaborato nella ricerca; dettagliatamente le stime del fenomeno ed i contorni sanitari e culturali che caratterizzano l’intervento a contrasto delle MGF, generalmente contenuto nella scarsa preparazione degli operatori sociosanitari e dei mediatori interculturali: prigionieri in riserve mentali influenzate da messaggi mediatici distorti, ed inesperti sulle differenze “chirurgiche” delle pratiche mutilatorie che si distinguono tra le differenti etnie. Di conseguenza la donna escissa, oltre la sofferenza per gli effetti sulla sfera sessuale e riproduttiva, associata ai problemi psicosomatici e disturbi che colpiscono una vasta gamma di funzioni cerebrali, subisce quel sentirsi completamente straniera quando anche il linguaggio del corpo è distante.
Con altrettanta intensità la ricerca ha raccolto la richiesta da parte degli operatori, dal sud al nord Italia, anche nelle aree dove il fenomeno è solo un sentito dire, di una formazione il più possibile esaustiva sulle MGF, dall’aspetto medico a quello antro/psicologico.
Ad una donna offesa nel corpo e nello spirito, non resta che augurarsi dagli esperti sanitari, dai politici e dai giornalisti che prenderanno parte al convegno ed alla conferenza, nei loro interventi la convergenza con la fine del dolore femminile al benessere di tutti.

MGF Pari_Opportunità