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Si tagliano le risorse per i corsi d’italiano a ragazzi ed adulti e s’istituisce il test di conoscenza della lingua
e le classi differenziate. Si restringe l’assistenza sanitaria e si prevede un obbligo, per i medici, di denunciare
gli immigrati irregolari che chiedono di curarsi. Si rendono più difficili i matrimoni misti. Si esaspera il criterio
della idoneità dell’alloggio, mentre diminuiscono le tutele dei minori e dell’unità familiare. S’istituisce una
tassa di rinnovo del permesso di soggiorno di 200 euro (attualmente è di 72 euro): una balzello ingiusto e oneroso,
a fronte di un servizio spesso non reso (un anno ed oltre per avere una risposta che quando arriva, molte volte il
permesso è già scaduto).
Fino ad arrivare alla proposta di blocco dei flussi d’ingresso dei lavoratori stranieri, propagandistica ed inutile,
che chiude la strada all’immigrazione regolare e non fa nulla per dare risposta all’estesissima presenza di
irregolarità, lavoro nero, e negazione dei diritti fondamentali. Questo insieme di provvedimenti, se approvati,
contraddicono le normative internazionali sui diritti umani fondamentali, e la stessa Costituzione italiana che
afferma la pari dignità sociale delle persone, senza distinzione di sesso, razza, lingua o religione.
In questo modo si stravolge il volto di questo nostro paese, con il rischio di dare copertura a filosofie e
comportamenti razzisti. Noi contestiamo questi provvedimenti e chiediamo al Parlamento di riformare le norme
sull’immigrazione garantendo:
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Di non chiudere le frontiere all’ingresso per lavoro regolare, ma di programmare con cura gli ingressi nel 2009,
in misura funzionale al mercato del lavoro;
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Una risposta coraggiosa al problema dei lavoratori immigrati senza permesso, dando loro una chance per emergere
da una vita di lavoro nero e assenza di diritti;
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Parità di diritti e superamento delle discriminazioni sul lavoro e nell’accesso a scuola, sanità e stato sociale;
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Riforma della cittadinanza e diritto di voto.
Per queste ragioni promuoviamo per il giorno giovedì 18 dicembre, una giornata dedicata dalle Nazioni Unite ai
diritti dei lavoratori e lavoratrici migranti e delle loro famiglie, dalle ore 10.00 alle ore 14.00 un presidio a
Roma (Largo Chigi – Colonna). Nello stesso giorno, nelle stesse ore si effettueranno presidi davanti alle Prefetture
delle più importanti città d’Italia.
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