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Il Cinema abbraccia la solidarietà
giornata mondiale contro il razzismo


Il 21 e 22 marzo in cinque città il Festival "Europa Europa"

Sono stati due giorni in cui il cinema ha abbracciato virtualmente le tematiche dell’integrazione e della convivenza tra etnie diverse, due giorni di vivaci confronti tra cinque città d’Europa che, per la prima volta, in contemporanea, dopo la proiezione delle pellicole hanno discusso e reciprocamente posto quesiti sul rispetto dei diritti dell’uomo.

Il Festival Europeo per i Diritti dell’Uomo si è svolto il 21 e il 22 marzo scorsi in contemporanea alla Sala Filmcasino di Vienna (Austria), alla Sala Ritzy a Brixton, (Gran Bretagna), alla Sala Verdi Park di Barcellona (Spagna), al Multisala Ducale a Milano (Italia) e a Le Grand Palais a Lille (Francia).

L’idea, nata dal deputato al Parlamento europeo e presidente della Federazione Internazionale di SOS Racisme, Fodé Sylla, dal regista Bernardo Bertolucci e dal presidente della BAC Films, Jean Labadie, si è realizzata in ognuna delle cinque città con proiezioni in simultanea dello stesso programma di sei films, seguite da un collegamento video via satellite per favorire il confronto fra i partecipanti.

L’organizzazione ha disegnato la mappa dei sei film da proporre la mattina al pubblico dei bambini, nel pomeriggio per gli adolescenti e la sera per gli adulti.

Per i bambini

La cronaca di Milano ha visto nelle due mattinate per i bambini, che hanno poi giocato con gli animatori della trasmissione televisiva "Solletico", la proiezione di Kirikù e la strega Karabà (1998 – Regia di Michel Ocelot che ha ricevuto per questo film il Gran premio al festival internazionale del Film d’animazione di Annecy nel 1999) film d’animazione ambientato in un villaggio africano in cui un bimbo, Kirikù, indipendente, generoso e coraggioso vive e lotta contro la strega Karabà che ha prosciugato la sorgente d’acqua e mangiato gli uomini del villaggio.

La seconda proposta è stata La gabbianella e il gatto (1998 – Regia di Enzo D’Alò, lo stesso di "La freccia azzurra"), un cartone animato tratto da un racconto di Luis Sepùlveda, in cui una gabbianella è adottata da una comunità di gatti che le insegneranno, innanzi tutto che non è un gatto e poi che deve volare …

Per gli adolescenti

Il lungometraggio proposto nella prima giornata è stato My beautiful laundrette (1986 - di Steven Frear, il regista di "Le relazioni pericolose" e "Mary Reilly") un film che, nella Londra dell’emarginazione e della periferia, vede l’amore tra un giovane pakistano e un londinese, impersonato nel film da un giovane Daniel Day Lewis, contrastato dall’ipocrisia, dall’intolleranza e dalle gang di quartiere.

Nella seconda pellicola Vivre au paradis il regista Bourlem Guerdjou ha affrontato sul tema di un giovane padre di famiglia algerino, immigrato nella Francia della bidonville negli anni Sessanta e della difficoltà di integrarsi e rapportarsi sia con i suoi compatrioti sia con la società francese.

Per gli adulti

Due interessanti proposte programmate nelle serate di cinema sono state La promesse , un film del 1996 dei fratelli Jean Pierre e Luc Dardenne, che con il film "Rosetta" hanno vinto la Palma d’Oro del 52° Festival del Cinema di Cannes del 1999. Il lungometraggio è ambientato nell’ambiente operaio di Liegi, in cui un ragazzo di sedici anni è costretto dal padre a sfruttare la manodopera immigrata. La morte di un clandestino africano cambierà il suo atteggiamento nei confronti degli immigrati e contro suo padre.

Il secondo film proiettato nelle sale è stato un film francese di quest’anno La bas, mon pays del regista Alexandre Arcady, uno dei cineasti transalpini più attivo nell’azione contro il razzismo e l’antisemitismo. Pierre ha lasciato all’età di 17 anni l’Algeria, impegnata nella guerra per l’indipendenza. A Parigi ha trovato la sua piena realizzazione come giornalista di grido, ma la sua terra di nascita lo richiama con un misterioso messaggio lasciatogli da un vecchio algerino.