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Fra i mediatori culturali, il 21% del campione dichiara di avere una conoscenza personale sulle MGF e un altro 20%
circa ne è venuto a conoscenza tramite i mass-media. Circa due quinti del campione, tuttavia, indica la formazione
professionale e la documentazione su letteratura scientifica come principali canali informativi sul tema. Per quanto
riguarda gli operatori sanitari, i principali canali informativi sulle MGF includono la formazione
tecnico-professionale (21%), la letteratura scientifica (15%), e l’attività professionale (20%), ma anche l’uso dei
mass-media (30%).
La percentuale di intervistati che ha partecipato a specifici interventi formativi sul tema delle MGF è piuttosto
bassa: si tratta del 21% del campione dei mediatori e del 12% fra gli operatori sanitari. Circa il 34% dei mediatori
culturali ed il 33% degli operatori sanitari dichiarano di conoscere le recenti disposizioni di legge sulle MGF.
Di questi ultimi solo il 53% è a conoscenza delle linee guida emanate dal Ministero della Salute.
Quali conoscenze sulle MGF dovrebbero essere un patrimonio indispensabile degli operatori di settore? L’argomento
più gettonato risulta essere quello delle origini e del significato delle MGF: questo tipo di conoscenza viene
considerata indispensabile da più del 60% del campione di mediatori culturali e scende a circa il 45% tra gli
operatori sanitari. Importanti, ma non indispensabili, vengono considerate anche le nozioni di base sugli aspetti
clinici e assistenziali connessi alla pratica delle MGF.
Chi dovrebbe occuparsi di MGF? I servizi sociali e sanitari vengono chiamati in causa nel 44% e nel 75% dei casi
(rispettivamente fra i mediatori culturali e gli operatori sanitari), come pure la comunità di appartenenza (il 42%
dei mediatori e il 12% degli operatori). Per gli intervistati hanno un ruolo marginale le istituzioni scolastiche ed
i mass-media nonché le istituzioni preposte alla sicurezza, quali magistratura e forze dell’ordine. Fra i mediatori
culturali, risponde positivamente sulla presenza nella struttura di appartenenza di un protocollo di intervento per
agire con donne e/o bambine con MGF solo un intervistato su dieci. A questa quota si aggiunge più di un quarto del
campione che dichiara di non essere informato sulla disponibilità di un tale strumento nella propria struttura.
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