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A Milano la sicurezza alimentare 'parla'
arabo, cinese e spagnolo
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Saranno infatti questi i tre idiomi con cui tutor madrelingua spiegheranno le norme della sicurezza alimentare a
imprenditori e lavoratori extracomunitari impegnati nel commercio alimentare e nella ristorazione.
Il progetto pilota multietnico, presentato a Milano, è promosso dagli enti bilaterali Ebiter Milano ed Ebt PE, che hanno
sottoscritto un protocollo d'intesa sperimentale con l'Asl Città di Milano per la realizzazione, in questa prima fase del
progetto, di percorsi formativi gratuiti.
La necessità di corsi a misura di straniero nasce dalla continua crescita nel capoluogo lombardo di imprese condotte da
extracomunitari nel settore alimentare. Secondo dati della Camera di Commercio, tra le ditte individuali rappresentano il
23% nella ristorazione (668 imprese) e il 15% nel dettaglio alimentare (174 imprese). E i più impegnati sono proprio arabi,
cinesi e sudamericani. Nel settore ristorazione-alberghi, infatti, il 62% delle imprese individuali extracomunitarie è
cinese, mentre il 24% è arabo (il 4% latino-americano). Nel dettaglio alimentare predominano invece gli arabi (44%),
mentre i cinesi sono al 16% e i latino-americani al 5%.
La prima fase del progetto multietnico, spiegano gli organizzatori, proseguirà fino al marzo 2009 con visite a 60
esercizi commerciali, lezioni in madre lingua e tutoraggio in azienda per verificare la comprensione e la corretta
applicazione di quanto spiegato in aula. Molti i temi che saranno affrontati: dai requisiti strutturali e igienici di
locali e attrezzature alla conservazione e all'etichettatura dei cibi.
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