Così intendo appartenere a questa mirabile Famiglia Paolina: come servo, ora ed in cielo; ove mi
occuperò di quelli che adoperano i mezzi più moderni ed efficaci di bene: in santità
, "in Christo, in Ecclesia".
(Abundantes divitiae gratiae suae, appunti di storia carismatica, dello stesso Alberione, 1953)
Fondatore della Famiglia Paolina
"La Famiglia Paolina, inserita col suo apostolato, per la definitiva
approvazione, nella Chiesa, ha il compito di stare e prestare umilissimo e devotissimo servizio al Papa
nella sua immensa parrocchia, unendosi ai seminatori evangelici con l'uso dei propri mezzi tecnici.
Occupa un posto di grande responsabilità; partecipando alla missione apostolica; ed eseguendo
il divino mandato: docete omnes gentes.
Quale il compito della Famiglia Paolina? come si compone? quali mezzi adopera? a chi si rivolge?
La missione paolina è universale rispetto agli uomini: Non è una missione per un gruppo o
settore di uomini, esempio: per le opere sociali, emigranti, protezione della giovane; l'educazione della
gioventù cui si dedicano esclusivamente vari istituti benemeriti; oppure ad opere caritative, come
orfani, vecchi, ammalati, infelici; o alla scuola elementare-popolare; od alle missioni tra gl'infedeli. Invece
si rivolge, usando i mezzi tecnici, in qualche misura a tutti: ad ogni classe, ceto, età, condizione,
nazione, continente; con ragionevole preferenza alle masse; per portare a tutti il messaggio della salvezza, contenuto nella Bibbia, Tradizione, insegnamento della Chiesa. Universale quanto ai mezzi tecnici.
È da notarsi quanto si dice nel secondo articolo delle Costituzioni: «che tutto quello che, per
disposizione di Dio, il progresso sarà riuscito ad inventare... sia usato ed abbia realmente da servire
per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, ossia per la diffusione della Dottrina Cattolica ».
Così oggi molto si usano anche le filmine, i dischi, i registratori, ecc.; oltre i quattro mezzi oggi
più largamente utilizzati: stampa, cinema, radio, televisione.
Universale quanto ai tempi: poiché le Costituzioni dicono di usare i mezzi richiesti dalle condizioni
dei tempi. Non è per un secolo od un periodo storico. E per ogni tempo, finché esisteranno
uomini, la Bibbia iniziata da Mosè sarà riprodotta, bensì con tecniche variate, ma
sino alla fine del mondo.
Universale quanto all'oggetto; poiché si tratta di tutto cristianizzare: filosofia ed arte, letteratura e
musica, sociologia e morale, storia e diritto, governi e leggi, scuola e lavoro, ecc. Scrive San Paolo:
«La pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodisca i vostri cuori e le vostre menti in
Cristo Gesù. Del rimanente, o fratelli tutto quello che è vero, puro, giusto, santo ed
amabile, tutto ciò che dà buona fama, o se vi è qualche virtù o qualche
lodevole disciplina, sia oggetto dei vostri pensieri » (Filipp. IV).
La mano di Dio sopra di me, dal 1900 al 1960. La volontà del Signore si è compita,
nonostante la miseria di chi doveva esserne lo strumento indegno ed inetto. Dal Tabernacolo: la luce,
la grazia, i richiami, la forza, le vocazioni: in partenza e nel cammino.
Vi è qualcosa nel Mi protendo in avanti: ma la carta porta ciò che si scrive.
D'altra parte ogni sacerdote va incontro a due giudizi: quello degli uomini e quello di Dio. Per quest'ultimo,
che è l'unico che veramente conta, prego tutti ad ottenermi in tempo la misericordia del Signore,
a cui nel nobis quoque peccatoribus della Messa diciamo non aestimator meriti, sed veniae
quaesumus, largitor admitte nel consorzio dei santi. Sento la gravità, innanzi a Dio e agli
uomini, della missione affidatami dal Signore; il quale se avesse trovata persona più indegna ed
incapace l'avrebbe preferita. Questo tuttavia è per me e per tutti garanzia che il Signore ha voluto
ed ha fatto fare Lui; così come l'artista prende qualsiasi pennello, da pochi soldi e cieco circa
l'opera da eseguirsi, fosse pure un bel Divin Maestro Gesù Cristo."
(Ut perfectus sit homo Dei I, 372-373, una istruzione ai membri della Società San Paolo,
aprile 1960)
Uomo di Dio
"Il prete deve acquistare il vero dominio e la direzione dei cuori: questo però non
l'otterrà mai veramente che con la dolcezza della carità. Non l'otterrà con
la scienza; non con l'essere tenuto per uomo ricco ed abile negli affari; non con l'avere molti dipendent
i per cose esterne; non coll'imporsi abituale; non con la politica; ma solo coll'amabilità, col mostrarsi
sempre uguale a se stesso, col trattare bene. Si diviene veramente forti, rinunciando alla forza."
(da Appunti di Teologia Pastorale, 1912).
Maestro
"Il Maestro [il Cristo] si è fatto tale per i giovani, dedicandovi 30 anni su 33 della vita sua:
come modello dei giovani nell'obbedienza e nel progresso completo; come vita con virtù e sacrifici
continuati acquistando le grazie per tale età; come verità elevando l'educazione, esaltando
i giovani, minacciando gli scandalosi: Sinite parvulos venire... [Mt 19,14]"
(Gesù via ai giovani, in Donec formetur, 1932 febbraio)
La personalità
"Tutto l'uomo in Gesù Cristo, per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà, cuore,
forze fisiche. Tutto: natura, grazia, vocazione per l'apostolato. Carro che corre poggiato sulle quattro
ruote: santità, studio, apostolato, povertà." (Abundantes divitiae gratiae suae)
"Ora molta cura ha la Chiesa, per divino mandato, della forma ed insieme della materia nei
Sacramenti: per esempio, per l'acqua del battesimo che vuole pura, consacrata, conservata nel battistero,
versata in modo debito; per gli Olii sacri che vuole di oliva, solennemente benedetti al giovedì
santo, custoditi con somma diligenza, applicati secondo norme precise; così per gli altri Sacramenti.
Pure occorre cura attenta per il corpo: assicurargli una buona educazione fisica, trattarlo con
rispetto, usargli attenzioni igieniche, nutrirlo convenientemente, dargli il riposo necessario e moderato,
custodirlo dai pericoli e malanni, curarlo nelle infermità, ecc.
Il buon educatore, come il buon superiore ed i buoni genitori, si formano a questo riguardo un corredo
di nozioni almeno elementari e ricorrono a chi si deve per le cose più difficili. Mens sana in
corpore sano; Dio è vita! Non ammazzare il corpo, neppure per giocare o lavorare troppo.
Né diminuire con imprudenza o trascuranza le tue energie, ed i tuoi valori: cerca anzi di svilupparli
in te stesso con i metodi di una buona pedagogia; sviluppa la tua arte, migliora il tuo ufficio, allarga la tua
sfera d'azione, come le tue cognizioni, per te e per la società: sviluppa la tua personalità
, badando alla verità, non alle apparenze.
Il lavoro che industriosamente si aumenta, è imitazione e avvicinamento a Dio che è
atto purissimo; sarà pure una principale mortificazione, sia esso intellettuale, o morale, o fisico
prevalentemente. Imitamini Deum sicut filii carissimi. Il denaro è dono di Dio: usarlo bene;
e se potrai averne di più, moltiplica le opere a sua gloria! Calcea te caligas tuas! dice
l'Angelo a Pietro: ha cura perfino delle scarpe! Avere cura di tutto: abiti, casa, mobilia, libri, mezzi di
lavoro, ecc.
Le cose create sono per farci conoscere Dio, per portarci ad amarlo, per servirlo degnamente.
Non violentare le cose, la nostra natura, la ragione; ma tutto servirsene come mezzo per la gloria di Dio,
per l'elevazione, il fine nostro. Esempio pratico troviamo nei salmi e nei santi; in modo speciale in San
Francesco d'Assisi che sciolse anche l'inno al sole."
(Alle Famiglie Paoline).
Le tre penitenze
"Sono incluse nelle nostre Costituzioni.
La prima è comune a tutti i religiosi: la vita comune vissuta amorosamente, costantemente,
gioiosamente.
La seconda è dominante: lo sviluppo della personalità, così da progredire
sempre più, sviluppando i doni e le attitudini: di natura e grazia. Sempre maggiore intelligenza
nelle cose di servizio di Dio e dell'apostolato. Sempre più abili e industriosi negli uffici.
Sempre più fervorosi nelle pratiche di pietà e nell'osservanza religiosa.
La terza, applicare, utilizzare, far convergere tutto alla gloria di Dio, all'apostolato, a tesoreggiare
per il paradiso. Sempre avanti, sempre progresso, sempre preparazione a quella vita celeste che ci aspetta.
Il santo tormento di chi aspira più in alto; di chi è proteso in avanti; di chi ricorre e adopera
nuovi mezzi. Persone che camminano; che ogni giorno conchiudono per lo spirito e l'azione; che sentono
di vivere utilmente i loro giorni.
Le nostre penitenze non sono per indebolire, per esaurire, comprimere la salute, le attitudini, le
energie di mente, di cuore, di corpo... Esse invece sono uno studio continuo di crescerle e tutte utilizzarle
per Dio, le anime, la santificazione"
(dal San Paolo, aprile 1949).
Pagine realizzate da Čulogos (eulogos@eulogos.it) per il Centro di Spiritualitŕ Paolina (csp@paulus.it).