Paulus


Thomas A. Edison quell'anno scoprì che i corpi incandescenti emettono cariche elettriche; il fisico Temistocle Calzecchi Onesti costruì il coherer, che qualche anno più tardi servì a Marconi per captare i segnali radio. Quell'anno L. E. Watermann brevettò la penna stilografica e Dahl perfezionò la fabbricazione della carta dalla pasta di legno; e Ottmar Mergenthaler costruì la prima linotype, presto adottata dal New York Tribune e G. Eastman realizzò la fotografia su carta sensibile. Quell'anno era il 1884.
Nell'aprile del 1900 Giacomo, studente ginnasiale, fu espulso dal seminario arcivescovile di Bra, nella diocesi di Torino. Nel mese di ottobre, però, rientrò in prova, con qualche appoggio del suo parroco, nel seminario vescovile di Alba, in provincia di Cuneo, Piemonte. Quello era l'anno in cui V. Poulsen realizzava per primo un apparecchio per la registrazione magnetica dei suoni su filo metallico.
Nella notte tra il 31 dicembre 1900 e il primo gennaio 1901, durante una lunga preghiera nel freddo duomo di Alba, Giacomo "si sentì profondamente obbligato a prepararsi a fare qualcosa per il Signore e gli uomini del nuovo secolo, con cui sarebbe vissuto". In quel nuovo anno Guglielmo Marconi realizzò il primo collegamento radiotelegrafico tra Europa e America.
Giacomo fu ordinato presbitero nel 1907, anno in cui R. A. Fessenden effettuò la prima trasmissione radiofonica, Szcepanik e Smith realizzavano per la prima volta il processo fotografico a colori e A. Korn riuscì a trasmettere, confusamente, immagini per telegrafo.
Il primo agosto del 1912 venne alla luce la prima edizione, dattilografata, di un libro importante di Giacomo Alberione. Il titolo era Appunti di teologia pastorale, frutto di lezioni tenute ai seminaristi. Quell'anno in Russia iniziava le pubblicazioni la Pravda.
L'8 settempre del 1913, il vescovo chiese ad Alberione di assumere la direzione del periodico locale Gazzetta d'Alba (1500 copie settimanali) mentre Charles Krum costruiva la prima telescrivente, a Chicago. Nel supplemento domenicale del New York World apparvero quell'anno le prime parole incrociate, a cura di A. Wynne. In Italia, Attilio Vallecchi iniziava l'editrice Vallecchi.
Il 20 agosto 1914, ad Alba, in un locale in affitto in Piazza Cherasca 2, don Alberione iniziò la Società San Paolo, con l'apertura di una Scuola Tipografica e con una macchina Marinoni per la stampa, una pedalina, un tagliacarte e due banconi per la composizione. Lo scoppio della prima guerra mondiale alterò la fisionomia dei giornali e sconvolse il sistema di raccolta delle notizie. Diminuivano le inserzioni pubblicitarie e molti servizi speciali vennero soppressi. Negli USA, invece, i giornali intensificarono i servizi speciali per mezzo di cablogrammi e fu aperto l'Audit Bureau of Circulation per controllare le tirature della stampa periodica. Fu aperto anche il canale di Panama alla navigazione.
Nel giugno 1915, dai tipi della Scuola Tipografica usciva un altro libro di don Alberione, La donna associata alla zelo sacerdotale. Il 15 di quello stesso mese, ebbe inizio il Laboratorio femminile, primo nucleo delle Figlie di San Paolo. Quell'anno, in Italia, Maria Luisa Boncompagni fu la donna che per prima lesse un giornale parlato per una emittente radio privata, l'Araldo telefonico (che poi divenne URI, EIAR e infine RAI). In Inghilterra, fu avviato il primo scambio telefonico automatico. La Scuola Tipografica installò il suo primo telefono il 21 aprile 1917 e il suo numero era 95, in Alba.
Il 10 febbraio 1924 è la data ufficiale di inizio delle Pie Discepole del Divin Maestro, altro istituto di suore fondato da Giacomo Alberione. Il primo ottobre iniziò ad Alba Il Giornalino, settimanale illustrato a colori, per ragazzi. Era l'anno in cui aerei (militari) americani compivano per la prima volta il giro completo del mondo e furono trasmesse foto per telegrafo senza fili dall'Europa agli USA. Rice-Kellog costruì l'altoparlante e Radiola, una trasmittente francese, confezionò un giornale parlato usando la Torre Eiffel per antenna.
Il 13 marzo 1927 Giacomo diventò Giuseppe Alberione, in seguito alla professione religiosa nella mani del vescovo di Alba. Don Alberione fu anche designato superiore della Società San Paolo con il titolo di "primo maestro". Il 9 luglio da Alba partì per Roma dove, da poco, era nata la prima casa filiale della Società San Paolo. Quello fu l'anno delle prime emissioni televisive, a circuito chiuso, tra New York e Washington; mentre il britannico Baird dava a Glasgow, in Scozia, una prima dimostrazione della televisione a colori. In Gran Bretagna venivano regolarmente captate le trasmissioni radiofoniche australiane e la British Broadcasting Company (fondata nel 1922) divenne l'attuale BBC (British Broadcasting Corporation).
Il 25 settembre 1937, Alfredo Filippo Manera, sacerdote paolino, conseguì il brevetto di pilota civile di aerei.
Nel 1938, il film Abuna Messias, prodotto della Sampaolo Film ottenne il primo premio alla Mostra Cinematografica di Venezia.
Il 23 aprile 1940, il paolino Enzo Manfredi brevettò (n. 38.30.65) un sistema telefonico a divisione tempo (time sharing). I suoi primi esperimenti risalivano al 1932, quando Enzo aveva 16 anni. Il brevetto aveva come titolo "sistema di telegrafia multipla con impiego di tubi a raggi catodici e con sincronizzazione della trasmissione". Don Manfredi fu il responsabile della Centrale Telefonica Vaticana.
Il 25 dicembre 1948 don Alberione lesse il suo primo messaggio radiofonico al microfono della (pirata) Radio San Paolo (1-RSP).
Il 31 marzo 1952, iniziò le trasmissioni da Tokyo la Radio Culturale Giapponese al cui allestimento parteciparono paolini italiani e giapponesi.
Il 2 gennaio 1958 venne conferito a don Alberione un diploma (con medaglia d'oro) di prima classe, concesso ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte.
Il primo maggio 1967 cominciarono a trasmettere, in Brasile, due stazioni radio paoline, Radio Cultura e Radio Bahia a Salvador (nello stato di Bahia). Il primo dicembre dello stesso anno, iniziò a trasmettere anche la terza stazione, Radio America, nello stato di san Paolo.
Il 28 giugno 1969, Paolo VI ricevette in udienza don Alberione accompagnato dai capitolari della Società San Paolo e da una rappresentanza di paolini e paoline. In quella occasione il papa gli conferì la croce "Pro Ecclesia et Pontifice".
Il 26 novembre, nel tardo pomeriggio, Paolo VI visitò in forma privata don Alberione morente, nella sua stanzetta al secondo piano della Casa Generalizia della Società San Paolo, in Via Alessandro Severo 58, Roma. Circa un'ora dopo quella visita, alle 18,30, don Giacomo Giuseppe Alberione morì.
Le sue giornate di vita come primo maestro a Roma, iniziavano normalmente alle 3.30, con preghiera del mattino, meditazione e celebrazione della messa. Dalle 5.30 alle 7 dettava istruzioni o meditazioni a gruppi, in successione, di paolini e paoline, a mano a mano che si alzavano e arrivano in chiesa. Alle 7,15 prendeva una tazza di caffé dopo averci spento dentro un poco di burro. Dalle 7,30 alle 12 iniziava il lavoro in ufficio, dove accoglieva gente, scriveva, esaminava fatture, discuteva nuovi progetti incontrava visitatori interni ed esterni alla sua Famiglia Paolina. Rispondeva, brevemente, di suo pugno, a chiunque gli scrivesse (resta un epistolario di circa cento mila lettere sparse per il mondo). A mezzogiorno interrompeva l'attività per l'esame di coscienza e la recita dell'Angelus; andava a pranzo e mangiava poco, essendo di corporatura minuta e di scarsa salute. Dopo pranzo riposava mezzoretta. Alle 15 recitava l'ora media del breviario e subito dopo rientrava in ufficio; alternativamente visitava gli ammalati in un ospedale che egli stesso aveva fatto nascere ad Albano; o visitava case paoline attorno a Roma. Alle 19 iniziava un'ora di vista eucaristica. Alle 20 faceva cena e alle 21 si ritirava in camera. Don Alberione ha fatto cinque volte il giro del mondo, in visita alla sua famiglia che si era sparsa nel frattempo in tutti i continenti.
Della sua attività di sacerdote e di pubblicista sono stati raccolti 136 volumi, più migliaia di articoli, per un totale di circa 50 mila pagine stampate e 2 mila ore di voce su nastri magnetici.
Egli però ha detto e fatto molto di più per gli uomini e le donne del suo tempo, considerando sua regola di vita l'antico motto benedettino ora et labora, prega e fatica.

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