(M. Petrini)
Il volume, raccoglie gli Atti del Congresso Internazionale "Care for dying person," organizzato dall'Istituto di Bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore nel marzo 1992. Il Congresso era stato organizzato come momento di "status of art" sull'assistenza al morente, un tema, come afferma Mons. Sgreccia nella presentazione, "quasi provocatorio per la cultura del benessere e per il culto della salute perseguito a tutti i costi, che caratterizza la nostra società; un tema solcato da polemiche e proposte funeste come quella dell'eutanasia; un tema aperto alla speranza cristiana rasserenata dalla certezza della Pasqua e cementata dalla solidarietà; un tema che è oggetto di innovative forme d'assistenza" (pag.XI-XII).
Un tema per= - questo dell'assistenza al morente - che coinvolge profondamente gli operatori sanitari che questa assistenza devono prestare. Questa opportuna sottolineatura ben esprime il Prof. Bausola, Rettore dell'Università Cattolica, nell'introduzione al volume quando afferma che "relazioni con il malato che siano personali e professionali, sono possibili solo se chi sta vicino al malato ha una concezione visibilmente non evasiva della morte; meglio, molto meglio, ovviamente, se questa concezione sa, cristianamente, riconoscere che il senso della morte è la vita eterna" (pag. 4). Questo intervento riporta il tema assistenziale alle sue origini: al di là delle tecniche e delle modalità rimane sempre fondamentale il contatto umano, quel contatto umano che nella storia ha fatto sì che l'ars medica dovesse curare, ma dovesse soprattutto anche aiutare il sofferente ad integrare nella sua vita il dolore e la morte. Questi aspetti umani sono peraltro bene evidenziati anche nell'Introduzione al Congresso, dal Prof. Ortona, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia "A. Gemelli", il quale, anche sulla base della sua esperienza professionale e umana ricorda come "direttamente coinvolti nella cura di pazienti con AIDS, so bene che il futuro dell'assistenza ai pazienti morenti tenderà a spostare sempre più il suo baricentro nella casa del paziente piuttosto che nell'ospedale... luogo naturale della morte è la propria casa... ancora troppi pazienti cronici muoiono in ospedale mentre, con un adeguato sostegno assistenziale, potrebbero morire a casa, circondati dall'affetto dei propri cari" (pag.7-8). Aggiunge ancora il Card. Angelini, in una prospettiva pastorale: "chi ha responsabilità della pastorale sanitaria, non deve essere cercato dall'infermo, ma deve sempre farsi trovare da lui. Quando io ripeto che ho molto più ricevuto dai malati di quanto non sia riuscito a dare loro, confesso una verità a lungo sperimentata, soprattutto perchè il letto del morente è la più alta cattedra di vita" (p.14).
Queste citazioni estrapolate per altro da scritti complessi, sono solo da considerarsi una corretta introduzione ai successivi interventi del convegno, riportati negli Atti che, pur di varia competenza e di vario approccio alla problematica, hanno sempre per sfondo fondamentalmente la persona del morente e le sue esigenze assistenziali. Completa questa parte introduttiva il contributo del Prof. Grygiel sul morire oggi, un contributo ricco di citazioni letterarie, profondamente filosofico, ma ancora profondamente incentrato sui valori umani in gioco. Afferma infatti il prof. Grygiel che "per poter curare bene la persona umana che muore, il medico deve aiutarla a guardare il cielo, perchè è in questo guardare che essa diventa se stessa. Altrimenti, cercando di migliorare soltanto le funzioni del malato, alla fine il medico oserà contare da solo i giorni di quello, appoggiandosi nel migliore dei casi nelle passioni sentimentali" (p.30). Ed ancora "il medico, per poter curare la persona malata, deve comprendere che soffrire non significa marcire nel dolore ma cercare il legame tra esso e la verità della vita" (p.30).
Parole queste che riecheggiano quello stretto rapporto con il sacro che ha caratterizzato nel suo origine, il sorgere stesso della medicina. Venendo ora agli aspetti formali del volume, questo è suddiviso in sei ambiti di studio: aspetti sociologici, clinici, antropologici, teologici, etico-giuridici, assistenziali; ogni ambito è introdotto da una relazione che ne mette in luce gli aspetti peculiari e le problematiche.
Nel primo ambito di studio, gli aspetti sociologici, si evidenzia l'evoluzione del senso della morte in quest'ultimo scorcio di secolo e le nuove ineguaglianze che la realtà del morire propone (G. Micheli, W.Maffenini). M. Schooyans presenta la sua interpretazione delle ragioni attuali della "morte inflitta": aborto, eutanasia, interpretazione che legge fondamentalmente nel totalitarismo intellettuale, vuoi collegato al totalitarismo politico, vuoi invece alla democrazia liberale che distorce i valori personali innati e permette solo i valori del godimento soggettivo e della utilità sociale S.Burgalassi sottopone alla riflessione del lettore l'estrapolazione dei risultati di una ricerca empirica relativa alla solitudine nelle persone anziane, leggendo i vissuti sia dal punto di vista antropologico sia da quello socio-religioso. G. Rossi infine propone il problema sociale della famiglia di fronte alla morte, a partire dalla constatazione statistica delle difficoltà individuali attuali della composizione della famiglia e della possibile assistenza medica.
Aggiunge la professoressa M.T.Romanini, nella introduzione di questa sessione, che la sola risposta alla crisi attuale è ancora una volta la risposta della terza misura umana, quella della "verticalità", al di là dello spazio diacronico e di quello sincronico generazionale, cioè della misura della rivelazione della figliolanza divina adottiva di ogni persona umana, significato ultimo e unico di ogni popolo come di ogni singolo dal suo concepimento in poi.
Introduce la sessione successiva dedicata agli aspetti clinici della morte cerebrale, il Prof. P.U. Carbonin che rileva come gli sviluppi di questi ultimi decenni delle tecniche di rianimazione e la possibilità che si ha di vicariare funzioni vitali come la respirazione spontanea, hanno posto nuovi problemi rispetto alla modalità tradizionale di determinare il momento della morte. Le problematiche trattate in questa sessione sono le lesioni dell'encefalo in rapporto al concetto di coscienza (D.H. Ingvar) e le metodiche stesse dell'accertamento clinico della morte cerebrale (D. A. Shewmon).
Una riflessione poetica (W. Bueche) introduce la sezione dei lavori dedicati agli aspetti antropologici, in particolare la problematica del moribondo, cioè dell'agonizzante prossimo a morire (A. Caturelli), un obiettivo perseguito attraverso una descrizione introduttiva della situazione del morente, una analisi critica del pensiero immanentista moderno su questo tema e infine, una riflessione metafisica sul morente, sull'agonia e sull'atto del morire. Completano questa sessione le relazioni sulla morte e il vissuto di morte nella psicologia contemporanea (G. Cesari), su un approccio metafisico della morte (J.. Maldamè); sulla psicologia del malato di fronte alla morte (LK. Sandrin).
B. O'Donnell introduce la sessione teologica ricordando come "Throughout human history, men and women have looked into that "endless night" and have tried to understand what it means, and what it contains" (p.235). Segue quindi la relazione sul morire nella Bibbia, considerato, afferma il Cardinal Saldarini, che la rivelazione pone l'accento più sul morire come processo ed evento in una prospettiva esistenziale, piuttosto che nell'astrattezza del termine morte (p.237). Questa sezione è poi completata dagli interventi di una tavola rotonda sulla morte ed escatologia nella prospettiva ecumenica, nella convinzione, afferma nell'introduzione il Cardinal .J. Martins, che lo scambio delle visioni religiose sulla morte e sull'escatologia arricchisce di speranza anche la vita (p.255). Abbiamo così una relazione sulla visione cattolica (B.Forte); ortodossa (A.M. Stavropoulos); protestante (P. Ricca); ebraica (A.A. Piattelli); hindu (R.De Smet), musulmana (M.Talbi).
Seguono poi gli aspetti etico-.giuridici, una prospettiva quella etica, afferma nell'introduzione Mons.Tettamanzi, caratterizzata dalla sintesi della profondità, nel senso che la riflessione etica raccoglie in unità, facendone appunto una sintesi, tutti gli altri aspetti (come quello medico, psicologico, giuridico, ecc), e nello stesso tempo scende in profondità, ossia tende ad arrivare all'umanità dell'uomo, a considerare l'uomo in quanto uomo (p.329).
In questo ambito abbiamo così una relazione sull'eutanasia e accanimento terapeutico (B.M. Ashley), e sulla legislazione dell'accertamento di morte (A.Bompiani, M.L. Di Pietro).
Veniamo ora alla sessione sugli aspetti assistenziali. E' introdotta da Padre A.Brusco che ricorda come il filo conduttore del Convegno sia stato proprio l'accompagnamento dei morenti, cioè quella modalità assistenziale che si pone fra "il sopprimere la morte", la linea culturale della attuale società e "il sopprimere i morenti" come auspica l'eutanasia (p.379). Seguono le relazioni sull'assistenza al paziente terminale: ospedale e home care (M. Petrini); hospice (T.S.West). Mons D. Bianchi sottolinea poi gli aspetti pastorali di questa assistenza, vedendo accanto a pazienti terminali che hanno il bisogno fondamentale di non essere soli", una Chiesa familiare, poi una Chiesa che si fa vicino anche a quelli che sono a servizio in tutte le istituzioni sanitarie, infine la Chiesa intera, attraverso i vari operatori della sua pastorale. La relazione finale di Mons. Sgreccia già dal titolo "Scienza ed etica per il paziente terminale" fa intravvedere i bisogni fondamentali emersi dai lavori stessi del convegno: la medicina è chiamata a rispettare la morte, oltre che a constatarla, attuando un comportamento ispirato al rispetto della vita e della persona. Questo implica un insieme di linee etiche da seguire, che determinano una rinnovata assistenza al morente: di qui lo sviluppo di tutte le possibilità del sostegno medico, psicologico, volontaristico ed umano, o comunque, integrato con tutte le risorse dell'accompagnamento al morente (p.418).
Il volume è poi completato con l'apporto di numerose comunicazioni che toccano tutti gli ambiti considerati e che attestano un notevole interesse da parte dei partecipanti, nonchè da una appendice con una relazione sulle obbligazioni etiche di fronte al malato di Aids in fase terminale. (A.G. Spagnolo).In conclusione, al termine di questa lunga ma necessaria presentazione, si pu= ribadire che il volume rappresenta un apporto importante sul piano etico-assistenziale al morente. La sua importanza è facilmente constatabile se vediamo il complesso delle tematiche trattate, l'autorevolezza degli oratori, l'ambito internazionale delle esperienze su un discorso, quello della morte che, ricorda Giovanni Paolo II, se pur considerato dalla letteratura, dalla filosofia, dalla sociologia, dall'etica, dalla morale, dall'arte, dalla poesia ottiene, ancora oggi, risposte talora confuse, contraddittorie o addirittura disperate.
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