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| A chi
percorre l'Autostrada del Sole fra i caselli di
Attigliano e Orvieto, appare ad un tratto sulla sinistra
adagiato sulla dorsale di una lunga collina, un abitato
parte antico e parte moderno, sovrastato dal campanile e
dal timpano della chiesa. E' questo Castiglione in Teverina, l'ultimo paese del Lazio, da quella parte, quasi incuneato in terra Umbra: infatti l'Umbria e in particolare il Comune di Orvieto, lo stringe fin quasi alle porte delle prime case. La collina di Castiglione (mt. 228 al centro del paese) è una delle ultime propaggini dei Monti Volsini, il grandioso complesso di origine vulcanica che racchiude il Lago di Bolsena, il più grande tra i vari sistemi della stessa origine che caratterizzano la geografia ed il paesaggio dell'Alto Lazio e della zona dei Castelli Romani. |
![]() Castiglione in Teverina |
![]() Il suggestivo ingresso al centro storico |
La collina
si affaccia, come una grande terrazza, sulla valle del
Tevere, e infatti dal paese si gode una stupenda vista
sulla rigogliosa e verdeggiante vallata, in quel tratto
assai ampio (piano di Castiglione) sulla quale spicca
l'azzurro specchio del Lago di Alviano, formato da una
diga sul Tevere. Sullo sfondo si possono ammirare i monti Amerini, ammantati di lecci e di ulivi e costellati da pittoreschi paesi, rocche e castelli. La nascita di Castiglione in Teverina risale al Medio Evo: un piccolo nucleo di case esisteva sulla collina, fin dal XI secolo, ma il nome di Castiglione comincia ad apparire nei documenti del Xlll secolo. |
| Per
distinguersi dalle altre località (in tutto una
trentina) che in Italia portano il suo nome, si fa
chiamare "in Teverina" in omaggio al fiume di
Roma che scivola ai piedi del poggio travertinico dove
s'aggrappa da oltre nove secoli, dal tempo del primo
insediamento accresciuto notevolmente dopo la distruzione
della vicina Paterno. L'appartenenza al nutrito gruppo dei Castiglione ha stimolato l'attuale amministrazione civica all'idea di una associazione fra le omonime consorelle italiane con chiari propositi di rimuovere l'immagine di solitudine che per tanti anni ha protetto la zona in un ambiente di apprezzati silenzi, privandola, però, di quei benefici turistici oggi pretesi con maggiore convinzione. Ne sono una prova le vivaci iniziative della "Festa del vino" nei primi giorni di agosto e le legittime aspirazioni del Parco Faunistico Valle dei laghi. Salutari ristori campestri presso un paio di aziende agrituristiche, dotate di un pugno di posti letto e piacevoli relax alla contadina. Il quadro ricettivo si completa con un mini albergo di sedici posti letto, nel cuore del paese, dal nome rassicurante "Casa mia". |
![]() Il convento benedettino di Vaiano |