L’UNITA’

OVVERO

L’ITALIA SI CURA

"Non esiste una sola idea importante di cui la stupidità non abbia saputo servirsi, essa è pronta e versatile e può indossare tutti i vestiti della verità. La verità invece ha un abito solo e una sola strada, ed è sempre in svantaggio" (R. Musil, L’uomo senza qualità).

La considerazione sembra perfettamente attagliarsi alla perniciosa incoerenza dei nostri sindacalisti di Polizia, tutti protesi a frammentare internamente il nostro Corpo e a picconare quanto c’è di buono in Polizia. Emblematica la vicenda dei "ruoli speciali".

Sembra quasi che, obbedendo agli ordini di un segreto Burattinaio (o a quelli del suo stolto Aiutante), questi sindacati stiano facendo di tutto per assecondare piani oscuri di dequalificazione, di omologazione al basso e, quindi, di subordinazione per la Polizia di Stato. Seminare lacerazioni tra i Funzionari fa parte di un’antica ma sempreverde strategia: mettiamo pure contro, tra di loro, ex Funzionari ed ex Ufficiali, Quadriennalisti e Laureati, concorsi interni ed esterni, Dirigenti e Direttivi, e così via.

Volendo prendere esempio da più fortunate Categorie professionali, dovremmo riconoscere che l’UNITA’ della categoria è l’obbiettivo primario.

Il "Grande Vecchio", infatti, mentre noi ci azzuffiamo come i capponi di manzoniana memoria, potrà compire le sue piccole o grandi trame in maggior libertà.

Come potremo condividere, allora, l’infelice sortita del Presidente nazionale di "Italia sicura" che ha riesumato, a diciotto anni dalla Legge 121, la superata distinzione tra Funzionari di P.S. e Ufficiali? Come giudicheremo gli anacronistici (e pur risibili) "veti sindacali" che il Presidente Giampaolo Tronci vorrebbe imporre per l’impego degli "ex ufficiali"? E’ coerente evocare la "rimilitarizzazione strisciante" e praticare i ruoli speciali?

Avremmo risolto i nostri dilemmi con una risata – il modo migliore per seppellire questo tipo di "gaie diversioni" – se non si fosse scaduti nell’intolleranza e nel razzismo.

Mettiamo, allora, dei punti fermi. Gli attuali Funzionari, qualunque sia la loro estrazione, si riconoscono nei valori di cultura universitaria e di professionalità ATTUALMENTE fissati per Legge e contrastano ogni progetto di dequalificazione che li appiattisca su modelli estranei alla tradizione della Polizia di Stato. La critica delle scelte dell’Amministrazione deve compiersi sulla base dei titoli professionali e delle capacità individuali dei possibili aspiranti ad uno stesso incarico. Regole chiare e rigorosamente applicate costituiranno il cemento tra Funzionari. Le cordate e le scorciatoie sono bandite.

E’ bene, dunque, che il "Grande Vecchio", il suggeritore di certe uscite, si renda conto che non riuscirà a seminare zizzania tra di noi. Sappiamo bene che la politica del "divide et impera" è una delle cause per le quali, ancora oggi, l’Italia si cura….

Roma, 17 maggio 1999

Dott. Giovanni Aliquò