LA TALPA
OVVERO
GLI ESAMI NON FINISCONO MAI
Sabato soleggiato di novembre. Attraverso gli affollati giardini del Viminale.
Mi hanno appena finito di spiegare, con un certo sussiego, che "la colpa" è tutta di Francesco Rutelli.
Questo sindaco-candidato-cerbero, per le voci di dentro, avrebbe messo il veto al concorso pubblico per Vice commissari, (il cui atteso bando NON è apparso sulla G.U. del 10 ottobre scorso) temendo che l’afflusso incontrollato dei candidati ed il conseguente ennesimo blocco di via Aurelia, a ridosso delle elezioni, avrebbe potuto fatalmente nuocere alla sua immagine ed a quella dell’Assessore Walter Tocci.
Più rassegnato che convinto, mi avvio verso "l’uscita dei poveri", quella posteriore.
<<Segretario! Segretario!>> Una flebile ma tesa vocina sembra provenire da un’aiuola dei giardini.
<<Dottor Aliquò, insomma!>>, mi richiama la vocina che, invero, credevo fosse solo parto della mia provata fantasia. Mi avvicino al giardinetto e, all’imbocco di una galleria, erta a mezzo busto, chi ti vedo?
Una TALPA. Il simpatico, timido e tendenzialmente solitario insettivoro, praticamente cieco ma dotato di olfatto ed udito finissimi, cacciato da uomini e corvi, mi attira con gesti energici delle enormi mani i cui unghioni, con civetteria ministeriale, sono accuratamente ricoperti di smalto.
<<Mi dica, piccola amica, son tutt’orecchi.>> << Caro Segretario, in tutti questi anni ho sempre fatto finta di non vedere. Il troppo è troppo, però. Io forse non vedo bene, ma sento benissimo. Scavando gallerie mi accade di arrivare anche assai vicina alle stanze del potere.>> <<Ed allora?>> replico al tenero animaletto. <<Allora ho anche sentito il cumulo di fesserie che le hanno propinato! Rutelli, questa volta, è innocente!.>> Aguzzo, con un pizzico di scetticismo, le orecchie e la invito a proseguire. <<E’ semplice: c’è qualche figlio di papà eccellente che, non avendo finito gli esami per tempo, si è trovato nell’impossibilità di conseguire la laurea entro oggi. Una o due telefonate, qualche imbarazzato signorsì, una scusa abborracciata e ‘o guaglione è salvo! Un rinvio ad personam (-as), insomma! Nessuna considerazione per chi, a causa dell’inopinata dilazione, verrà, nel frattempo, a superare il limite massimo d’età.>>
<<Cara talpetta - rispondo indignato - quel che mi dice non è possibile! Certo, Rutelli non c’entra nulla: questo lo avevo ben capito. Se trama deve esistere, che sia seria! Ciò di cui parla è una vera e propria porcheria che presupporrebbe la totale cecità dei vertici politici, il complice ed interessato consenso del Capo della Polizia e del Direttore Centrale del Personale, sindacalisti compiacenti o imbavagliati ed un immenso disprezzo per le Istituzioni democratiche. Si sono mai viste queste cose al Dipartimento? D’altronde sarebbe facile, con due righe ben scritte dal Ministro, limitare ed estendere nel contempo la partecipazione solo a coloro che alla data del 10 novembre riunivano tutti i requisiti richiesti dal bando, eliminando così ogni sospetto di truffa. In alternativa, se si volesse verificare la bontà della sua ipotesi, basterebbe individuare tutti i concorrenti che matureranno i requisiti previsti dal bando tra il 10 novembre e la prossima data di scadenza del concorso ed approfondire i loro rapporti di parentela e/o di amicizia con i soliti capi coronati. Pensi alle reazioni se si venisse a scoprire che qualcuno, per farsi gli affari suoi e dei suoi guaglioni, non si è fatto scrupolo di strumentalizzare l’ignaro Rutelli e l’indaffarato Tocci proprio in piena campagna elettorale. Solo un perfetto imbecille, dunque, potrebbe organizzare una cosa del genere pensando di farla franca.>>
<<Apra gli occhi, Segretario, apra gli occhi!>> mi rintuzza il piccolo mammifero, ma io, incrollabilmente fiducioso, lo congedo: <<Mia voracissima talpa, torni pure a scavare gallerie. Se continua a dar la caccia a lombrichi, scarafaggi, serpentelli, topi ed altri animali nocivi, in questo giardino, la sua opera sarà meritoria e non potremo che dirle grazie. Ma questa volta proprio non le credo>>
Mentre, lento, mi allontano un indominabile ghigno si impadronisce del mio volto.
Roma, 10 novembre 1997
dott. Giovanni Aliquò