SVEGLIA!

OVVERO

PER CHI SUONA LA CAMPANA

 

Il 27 aprile scorso, in Senato, le Commissioni I e IV riunite hanno approvato, un O.d.g. del Senatore Rocco Vito Loreto che impegna il Governo a prevedere l’istituzione dei ruoli speciali dei commissari e dei direttori tecnici della Polizia di Stato, con qualifiche e funzioni pari a quelle dei ruoli ordinari corrispondenti, ai quali, in via transitoria, dovrà accedere, anche in soprannumero riassorbibile, il personale che, già prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 197, risultava inquadrato nei ruoli degli ispettori e dei periti tecnici della Polizia di Stato. Dopo l’intervento del Sottosegretario BRUTTI, che ha dichiarato di accogliere l’ordine del giorno, l’ordine del giorno medesimo, posto ai voti su richiesta dei relatori, è stato approvato dalle Commissioni.

Con il consenso del Sottosegretario alla Difesa Massimo Brutti e con il colpevole silenzio dei Sottosegretari all’Interno, Adriana Vigneri e Giannicola Sinisi, - che pure il resoconto ci dice essere presenti al dibattito - il Governo "si è fatto impegnare" a sfasciare i ruoli dei Commissari di Polizia, inflazionando inutilmente il nostro numero e ponendo le basi per un appiattimento.

Per noi Commissari, a differenza di quanto avvenuto per l’Arma, per i prefettizi, per i ricercatori universitari, per i medici e per molte altre Categorie del pubblico impiego, nessuno si preoccupa.

Qualificazione professionale, riconoscimento della natura dirigenziale delle funzioni affidateci dalla Legge e istituzione del Ruolo dei Funzionari di Pubblica Sicurezza della Polizia di Stato, nel quale dare unitaria ed organica sistemazione agli attuali appartenenti ai ruoli Dirigenziali e Direttivi. E’ questo il nostro progetto per tentare di salvare i Funzionari e, con essi, la Polizia di Stato.

Destiamoci, Colleghi, dallo stato paraipnotico in cui ci ha indotto l’Amministrazione.

Recuperiamo insieme i valori più autentici della Legge 121/81, consapevoli che se la campana dovesse suonare suonerà per tutti. A noi non resterà che chiedere, con tutte le nostre forze, la mobilità verso quelle Amministrazioni pubbliche che, al contrario della nostra, tengano in maggiore considerazione le ragioni della cultura e della selezione.

Roma, 3 maggio 1999

Dott. Giovanni Aliquò