Roma, 9 giugno 1999

Prot. 0054/99/S.N.

 

OGGETTO: Scuola di perfezionamento delle Forze di Polizia.

 

AL SIGNOR MINISTRO DELL’INTERNO

On.le Rosa Russo Jervolino

  

Onorevole Ministro,

l’art. 17.1 della bozza del nuovo Regolamento della Scuola di Perfezionamento per le Forze di polizia, il cui articolato è venuto in nostro possesso solo in questi giorni, dispone testualmente: "Alla Direzione del Servizio I, per gli Affari Generali, del Personale e Logistici, è preposto un Vice Prefetto".

Nel corrispondente articolo 15 del Vigente Regolamento si prevede che: "Il Servizio Affari Generali, del Personale e Logistici è retto da un dirigente superiore, o ufficiale di grado equiparato, delle forze di Polizia o dell’Amministrazione Civile dell’Interno in servizio presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza".

Il nuovo art. 17 turba quell’equilibrio faticosamente raggiunto con la riformulazione dell’art. 13 che finalmente ha previsto che il posto di Direttore della Scuola sia conferito, a turno, ad un Dirigente Generale della Polizia di Stato (e non più ad un Prefetto), ad un Generale di divisione dell’Arma dei Carabinieri, ad un Generale di divisione della Guardia di Finanza.

Un’equilibrata architettura istituzionale salvaguarda adeguatamente anche il bilanciamento tra le precedenti quattro componenti, con specifico riguardo a quella prefettizia, prevedendo che la Scuola di Perfezionamento sia inserita nell’Ufficio per il Coordinamento e la Pianificazione delle Forze di Polizia, a capo del quale è, appunto, preposto un Prefetto.

In un contesto nel quale devono essere rigorosamente rispettati i criteri stabiliti dalle direttive del Suo predecessore, sarebbe, perciò, auspicabile, che i posti di Direttore della Scuola e di Direttore dei due Servizi fossero riservati, rispettivamente, ad un dirigente generale della Polizia di Stato (o grado equipollente) ed a due dirigenti superiori (o gradi equipollenti).

Solo così sarebbe possibile assicurare, a rotazione e contestualmente, la qualificata ed equilibrata presenza, ai vertici della Scuola, di tutte e tre le Forze di Polizia a maggiore rilevanza (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza).

Nell’ipotesi che si desse attuazione alla bozza del nuovo Regolamento, infatti, alla gestione della Scuola resterebbe, in qualsiasi momento, estranea una delle tre Forze di polizia, essendo disponibili, per i rispettivi rappresentanti, soltanto due posti di vertice: Direttore della Scuola (art. 13) e Direttore del Servizio II, Studi, Ricerche e Corsi (art. 17.2).

E’ evidente che una delle tre Forze di Polizia, a rotazione, si troverebbe in una situazione di inferiorità de facto rispetto alle altre due, con grave mortificazione professionale delle categorie dei Dirigenti Superiori della Polizia di Stato, nonché dei Generali di Brigata dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Tale disparità, peraltro, risulterebbe anche visivamente marcata all’esterno ove si consideri il fatto che i Dirigenti della Scuola, dovendo giustamente indossare l’uniforme nel quotidiano espletamento del proprio incarico, sono immediatamente identificabili come appartenenti alle Amministrazioni di provenienza.

La nuova formulazione dell’art. 17.1, sbilancia, altresì, gli equilibri istituzionali a favore degli appartenenti alla carriera prefettizia, ai quali sarebbero riservati ben due posti su quattro di "elevata dirigenza" (Prefetto, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia e Vice prefetto, Direttore del Servizio I della Scuola di Perfezionamento).

Nell’ambito degli Istituti di alta formazione del Ministero, peraltro, la carriera prefettizia può altresì contare sulle opportunità di carriera e sugli spazi esclusivi offerti dalla Scuola superiore dell’Amministrazione dell’Interno, prestigioso Istituto dai cui incarichi di direzione gli appartenenti alle Forze di polizia, come noto, restano esclusi.

Volendo, dunque, escludere che la formulazione dell’art. 17.1 della bozza del nuovo regolamento possa scaturire da esigenze personalistiche, si dovrà convenire che essa necessita di essere radicalmente mutata nel senso auspicato dalla nostra Associazione.

Certi di un Suo pronto e fattivo interessamento, cogliamo l’occasione per porgerLe deferenti saluti.

 

IL SEGRETARIO NAZIONALE

Dott. Giovanni Aliquò