SUA ECCELLENZA

OVVERO

SPEEDY GONZALES

La dote che invidiamo di più ad alcuni Prefetti è una sensibilità particolare: quella che consente loro di intuire la portata dei grandi mutamenti epocali e di precorrere gli eventi. A questa qualità si aggiungono spesso un’immaginifica saggezza, il coraggio e la fulminea tempestività nelle determinazioni. E’ così che loro, e solo loro, sono in grado di rischiarare il nero delle tenebre nelle quali siamo precipitati noi, poveri, piccoli, miopi, inutili mortali. Sono i nostri "Divini Othelma"!

I "Sua Eccellenza" danno il meglio nell’organizzazione del lavoro, nella gestione delle emergenze e nella silenziosa opera di coordinamento tra le Forze di Polizia.

Organizzazione del lavoro. Noi poliziotti abbiamo tutto da imparare.

Chi mai, se non i Prefetti, saprebbe trovare, per assolvere a compiti propri, tanti validi e operosi collaboratori "esterni"? Guardiamo alla vicenda dei decreti di espulsione, per esempio.

Combattuta la battaglia sotterranea per tenersi la relativa competenza (che, in Parlamento, qualcuno voleva trasferire al Questore) e fidando sulla sonnacchiosa disattenzione del Ministro, si sono ben guardati dall’assumersi i relativi oneri burocratici. Continuano con successo, invece, a pretendere che sia il personale degli Uffici stranieri delle Questure - il cui compito sarebbe quello di prevenire e investigare - a redigere i decreti di espulsione e a trattare il successivo contenzioso. Succede a Padova, a Brindisi, a Catania e in quasi tutte le altre provincie italiane.

La firma, di giorno, possono pure apporla subito, anche se è una bella seccatura. L’atto, custodito in apposita carpettina con fregi dorati, deve essere, con ossequio, recapitato e sottoposto dal Questore in persona o, al peggio, dal suo solitamente tremolante Vicario.

Ma non osate disturbarli di notte per queste fesserie, mi raccomando! Si annullino pure tutte le espulsioni, si sospendano le operazioni ché il sonno del Prefetto, a Venezia come a Catania, è sacro!

Gestione delle emergenze. La palma per il tempismo va proprio al Prefetto di Catania.

Sussiegoso e un po’ acidulo ha richiamato il Questore al rispetto dell’ingessata "prassi ordinaria" e dei suoi tempi biblici. Il malcapitato Dirigente, in effetti, è "reo" di aver usato, durante "l’emergenza rimpatri" di agosto, il contante del "fondo scorta" per l’acquisto dei titoli di viaggio, osando, poi, chiederne il reintegro in Prefettura. Il povero Funzionario di Polizia - dice Sua Eccellenza - non sa che, al semplice suono della parola magica "Pre-fet-to", si sarebbe verificata una pioggia miracolosa di biglietti! Famelici vettori e ringhianti agenti di viaggio erano stati ammansiti dal Prefetto, novello S. Francesco in terra di miscredenti.

Ma il Prefetto di Catania merita anche il prestigioso premio Speedy Gonzales: tra la nota del Questore, che esponeva l’apparente insensibilità dei vettori aerei e marittimi alle lusinghe prefettizie (28/8, in emergenza), e quella del Prefetto, che vi dava stizzita e burocratica risposta (28/9 a campo chiuso), è trascorso solo....un mese.

Coordinamento delle Polizie. Catania continua ad essere un faro! I "motti di Pinotti" (da Umberto Pinotti, Colonnello provinciale dei Carabinieri) vanno per la maggiore. Con nota del 26 marzo scorso, il Comandante, motu proprio, ha scolpito i criteri di equa ripartizione di certe attività tra Forze di polizia. "Ciascuno faccia il suo" dice, in sintesi, l’ottimo Pinotti, dando così mostra di aver assimilato lo spirito del coordinamento e di possedere alto senso dello Stato e grandi intuizioni manageriali.

Il Prefetto è rimasto letteralmente rapito dalla prosa calda e suadente dell’intraprendente Ufficiale e, rispettosamente ammutolito, da sette mesi ne ammira estasiato le eroiche gesta.

Roma, 17 ottobre 1998

dott. Giovanni Aliquò