A. N. F. P.
Associazione Nazionale Funzionari di Polizia
Ufficio Studi Regione Sicilia
L’Ufficio Studi Regione Sicilia ha concluso l’attività di ricerca, analisi e proposte in merito agli strumenti utili per fare ottenere all’ANFP l’agognata rappresentatività.
Rappresentatività che, in virtù di precise scelte politiche, viene negata all’ANFP ed ad altri sindacati di categoria o di aree di comparto, com’è inequivocabilmente risultato in occasione dell’incontro con i funzionari della Funzione Pubblica. Grandi sono, tuttavia, le pressioni di sindacati, anche particolarmente importanti - quale l’Unionquadri - che chiedono il legittimo riconoscimento della maggiore rappresentatività e, quindi, non si possono escludere, nel prossimo futuro, mutamenti di strategie politiche che potrebbero aprire spazi, attualmente preclusi, anche alla nostra associazione. "Resistere ed insistere" sembra il motto che deve informare la nostra azione, in vista di un futuro raggiungimento del risultato.
L’argomento in questione sarà trattato, ex professo, da un parere conclusivo del nostro consulente, Prof. Bruno Caruso, titolare della cattedra di Diritto del Lavoro presso l’Università degli Studi di Catania, che già ha prodotto tre memorie.
I punti salenti sulla rappresentatività dell’ANFP, a seguito dell’entrata in vigore del d. lgs. 396/97 che regola adesso la materia, possono essere così sintetizzati:
- Esiste una responsabilità storica di chi, essendo alla guida della nostra organizzazione in una fase in cui era assai più agevole sfruttare gli spazi offerti dalla legislazione previgente, non ha approfittato di tali aperture.
- Rilevante è, certamente, la scelta fatta di recente dalla nostra associazione, di non "agganciarsi" ad altre organizzazioni, già maggiormente rappresentative, che avrebbero potuto agevolare (se del caso) il nostro accesso al tavolo contrattuale per discutere quantomeno dei trattamenti economici e normativi del personale della nostra "area contrattuale", nel contesto della trattativa sull’intero comparto.
- Rebus sic stantibus, la legge non offre alcuno spazio di rappresentatività per le aree professionali. E’ proponibile, però, un’interpretazione della normativa atta a consentire spazi di accesso a tutti sindacati, e sono molti, che come l’ANFP non raggiungono la soglia numerica prevista dalla legge, ma che hanno un importante rilievo nel comparto. Il riferimento è fatto all’art. 45 comma 1 ult. parte che prevede, infatti, che "per le figure professionali che, in posizione di elevata responsabilità, svolgono compiti di direzione o che comportano iscrizione ad albi oppure tecnico-scientifici e di ricerca, sono stabilite discipline distinte nell’ambito dei contratti collettivi di comparto". Il comma 10 dell'art. 47 d'altra parte prevede che "Alle figure professionali per le quali nel contratto collettivo deve essere garantita una disciplina distinta…, deve essere garantita una adeguata presenza negli organismi di rappresentanza unitaria del personale, anche mediante l'istituzione, tenuto conto della loro incidenza quantitativa e del numero dei componenti dell'organismo, di specifici collegi elettorali".
- Nostro obiettivo, a questo punto, deve essere quello di ottenere la rappresentatività con un procedimento che parte dalla base e va, a ritroso, verso l’alto. Ciò si otterrà costringendo l’ARAN a riconoscerci quali interlocutori qualificati, attraverso il consenso che otterremo, in sede di elezioni delle RSU, in virtù della disposizione che consente la riserva di specifici collegi elettorali ai portatori di interessi professionali specifici.
Catania 25.09.98
Salvatore Burrascano