ALLARME
RUOLI SPECIALI
LE
NOSTRE INIZIATIVE DI PROTESTA
E LE NOSTRE PROPOSTE ALTERNATIVE
Tra breve, centinaia (se non migliaia) di ispettori della Polizia di Stato, privi di diploma di laurea, potrebbero transitare ("ope legis" o mediante selezioni interne semplificate) nei ruoli direttivi, inflazionandone in maniera insostenibile gli organici (talora anche scavalcando gerarchicamente quelli che fino al giorno prima erano loro superiori) e conseguentemente svalutandone le funzioni. Questo aberrazione, voluta dai sindacati di base e sostenuta dai vertici dell'Amministrazione della P.S., prenderebbe il nome di: "ruoli speciali dei Commissari della Polizia di Stato".
Come siamo arrivati a questo punto? Cerchiamo di spiegarvelo nella seguente
Cronistoria della progressiva avanzata dei ruoli speciali e della solitaria e resistenza dell'ANFP per impedire questo "colpo di grazia" alla Polizia di Stato.
in seguito al famigerato e scellerato "riordino delle carriere" non direttive determinato dalla legge 197/95, si fa strada in alcuni sindacalisti-coccodrilli l'idea di rimediare al pregiudizio arrecato ai ccdd. "ispettori d.o.c.", il cui ruolo è stato "invaso" dagli ex sovrintendenti, inquadrandoli in massa nelle qualifiche direttive; le OO.SS. maggiormente rappresentative, incuranti dello sfascio già provocato e decisi a promuovere "todos caballeros", cominciano a esercitare pressione in tal senso
allarmati da questa prospettiva, esprimiamo la nostra preoccupazione ed il nostro sdegno al Ministro dell'Interno Napolitano, dapprima in questa lettera del 23 gennaio 1996 e poi nel corso di un incontro avvenuto il successivo 15 giugno, di cui diamo agli iscritti ampio resoconto. Il Ministro Napolitano ci tranquillizza sulla volontà di non dequalificare i Funzionari, considerati la "spina dorsale" della Polizia di Stato
apprendiamo che il Capo della Polizia, ad una richiesta di spiegazioni formulata dal Ministro dell'Interno in merito alle preoccupazioni prospettate dai Funzionari circa la ventilata istituzione dei "ruoli speciali ", ha risposto che " ......... non hanno ragion d'essere, tanto più che le finalità del progetto in questione non sono certo quelle di stravolgere le ordinarie procedure per l'accesso al ruolo dei commissari bensì quelle di individuare uno idoneo strumento che risponda alle legittime aspettative di carriera degli ispettori della Polizia di Stato." Denunciamo l'ipocrisia di questo atteggiamento nel comunicato "AUTOLESIONISMO"
Nel mese di maggio 1997, sempre il Capo della Polizia, Prefetto Fernando Masone, forma una "Commissione di Saggi" per "elaborare osservazioni e proposte relative al riassetto ordinamentale dei ruoli dei dirigenti e dei Commissari della Polizia di Stato". I Saggi, dopo aver convocato un congruo numero di Questori e Dirigenti, nellagosto 1997, elaborano un documento conclusivo in cui si legge: "Tutti i componenti del Gruppo hanno valutato negativamente la costituzione di un ruolo speciale, ponendo laccento sui rischi di frammentazione della figura del funzionario di pubblica sicurezza e di ulteriori tensioni interne che tale scelta comporterebbe, sia nel breve sia nel medio periodo. Si è, infatti, ritenuto allunanimità che il ruolo direttivo, configurato quale ruolo unico, con accesso riservato esclusivamente a soggetti in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza o scienze politiche (omisssis) rappresenti in linea di principio la soluzione migliore". Seguono altre considerazioni negative sulle esperienze maturate in altri Corpi di polizia in materia. I Saggi, peraltro, valutano che dei "ruoli speciali" non vi è nemmeno alcuna pratica necessità, in quanto il numero dei direttivi e dirigenti appare già eccessivo e gli organici dovrebbero essere sensibilmente ridotti! L'ANFP acquisisce e pubblica sia sulla rivista che su questo sito il documento in parola, sottoponendolo all'attenzione di tutti gli interessati ed attendendo le prossime mosse del Dipartimento, che si rivelerannno ancora una volta assai deludenti: infatti, nonostante tutto, nel 1998 il Ministro Giorgio Napolitano, il Sottosegretario Giannicola Sinisi e lo stesso Capo della Polizia Masone si recheranno in Parlamento a raccontare tutta unaltra "verità" sui "ruoli speciali dei commissari", fornendo per iscritto e verbalmente ampie assicurazioni sulla praticabilità ed utilità in Polizia di tale innovazione (vedi più avanti).
il Ministro dell'Interno, a seguito delle nostre proteste circa l'organizzazione di un concorso "interno" destinato ai soli laureati per l'accesso alle qualifiche direttive, ci assicura che, in compenso, la questione riguardante i ruoli speciali sarà definitivamente chiusa
scopriamo di essere stati presi in giro: il Sottosegretario Sinisi, nel corso di un ulteriore incontro tenutosi il 25 febbraio 1998, ci informa che le assicurazioni date dal Ministro Napolitano, secondo le quali la questione dei RUOLI SPECIALI sarebbe stata chiusa con l' istituzione di concorsi interni per laureati, sono venute meno anche a seguito di pressioni operate dai nostri sindacati. Annunciamo che daremo battaglia (vedi comunicato intitolato IL BUONISTA)
mentre infiamma la polemica, l'Amministrazione rivela finalmente quanto abbia in considerazione la qualificazione dei suoi funzionari: il Capo della Polizia, assistito dal fido vice prefetto Cazzella, capo dell'Ufficio Studi e Legislazione del Dipartimento, interviene alla seduta del 28 maggio 1998 delle Commissioni riunite del Senato che stanno esaminando l'A.S. 2793-ter (all'epoca ancora intitolato "Nuovo ordinamento dell'Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza") e presenta un progetto di emendamenti riguardanti la Polizia di Stato, asseritamente mirato a realizzare, tra l'altro, una più attenta valorizzazione delle risorse umane. Questo progetto contempla il "riordinamento dei ruoli del personale direttivo e dirigente della Polizia di Stato, mediante soppressione o istituzione di nuovi ruoli o qualifiche e rideterminazione delle relative dotazioni organiche, anche per gruppi di più qualifiche in uno stesso ruolo, provvedendo anche alla revisione delle modalità di accesso, dei relativi corsi di formazione e dell'avanzamento, prevedendo, per i ruoli di nuova istituzione, le relative funzioni, ad esclusione di quelle che comportano una specifica qualificazione". Di che si tratta esattamente? La stessa relazione che accompagna il progetto lo spiega in maniera equivocabile: "istituzione del ruolo speciale della Polizia di Stato, con accesso riservato agli ispettori e periti tecnici giunti ai vertici della propria carriera e provvisti di un titolo di laurea o di diploma di scuola media di secondo grado), per l'espletamento di funzioni compatibili con la specifica preparazione". L'ANFP, inorridita, invia questa lettera ai senatori componenti le commissioni interessate e distribuisce agli iscritti questo modulo da sottoscrivere per esprimere il deciso dissenso della categoria .
la sentenza n. 1/1999 della Corte Costituzionale, relativa ad un ricorso proposto dalla Dirstat e dal Confedir (sindacati dei dirigenti statali) per ottenere l'annullamento di circa 10.000 promozioni realizzate attraverso "concorso interno" nel Ministero delle Finanze, dichiara illegittimi i concorsi interni riservati al personale della Pubblica Amministrazione che li bandisce, motivando che per l'accesso agli impieghi pubblici il migliore "meccanismo di selezione tecnica e neutrale" è il concorso pubblico e che deroghe allo stesso "sono ammissibili soltanto nei limiti segnati dall'esigenza di garantire il buon andamento dell'amministrazione o di attuare altri principi di rilievo costituzionale, che possano assumere importanza per la peculiarità degli uffici di volta in volta considerati: ad esempio quando si tratti di uffici destinati in modo diretto alla collaborazione con gli organi politici o al supporto dei medesimi". Il pericolo dei "ruoli speciali", ai quali nell'ottica dei loro sostenitori si dovrebbe accedere proprio attraverso ridicole selezioni interne, ci appare definitivamente scongiurato: nessuno, riteniamo, oserà approvare una normativa palesemente incostituzionale! Ma presto scopriremo che ci stiamo illudendo e che la spregiudicatezza di certi politici non conosce limiti...
nella seduta del 20 Aprile u.s., le Commissioni riunite del Senato 1^ (Affari Costituzionali) e 4^ (Difesa), esaminando in sede referente il nuovo testo integrato dell'A.S. 2793-ter ("Norme di delega al Governo in materia di riordino dell'Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato), accolgono questo emendamento presentato dal Governo all'art 3, riguardante le carriere dei Funzionari della Polizia di Stato. Il nuovo testo emendato dell'art. 3, caratterizzato da una formulazione estremamente generica per quanto attiene il futuro l'assetto dei ruoli direttivi, appare sin da subito concepita per lasciare aperta la porta ai "ruoli speciali" dei commissari pervicacemente sostenuti dai sindacati di base. L'ANFP, però, non ci sta; ed immediatamente reagisce, diffondendo il comunicato interno IGNORANTI e questo comunicato stampa, ripreso dalle agenzie ANSA- AGI_ADN Kronos del 27 Aprile, nonchè approntando un ulteriore emendamento sulle carriere dei Funzionari, da sottoporre al Capo della Polizia ed al Ministro dell'Interno.
nella seduta del 27 Aprile u.s., le Commissioni riunite del Senato 1^ (Affari Costituzionali) e 4^ (Difesa), approvano, insieme con il nuovo testo emendato dell'A.S. 2793-ter (che passa così all'esame delle Camere), un ordine del giorno (n. 0/2793-ter/1/1 e 4 proposto dal senatore Loreto) con cui : "Il Senato esaminati gli emendamenti proposti al disegno di legge n. 2793-ter, relativi all'istituzione dei ruoli speciali dei commissari e dei direttori tecnici della Polizia di Stato; preso atto che il Governo ha dichiarato che la materia proposta dagli emendamenti possa già essere affrontata in sede di esercizio della delega al Governo che il Parlamento sta discutendo; preso atto, altrsì, che la materia proposta dagli emendamenti è dettagliatamente affrontata nella relazione del Ministro dell'Interno che accompagna gli emendamenti proposti dal Governo al disegno di legge n. 2793-ter, impegna il Governo a prevedere l'istituzione dei ruoli speciali dei commissari e dei direttori tecnici della Polizia di Stato, con qualifiche e funzioni pari a quelle dei ruoli ordinari corrispondenti, ai quali, in via transitoria, dovrà accedere, anche in soprannumero riassorbibile, il personale che, già prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 197, risultava inquadrato nei ruoli degli ispettori e dei periti tecnici della Polizia di Stato."
il 14 luglio successivo, il Senato approva in aula, con alcune
variazioni, l'A.S.2793-ter; il disegno di legge è trasmesso il 20 luglio
successivo alla Camera dei Deputati, dove assume la nuova denominazione di Atto
Camera 6249. Anche se nel testo riformulato resta inalterata la
famigerata delega a riformare le carriere dei funzionari "anche
mediante l'istituzione di nuovi ruoli o qualifiche" (leggasi: "ruoli
speciali dei commissari"), espressione già contenuta nell'art. 3 del 2793 -ter e nel nuovo
atto puntualmente inserita nell'art. 4, questa
volta sembra che il grido di allarme lanciato dell'ANFP, trapassata la cortina di menzogne
innalzata dai nostri stessi vertici e dai sindacati di base, abbia finalmente raggiunto
gli ambienti parlamentari. Infatti, in occasione della medesima seduta, il
relatore di maggioranza Senatore Tarcisio Andreolli (del PPI ), con l'assenso del
rappresentante del Governo presente (Sottosegretario Sinisi), autonomamente
ridimensiona la portata dell'ordine del
giorno n.0/2793-ter/1/1 e 4 (fatto precedentemente approvare in Commissione
dal senatore Loreto), prevedendo che l'accesso agli istituendi "ruoli speciali
dei commissari" non avvenga più, come proposto in precedenza, per effetto di
un automatico inquadramento di massa (da effettuarsi "anche in soprannumero
riassorbibile") di tutti gli "ispettori doc", ma sia consentito
soltanto:
- ai dipendenti di livello non inferiore al VII, in possesso del titolo di studio non
inferiore al diploma di scuola media superiore;
- nel limite del 25 per cento delle dotazioni organiche dei corrispondenti ruoli direttivi
dei commissari e dei direttori tecnici della Polizia di Stato;
- previo svolgimento di procedure concorsuali selettive e superamento di un corso di
formazione.
Che tale "limitazione del danno" rappresenti il frutto del paziente e solitario
lavoro di sensibilizzazione ed informazione svolto dell'ANFP è testimoniato non solo
dalla circostanza che la Sen. Ombretta Fumagalli Carulli (RI) e i Deputati On.
Pietro Carotti (PPI) e On. Paolo Russo (FI) hanno nel frattempo tradotto in tre distinti
disegni di legge (rispettivamente: Atto Senato 4082, Atto
Camera 6125 e A.C.
6182) le nostre idee sullistituzione di un ruolo
unitario dei "Funzionari di Pubblica sicurezza della Polizia di Stato", ma
risulta anche dal resoconto della
discussione svoltasi nell'aula del Senato il 14 luglio, nell'ambito della quale
spiccano gli interventi del Senatore Andreolli, del Senatore Mundi, del Senatore Palombo, del Sottosegretario Sinisi, del (contrariatissimo)
Senatore De Santis, del
Senatore Pellicini. A
questo punto la nostra battaglia continua presso la Camera dei Deputati, ove l' Atto
Camera 6249 è assegnato per l'esame in sede referente alle Commissioni I e
IV
il 15 settembre le Commissioni I (Affari Costituzionali) e IV (Difesa), presiedute dall'onorevole Valdo Spini, iniziano l'esame in sede referente dell' Atto Camera 6249 . Purtroppo, sin dalla prima fase dei lavori, registriamo una sospetta "anomalia": il presidente, in apertura di seduta, richiede ed ottiene che al disegno di legge in discussione siano abbinati, "poichè vertono su materie analoghe", l'A.C. 4107 Pivetti, recante «Disposizioni in materia di sviluppo di carriera degli agenti ed assistenti della Polizia dello Stato e delle altre forze di polizia», e l'A.C. 4320 Ascierto e Gasparri, recante «Disposizioni in materia di assetto dell'Arma dei carabinieri, di reclutamento nel Corpo della guardia di finanza e di coordinamento delle Forze di polizia», assegnati anch'essi alle medesime commissioni riunite. Curiosamente, nessuno si ricorda degli Atti Camera 6125 e 6182, ben più pertinenti alla materia trattata (in quanto dedicati allistituzione del ruolo unitario dei "Funzionari di Pubblica sicurezza della Polizia di Stato" proposto dall'ANFP), che pur risultano entrambi assegnati alla stessa Commissione Affari Costituzionali rispettivamente dal 2 luglio e dal 10 Settembre! Evidentemente qualcuno vuole seppellirli nel dimenticatoio parlamentare; si spiegherebbe così anche la loro "atipica" destinazione, visto che sono stati assegnati, a differenza degli altri due, alla sola I Commissione anzichè alla I e IV congiunte. Decidiamo di attivarci noi per rinfrescare la memoria dei "distratti" organismi parlamantari
Il 12 Gennaio 2000 l'ANFP 2000 organizza, presso la Camera dei Deputati, un convegno sul tema "Democrazia, equilibri istituzionali e cultura della sicurezza civile", relativo all'A.C. 6249, al quale intervengono numerose personalità politiche ed istituzionali (tra gli altri, ricordiamo: i deputati Paolo Palma ed Elvio Ruffino, relatori del disegno di legge in argomento, l'On. Giovanni Meloni, relatore del disegno di legge conosciuto come "pacchetto sicurezza", l'On. Tiziana Parenti, l'On. Mario Tassone, l'On. Paolo Cento, il Sottosegretario all'Interno Maritati, il Vice Capo della Polizia Grimaldi). La partecipazione di funzionari dirigenti e direttivi, associati e non, provenienti da tutta Italia, è superiore ad ogni aspettativa; basti pensare che i commessi della Camera non consentono l'accesso ad alcuni colleghi, perchè l'afflusso nella sala messa ha disposizione supera i limiti di capienza! Nel corso del dibattito sono emersi spunti di estremo interesse; perciò, pochi giorni dopo, l'ANFP mette a disposizione gli atti del convegno di tutti gli interessati, trasmettendoli ai parlamentari ed agli organi di stampa.
Il
26 Gennaio l'ANFP è ricevuta dal Sottosegretario all'Interno Massimo
Brutti. L'incontro è deludente, soprattutto alla luce dei successivi
sviluppi: infatti, nonostante il Senatore Brutti, respingendo le nostre richieste
d'intervento per modificare l'A.C. 6249, affermi che il
provvedimento si regge su delicatissimi equilibri, per cui ormai sarebbe
difficile toccare "anche una virgola del testo", appena due giorni dopo, in sede di Comitato parlamentare dei Diciotto, è
introdotto addirittura un nuovo articolo (il 6-bis), che prevede un ennesimo
riordino delle carriere non direttive! Esprimiamo tutto il nostro sdegno in
questa Lettera Aperta.
Il
Capo della Polizia non smette mai di stupirci per il rispetto e la
considerazione che riserva ai suoi funzionari. Ricordiamo che già il 12
ottobre 1999, nel corso di un'audizione
parlamentare, aveva parlato con disinvoltura di ..."soppressione
di personale", specificando che tale nobile intento è riferito "alla
dirigenza"! Orbene, il 18 gennaio ultimo scorso, in occasione di un'ennesima
audizione innanzi alla Commissione Difesa, gettando la
maschera sui "ruoli speciali dei commissari", ha ammesso senza
vergogna che l'accesso
agli stessi avverrebbe "non
per esami (almeno, non un esame tradizionale) ma per titoli". Riportiamo un estratto dello sconvolgente Masone-pensiero in questo
comunicato
LE INIZIATIVE DI RESISTENZA E DI INFORMAZIONE ATTUATE DALL'ANFP (in ordine cronologico) E LE NOSTRE CONTROPROPOSTE