Egregi
Onorevoli,
l’Atto
Camera n. 6249, attualmente all’esame della Camera dei Deputati è foriero
di gravi squilibri istituzionali - all’interno delle Forze di Polizia e
nell’ambito delle stesse Forze Armate - che non potranno non riverberare sulle
stesse garanzie democratiche, alienando il nostro “sistema sicurezza” dal
contesto di quelli adottati in Europa e nelle altre Democrazie avanzate.
La Polizia di Stato, inoltre,
subirebbe un’intollerabile mortificazione: lasciata in condizioni di umiliante
marginalità, dequalificata nei suoi quadri dirigenziali e direttivi, priva di
un’identità e di quelle condizioni di autonomia che si sono, invece, esageratamente
concesse agli altri Corpi.
Questa
iniziativa legislativa dovrebbe, perciò, preoccupare seriamente non solo quanti,
riconoscendosi nei valori della Legge 121/81, ritengono che la funzione di
polizia debba fare capo ad Autorità civili, in grado di esercitare con pienezza
il loro mandato (principio che viene stravolto dalla norma al vostro esame), ma
tutti coloro che guardino con senso dello Stato agli assetti istituzionali.
Con l’Atto Camera n. 6249 si sta dunque operando,
anche in nome di scoperti personalismi, una pericolosa confusione tra
competenze civili e militari e, soprattutto, si stanno concentrando nelle mani
di centri di potere sottratti ad ogni controllo eccessive attribuzioni, senza
prevedere adeguati bilanciamenti e senza che si sia opportunamente riflettuto
sugli effetti complessivi della riforma.
Nella convinzione che, esaminando
la questione con l’apertura mentale e tutta l’indipendenza che essa merita, si
possa ancora giungere ad un responsabile e radicale ripensamento, siamo certi
di farvi cosa utile e gradita sottoponendovi gli Atti del Convegno “Democrazia, equilibri istituzionali e cultura della
sicurezza civile”,
tenutosi a Roma lo scorso 12 gennaio, nel corso del quale la
questione è stata approfondita da politici e tecnici.
Restiamo a vostra disposizione per ogni
ulteriore chiarimento.
Roma,
28 gennaio 2000