NOVITA' PER I FUNZIONARI
Dopo
una lunga pausa, ritorna ad essere aggiornato il sito ANFP. La legge delega
sul riordino delle forze di polizia è stata ormai approvata (con il
numero 78/2000) e restano da emanare i relativi decreti delegati. Per un
riepilogo delle "puntate precedenti" sull'argomento ed
un'illustrazione delle future prospettive vi rimandiamo all'apposita pagina
. Nel frattempo anche altre cose sono cambiate in Polizia; nominato
Direttore Generale della Pubblica Sicurezza il Prefetto De Gennaro (l'ex
Capo Masone è stato destinato a dirigere il CESIS), il 12 giugno scorso si è riunito il
Consiglio di Amministrazione, che ha effettuato il periodico scrutinio e
deliberato le conseguenti promozioni
di funzionari. Successivamente, 17 giugno, il Consiglio dei
Ministri ha proceduto ad alcuni movimenti
di prefetti e nuove nomine.
l'ultimo comunicato dell'ANFP sull'A.C. 6249, pubblicato il 27 marzo 2000 sull'edizione nazionale dei quotidiani "La Repubblica", "La Stampa" e Il Manifesto
il nuovo comunicato dell'ANFP sull'A.C. 6249, pubblicato il 22 febbraio 2000 sull'edizione nazionale dei quotidiani "La Repubblica", "La Stampa", L'Unità e Il Manifesto
il comunicato dell'ANFP sull'A.C. 6249, pubblicato il 13 Dicembre 1999 a pagina intera sull'edizione nazionale del quotidiano "La Stampa" e sul supplemento "Lo Specchio"
Il comunicato dell'ANFP sull'A.C. 6249, pubblicato il 6 Dicembre a pagina intera sul quotidiano "La Repubblica"
Ruoli Speciali alla Camera dei deputati
(seguito in Aula): STOP!
Durante la seduta
del 2 Dicembre, mentre ancora si discuteva degli emendamenti all'art. 1,
è mancato per tre volte consecutive il numero legale. Di conseguenza l'esame è
stato sospeso e riprenderà, sembra, il 10 Dicembre. Forse non tutto è perduto; forse
l'opera d'informazione e sensibilizzazione delle coscienze democratiche
svolta dall'ANFP (ricordiamo l'invio a tutti i Parlamentari del
testo della nostra audizione,
corredato di una breve nota esplicativa) ha cominciato ad avere
effetto. Per questo continueremo con rinnovato vigore la nostra battaglia
per la qualificazione della Polizia di Stato ed il mantenimento dei
necessari equilibri democratici all'interno del sistema
sicurezza.
Ruoli Speciali alla Camera dei deputati (seguito in
Aula): avanti tutta
L'assemblea della Camera, nella seduta
del 1 Dicembre, è proseguita la discussione con tempi d'intervento contingentati.
Segnaliamo, ancora una volta, i ripetuti interventi dell'On.
Tiziana PARENTI (misto-SDI), che ha sottolineato come il provvedimento tenda
ad allargare "il discrimen tra l'Arma dei carabinieri e la Polizia
di Stato, discrimen che esiste da sempre e rende impossibile il
coordinamento delle forze di polizia", avvertendo che "...stiamo
creando un corpo separato dallo Stato e dovremmo sapere quanto questo sia
pericoloso, visto che tutti i giorni ne ragioniamo per altri corpi ed
istituzioni dello Stato. Si rischia, infatti, di creare posizioni di potere
consolidato, che possono sfuggire anche alle direttive generali dell'unico
responsabile dell'ordine pubblico e della sicurezza, appunto il ministro
dell'interno". Inoltre, ha insistito su un argomento esposto anche
dal Segretario Nazionale ANFP nella
sua trascorsa audizione, affermando: "pensare che le calamità pubbliche siano un compito
militare e non civile mi sembra ridicolo. Le calamità naturali per le quali
possono essere impiegati i carabinieri sono compiti e quindi il testo del
provvedimento andrebbe corretto" .
Dal canto suo, l'On. Tassone è così tornato nuovamente alla carica: "il
comandante generale dell'Arma dei carabinieri ha urgenza di essere posto in
pensione e, quindi, si vuole accelerare e bruciare i tempi del dibattito
parlamentare e, pertanto, far approvare un provvedimento «blindato», senza
la possibilità di discuterne al Senato, questo è un altro problema! Signor
Presidente, dobbiamo dirlo chiaramente a quest'Assemblea, perché anche su
una proposta di questo tipo, sulla quale molti colleghi sono d'accordo,
ritengo vi sia una chiusura ed una indisponibilità, da parte del Governo,
forse dettata da una indicazione - non vorrei parlare di disposizione - che
viene dal responsabile di viale Romania, cioè dal comandante generale
dell'Arma dei carabinieri. Si tratta, come ho già detto in discussione
sulle linee generali, di un fatto molto grave che riguarda l'intero
Parlamento e la vita democratica del nostro paese. Le dichiarazioni del
sottosegretario Brutti non ci soddisfano affatto e sono, altresì,
preoccupanti per le considerazioni che ho appena svolto".
Queste parole, tuttavia, non sembrano aver indotto l'Aula a
rallentare ed approfondire l'esame del provvedimento, ed è proseguita la
"corsa" verso l'approvazione.
Ruoli Speciali alla Camera dei deputati: si discute in
Aula
L'assemblea della Camera, nella seduta
del 26 Novembre, ha iniziato la discussione sulle linee generali dell'A.C.
6249. Segnaliamo, al riguardo, l'ennesimo accorato e coraggioso intervento
dell'On. Tassone, che, prendendo la parola dopo i
relatori, ha dichiarato di essere "sinceramente preoccupato per questo
provvedimento", aggiungendo poi che "questa preoccupazione
è diffusa in molti colleghi che la esternano e in altri che la nascondono,
la ovattano, la comprimono". Il perchè sia preoccupato, lo ha
chiarito poco dopo in questi termini: "per il semplice fatto
che ci attendevamo qualcosa di più in riferimento alle esigenze di
rafforzare le strutture delle forze di polizia per contrastare
dignitosamente e decorosamente la criminalità organizzata. Ci aspettavamo
l'attuazione e il superamento della legge n. 121 del 1981 .... Si
soddisfano, invece, ambizioni di corpo...". Proseguendo nel
suo discorso è diventato ancora più esplicito: "La presenza dei
carabinieri è ovunque e molte volte è incontrollabile in ordine ad alcuni
impegni che sfuggono anche al controllo della politica. Guai se il
Parlamento dovesse perdere il controllo delle strutture chiamate al rispetto
delle istituzioni! Non c'è dubbio che i carabinieri hanno sempre rispettato
le istituzioni, ma ci sono dei segnali preoccupanti". Quali siano
questi segnali preoccupanti, lo ha così spiegato: "c'è stata
un'accelerazione del procedimento legislativo che però - è bene che la
Camera lo sappia - non è stata determinata da questo ramo del Parlamento
nella sua autonomia, ma da forze esterne e, soprattutto, dal comandante
generale dei carabinieri, il quale ha anche mandato in giro suoi ufficiali
per condizionare i lavori parlamentari. Se questi sono i presupposti su cui
nasce la legge, sono preoccupato, sono sinceramente preoccupato. I tempi li
ha scadenzati l'Arma dei carabinieri perché Siracusa non vuole andare in
pensione, non li ha scadenzati il Parlamento. Ebbene, se questi - come
dicevo - sono i presupposti, siccome si parla di forze di polizia e di
carabinieri, avendo ben presente la storia dell'Arma, sono sinceramente
preoccupato! Se poi il Presidente della Camera ed il Governo non sono
preoccupati, io lo sono. Ecco perché, per quanto mi riguarda, mi opporrò
ferocemente a questo provvedimento.Un Governo non si può sottrarre alle
proprie responsabilità né può subordinarsi ad un comandante generale dei
carabinieri.". Le parole sono, a dir poco, esplosive; ma,
incredibilmente, non si è registrata nessuna reazione. Degno di nota
appare anche l'intervento
dell'On. Frattini (FI), il quale, unico, ha rammentato "la
questione dell'adempimento di un credito relativo al ruolo speciale della
Polizia di Stato, ruolo rispetto al quale tutti pensano non vi sia da
preoccuparsi e che riguarda la funzione dei funzionari della Polizia di
Stato. Abbiamo più problemi in questo ambito: il ruolo speciale, il rango e
il ruolo dei funzionari di polizia che svolgono un'attività all'interno
della Polizia di Stato che deve - e forse merita - essere riconosciuta con
una specificità per il percorso di formazione, anche professionale, di tali
funzionari. È un problema serio di cui ho sentito parlare pochissimo in
Commissione non per colpa della Commissione, ma per colpa, in questo caso,
di un'irragionevole restrizione del tempo che, in questa materia, non
avrebbe potuto essere più ristretto di come è stato. Abbiamo
esaminato forse un quinto o un sesto di tutti gli emendamenti, ognuno dei
quali pone un problema serio".
Ruoli Speciali alla Camera dei deputati (seguito): colpo
di scena!
Nella seduta
del 25 Novembre delle Commissioni I e IV, sempre
interamente dedicata all'art 1 riguardante l'Arma dei carabinieri, anche
l'On. Tiziana PARENTI (misto-SDI) ha espresso osservazioni collimanti con
i rilievi critici avanzati dal Segretario
Nazionale ANFP nella sua trascorsa audizione.
Infatti, "pur rendendosi conto che il provvedimento sembra essere
«blindato», rileva l'opportunità di valutare con attenzione
l'istituzione di una quarta Forza armata. Esprime, a nome del suo gruppo,
profonda preoccupazione al riguardo, rilevando che si tratta di una riforma
solo burocratica che, peraltro, non affronta il problema della duplicazione
dei compiti delle forze dell'ordine nel Paese. Rileva altresì che il
Ministro dell'interno potrà impartire esclusivamente semplici
raccomandazioni al Comandante della quarta Forza armata, che avrà
competenze anche in materia di ordine pubblico e di polizia giudiziaria.
Si viene a creare un'istituzione autoreferenziale, che potrà disattendere
gli ordini impartiti dalla autorità giudiziaria: precisa al riguardo che
così si annulla la riforma avviata nel 1981, depotenziando lo Stato e le
sue Istituzioni. In conclusione, anche alla luce del fatto che l'esame
nelle Commissioni non è stato sufficientemente approfondito, ritiene
che non si sia fatto un buon servizio al Paese e dichiara, a nome del suo
gruppo, voto contrario sull'articolo 1, preannunciando sin d'ora che voterà
in senso contrario anche in Assemblea."
L'esame è continuato fino a che il presidente Raffaele
CANANZI "per consentire l'inizio dell'esame del progetto di legge C.
6249 nella seduta dell'Assemblea di domani, venerdì 26 novembre 1999, come
previsto dal calendario dei lavori, e nell'impossibilità di procedere alla
votazione dei restanti emendamenti presentati nel tempo a disposizione, pone
in votazione il mandato ai relatori per la I e la IV Commissione a riferire
favorevolmente all'Assemblea sul testo come modificato dagli emendamenti
approvati, precisando che, in caso di approvazione, si intenderanno
conseguentemente respinti tutti i restanti emendamenti (compresi,
quindi, gli emendamenti presentati su
proposta dell'ANFP, che tuttavia saranno riproposti in aula dagli On.li
Carotti e Cento). Le Commissioni
deliberano quindi di dare mandato ai relatori Ruffino e Palma a riferire
favorevolmente sul progetto di legge C. 6249, come modificato nel corso
dell'esame". L'inquietante previsione dell'On.le Tassone (vedi
sotto) era dunque fondata!
Ruoli Speciali alla Camera dei deputati (seguito): una
voce contraria Durante la seduta
del 24 Novembre delle Commissioni riunite I e IV, l'On.
Marco Tassone (CDU), già autore di un significativo intervento in
occasione dell'audizione del Sottosegretario Sinisi (vedi sotto), ha
rotto
finalmente il muro del silenzio con due importanti dichiarazioni.
Secondo quanto riportato testualmente nel resoconto stenografico,
infatti, "registra una notevole insofferenza all'interno
delle forze di polizia quando si affronta il tema del riordino delle
carriere"; poi, "quanto alla elevazione degli attuali
limiti di età per la permanenza nell'incarico del comandante generale
dell'Arma dei carabinieri, precisa che il Parlamento non dovrebbe essere
condizionato da Viale Romania nel condurre con celerità l'esame del
progetto di legge C. 6249: al riguardo fa infatti presente che vi sono stati
contatti informali tra ufficiali dell'Arma ed alcuni deputati membri delle
Commissioni per sollecitarne la conclusione in tempi rapidi".
Successivamente, intervenendo sui lavori della Commissione, ha precisato che
"rinviando a domani il seguito dell'esame dei numerosi restanti
emendamenti, si lascia intendere che, per la mancanza del tempo necessario,
la Presidenza delle Commissioni adotterà tutte le soluzioni consentite dal
regolamento per concludere l'esame in sede referente" e quindi "lamenta
la forzatura che tutto ciò provoca ai fini dell'approfondimento della
materia ed allo svolgimento di un adeguato dibattito, che invece sedute
supplementari avrebbero permesso. Per queste ragioni contesta le modalità
di organizzazione del procedimento di esame delle proposte di legge in
titolo e conferma che questo modo di procedere lascia intendere che ci
sono forze esterne che stanno condizionando i lavori parlamentari".
Dal canto nostro non possiamo non rilevare come, nonostante l'obbiettiva
gravità di queste dichiarazioni, nessuno sembri intenzionato ad
approfondirle.
Ruoli Speciali alla Camera dei deputati (seguito):
Nella seduta
del 23 novembre delle Commissioni riunite, interamente dedicata alla
discussione dell'art. 1, riguardante l'Arma dei carabinieri, spiccano due
emendamenti presentati dall'On. Marco BOATO (misto-verdi-U),
che coincidono entrambi con argomentazioni proposte anche dal Segretario
Nazionale ANFP nella sua trascorsa audizione:
- n. 1.15, identico al n. 1.14 presentato dall'On Gasparri (AN),
con il quale si propone di sostituire nel testo la parola
"ministro" con "ministero", ritenendo più corretto il
riferimento a quest'ultimo in quanto "le funzioni di coordinamento e
la dipendenza funzionale sono riferite, sin dalla legge n. 121 del 1981, al
Ministero dell'Interno-Dipartimento di pubblica sicurezza". Sconcertante
la risposta del relatore per la IV Commissione Elvio RUFFINO (DS-U),
il quale ha obiettato che "i poteri emanano dall'autorità politica
rappresentata dal ministro dell'interno, mentre il ministero ed il
dipartimento di pubblica sicurezza esplicano funzioni esecutive"!
- n. 1.25, che propone la soppressione della parola
"militari" dopo la parola "compiti". Di nuovo il
relatore per la IV Commissione Elvio RUFFINO si è opposto con una
risposta altrettanto superficiale; secondo lui, infatti, "l'eventuale
abolizione della parola «militari» dopo la parola «compiti», potrebbe
essere intesa nel senso di far venir meno i compiti civili svolti dall'Arma,
in materia di ordine pubblico". SIAMO SENZA PAROLE...
Ruoli Speciali alla Camera dei deputati (seguito): su proposta dell'ANFP, sono stati depositati dall'On Carotti due emendamenti , che qui riportiamo nel formato originale, corredati di nota esplicativa e allegati (il secondo è stato depositato anche dagli On.li Frattini e Gasparri). Attendiamo fiduciosi il momento in cui saranno discussi.
Ruoli Speciali alla Camera dei deputati (seguito): le
Commissioni I e IV della Camera hanno proseguito l'esame dell'A.C. 6249
durante le sedute del 9-10-11
novembre decorsi. La prima è stata praticamente monopolizzata
dall'intervento del Presidente del Comitato per la Legislazione Alberto
Lembo (Lega Nord), che ha rilevato una serie d'irregolarità formali del
provvedimento; la seconda interamente dedicata alle problematiche
riguardanti l'Arma dei Carabinieri (autonomia dall'Esercito, riordino
degli ufficiali e possibilità di affidare la carica di Comandante
generale ad un generale di corpo d'armata dei Carabinieri stessi). Più
importante la terza, in cui ha preso la parola il Sottosegretario Sinisi,
che ha deluso ancora una volta le nostre aspettative, limitandosi a
ripetere acriticamente i vuoti slogan già sentiti durante l'audizione di
Masone:
- l'istituzione dei ruoli speciali "consentirà
di assicurare al personale più qualificato e meritevole degli ispettori
di accedere alle qualifiche direttive";
- gli articoli 4 e 5 del disegno di legge perseguono la
finalità di "una più accentuata valorizzazione delle risorse
umane ed organizzative dell'amministrazione, con particolare riguardo alle
carriere direttive e dirigenziali della Polizia di Stato" (in
pratica questa valorizzazione consisterebbe nel regalare agli ispettori
i gradi da funzionari e ai dirigenti generali un'ulteriore livello
sia funzionale che retributivo, lasciando al palo tutti gli altri, in
particolare i funzionari direttivi).
Il pericolo di attribuire competenze eccessive ai
Carabinieri, problema sollevato dal nostro Segretario Nazionale nel
corso della sua audizione, è evocato, ma soltanto "di passaggio",
da Mario Tassone (misto-CDU); tutti gli altri, Sinisi in testa, sembrano
decisamente intenzionati ad eludere l'argomento.
I deputati di A.N., in compenso, hanno finalmente obiettato
la "vaghezza delle deleghe conferite" (Cola) nei
primi quattro articoli e il loro "eccessivo numero" (Armaroli),
nonchè "l'evanescenza dei principi e criteri direttivi
indicati" (Armaroli), aspetti che il nostro Segretario Nazionale
pure aveva sottolineato.
Ultima nota di rilievo: il termine per la presentazione di
emendamenti è stato differito dal giorno 15 al giorno 17 novembre (sempre
entro le 13). Cercheremo di fare tesoro del tempo rimasto.