CARTA D’IDENTITA’
Tra le tante meraviglie partorite dal sindacalismo di Polizia vi è anche Luigi Notari, Segretario nazionale del SIULP-CGIL, tuttologo e pronipotino di Protagora, il sofista greco convinto che la sola parola sia misura della realtà.
Incurante della querela e delle richieste di risarcimenti miliardari, seguiti alla sua tanto avventata quanto inverosimile sparata primaverile su loggia massonica P2 e ANFP, eccolo scendere intrepido nell’agone per difendere una nuova "nobile" causa.
Questa volta arriva a scomodare il Ministro Napolitano. La lettera, è vergata con uno stile sottile che lascia emergere una passione politica assimilabile per intensità, mutatis mutandis, a quella che avrebbe un tempo animato la penna di un occhiuto e zelante agente dell’OVRA.
La sua denuncia è grave e ci sconvolge: alla Scuola di specializzazione della Polizia Postale di Genova non sono valorizzati i "modelli relazionali aperti", dovendosi dar credito al SIULP genovese che aveva riscontrato come "taluni provvedimenti e atteggiamenti nei confronti del personale fossero più improntati ad un rapporto autoritario con il subalterno che non a moderne logiche di relazioni umane". Prima di abbrustolire il nostro Collega, dirigente della Scuola, sulla sedia elettrica, abbiamo voluto verificare l’accaduto e, con estrema mestizia, dobbiamo dare ragione a Notari: a Genova, in Polizia, non si applica il metodo Montessori e le nostre caserme, per colmo d’ignominia, non sono state ancora trasformate in ricoveri delle dame di S. Vincenzo!
E’ così che i sindacalizzati Rambo nostrani si trovano "stremati dai continui atti vessatori posti in essere in maniera diffusa e quotidiana" dal dirigente della Scuola. L’attentato più vile all’integrità fisio-psichica del personale è stato il tentativo (seguito a preciso ordine ministeriale) di inviare a turno, in pieno periodo estivo, una coppia dei più valorosi di loro in missione senza ritorno a Riccione E’ un luogo che notoriamente è in mano di pericolose bande di fondamentalisti tagliagole. In queste condizioni è chiaro che, accanto ai permessi sindacali (prerogativa dei capetti), possano tempestivamente fioccare autentici certificati di malattie, forse contagiosissime. La loro eziologia è psicosomatica? L’unica cosa certa è che i nostri due eroi sono stati costretti a rinunciare all’amato servizio fuori sede. Ecco perché Notari impugna la spada! Per difendere gli oppressi!
Ma nella sua lettera il vero bersaglio è l’ANFP: "scomposte reazioni", inettitudine al confronto di idee e l’idea bislacca di rivendicare l’appartenenza ad un ruolo sono i nostri "vizi congeniti". Ma l’aspetto più inquietante segnalato al Ministro dall’acuto Notari è il sapere che il nostro Segretario provinciale di Genova, estensore di una pacata nota di risposta ai proclami del SIULP genovese, potrebbe anche dirigere, all’ombra della Lanterna, un servizio di Ordine Pubblico.
Avrà ancora il Collega, marchiato per sempre dall’iscrizione all’ANFP, la "capacità di mediare, di dialogare nel rispetto dei valori civili e di evitare tentazioni scelbiana memoria"?
Gli intriganti quesiti di Notari, che non si può certo credere finalizzati ad uno squallido, subdolo, antidemocratico e penoso tentativo di delegittimazione dell’ottimo Collega Segretario dell’ANFP, più che una risposta ci suscitano una nuova domanda: dopo molti anni di distacchi e permessi sindacali, uno che era un poliziotto sarà ancora in grado di redigere correttamente anche solo un verbale di rinvenimento di carta d’identità smarrita?
Roma, 10 settembre 1998
IL CONSIGLIERE NAZIONALE
dr. Andrea Rossi