Roma, 31 gennaio 2000
SOPPRIMERE
I DIRIGENTI !
OVVERO
IL GRAN
CAPO SUI RUOLI SPECIALI
E’
giusto consegnare alla Storia ed al giudizio di tutti i Poliziotti, Funzionari
compresi, gli elementi necessari per valutare le responsabilità di chi sta
consentendo all’Atto Camera n. 6249, ai “ruoli speciali” e all’annientamento
della Polizia di Stato di procedere come un treno.
Il Capo della Polizia Fernando Masone ha già sostenuto (audizione parlamentare del 12/10/99) che, per assorbire i costi
della “riforma”, non si pensa ad “una riduzione del
personale di base, che è invocato da tutte le parti per assicurare la
necessaria presenza sul territorio, ma piuttosto ad una riduzione dei vertici” e ha affermato che si è in presenza di “un
ampio margine per lavorare in questo senso”. A specifica domanda, ha precisato
che: “Quando parliamo, onorevole
Gasparri, di soppressione di personale, ripeto che pensiamo alla dirigenza e
non ai quadri inferiori”.
Quale commovente
sensibilità nei confronti di tutti gli attuali primi dirigenti e dei direttivi, che da oggi vedono così ulteriormente ridotte le prospettive di
crescita professionale!
Purtroppo ci
sembra di notare che nei testi delle audizioni manchino posizioni ferme e
chiare per contrastare un chiaro progetto di esautorazione delle Autorità tecniche
di Pubblica Sicurezza e di schiacciamento della Polizia di Stato, che si
materializza negli articoli 1, 2° comma, 3, 2° comma, 4, 7 e 8. Semplice
dimenticanza?
Ovviamente il
Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, nella medesima sede, ha
illustrato una strategia del tutto opposta! Secondo lui gli Ufficiali superiori
devono crescere di numero e l’Arma deve veder confermate ed aumentate le sue
competenze militari!
Durante l’audizione parlamentare del 18 gennaio
scorso, tenutasi presso la
Commissione Difesa della Camera, il
nostro gran Capo, obliando le opposte conclusioni di una Commissione di
studio da lui stesso formata nel 1997, ci ha ora anticipato alcune sue “chicche sui ruoli speciali”.
Godiamoci domande (dell’On. Lavagnini
di FI) e risposte (del dott. Masone):
<<On. Roberto
Lavagnini (omissis) Si è anche accennato al disegno di legge n. 6249 all'esame
della nostra Commissione. C'è un passaggio nel testo, prefetto Masone, che
prevede che gli ispettori superiori passino nei ruoli speciali dei funzionari.
Non voglio assumere le difese dei funzionari anche perché già in passato, con
riferimento ad un diverso provvedimento, presentai un ordine del giorno che
prevedeva l'accesso per concorso degli ispettori superiori laureati nel ruolo
di funzionari; l'ordine del giorno è stato accolto in aula, presente il
sottosegretario Sinisi e credo che venga seguito. Ritengo tuttavia che il
passaggio da ispettore superiore a funzionario solo per titolo di studio
comporterebbe molto probabilmente un numero di addetti inadeguato per gli
incarichi che i funzionari svolgono. Si tratterebbe di un intervento
stravolgente come lo è stato nel riordino delle carriere dei sottufficiali il
fatto di passare tutti i sovrintendenti a ispettori o marescialli. Penso che il
passaggio da ispettore superiore a funzionario debba avvenire per concorso; non
può essere il semplice titolo di studio a consentire l'accesso a questa
categoria più alta.
Fernando Masone , Capo della polizia. (omissis) L'onorevole
Lavagnini ha formulato una domanda specifica con riguardo alla Polizia di Stato
e al ruolo degli ispettori che transitano nel ruolo dei funzionari. Esistono
due diverse fattispecie. Innanzitutto Quello gli ispettori del personale della
Polizia di Stato in possesso di laurea che possono partecipare ad un concorso
interno (periodo originale come da
resoconto su internet, n.d.r.); ne abbiamo previsti tre in cinque anni
sulla base di accordi sindacali e già abbiamo immesso 158 unità, ampliando il
numero attraverso il ricorso al doppio decimo previsto dalla legge a seguito di
un pronunciamento del Consiglio di Stato. Il corso ha dato grande soddisfazione
ai docenti e la stessa soddisfazione hanno espresso gli uffici nei quali il
personale è stato inserito. Diverso è il discorso degli ispettori che a
prescindere dal titolo di studio (maturità classica o equiparato) possono
transitare in un ruolo speciale non per esami (almeno, non un esame
tradizionale) ma per titoli. Si tratta di un ruolo speciale già presente nelle
altre forze di polizia che nel 1995 è stato riconosciuto anche alla polizia di
Stato. La carriera di questi ultimi è predeterminata; nelle previsioni non
saranno autorità di pubblica sicurezza, si fermeranno ad un certo grado della
carriera secondo le modalità utilizzate dalle altre forze di polizia. Si è così
risposto ad una richiesta utile a garantire uno sbocco e ad evitare un appiattimento
delle carriere. Con l'apertura di questo ruolo speciale (dimensionato nel
numero e nelle progressioni) avremo la possibilità di garantire anche agli
ispettori che rimarrebbero bloccati per la vita una progressione di carriera
per il futuro...
Roberto
Lavagnini. Nelle
altre armi passano per concorsi interni...
Fernando Masone, Capo della polizia. È la stessa cosa. Il maresciallo dei carabinieri ammesso al ruolo speciale è l'equivalente del nostro ispettore inserito nel ruolo speciale a seguito di un concorso a titoli ed un esame, che tuttavia non prevede le prove necessarie nel caso del concorso interno. Sarà un esame di altro livello con un corso di formazione che prevediamo della durata di due anni. >>
Lasciamo a voi il giudizio sull’insieme di
queste dichiarazioni!
Ricordiamo, però, che il Governo D’Alema, in Senato, aveva accolto sul punto un ordine del giorno dai contenuti ben differenti da quelli che oggi sostanziano gli interventi del dott. Masone.
Anche questa volta, per quel che ci riguarda, il Capo della Polizia ha perso un’ottima occasione per farsi interprete degli interessi dell’Istituzione su di un provvedimento, l’Atto Camera n. 6249, che altera profondamente gli equilibri della sicurezza e danneggia non solo i ruoli dei Funzionari di Polizia ma l’intera Istituzione, accentuando spaccature e favorendo la dequalificazione complessiva delle progressioni in carriera.
Solo con il nostro impegno riusciremo, forse, a limitare i danni….
IL SEGRETARIO NAZIONALE
Dott. Giovanni Aliquò