Roma, 30 ottobre 1996

AUTOLESIONISMO

OVVERO

SCRIPTA MANENT

L'esagerata "segretezza" che circonda tutte le nostre cose ed lo stile involuto dei burocrati che ci amministrano sono tra le prime cause dei gravi danni che si sono abbattuti sulla nostra Amministrazione. E' nel segreto, nei tranelli annidati tra i bizantinismi oscuri della prosa ministeriale che, per anni, un manipolo di personaggi estranei ai nostri problemi si è potuto permettere di rifilarci impunemente le peggiori fregature. Per una volta facciamo chiarezza. Antefatto: un nutritissimo gruppo di coraggiosi Colleghi di Foggia (con un secco telegramma) e di Bari (con una bella lettera), nell'aprile dello scorso anno, informa il Presidente della Repubblica dei pericoli che si annidano nell'assurda ipotesi di istituzione dei ruoli speciali dei Commissari, del nostro malcontento e del comune desiderio di non permanere in un'Amministrazione dequalificata. Alla richiesta di spiegazioni del Presidente è stata data, su carta intestata del Dipartimento, questa risposta:

"...L'iniziativa cui i citati funzionari fanno riferimento è quella relativa al disegno di legge delega per l'istituzione di un "ruolo speciale" dei commissari della Polizia di Stato al quale dovrebbe accedere il personale del ruolo degli ispettori in possesso del titolo di studio di scuola media superiore previo superamento di corsi di formazione di adeguata durata. Si precisa, al riguardo, che in occasione della Legge 29/4/95 n. 130, recante la delega per il riordino delle carriere, delle attribuzioni e dei trattamenti economici delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, il Governo ebbe ad assumere anche espliciti impegni per la tempestiva adozione del disegno di legge di delega per la istituzione del succitato "ruolo speciale" e si precisa altresì che la previsione del ruolo in questione fa parte delle indicazioni fornite dalle competenti Commissioni Parlamentari in sede di parere al progetto di riordino delle carriere del personale non direttivo della Polizia di Stato recentemente approvato con Decreto Legislativo 12.5.95 n. 197. Si evidenzia inoltre come l'istituzione di tale ruolo costituisca uno strumento di perequazione rispetto al personale dell'Arma dei Carabinieri il cui ordinamento prevede un ruolo speciale degli ufficiali cui accedono i sottufficiali con modalità selettive. Trattandosi poi di un ruolo speciale, separato da quello ordinario, nel cui ambito saranno delineate modalità di progressione secondo tempi più ampi di quelli previsti per il personale del ruolo ordinario, si ritiene che le pur legittime preoccupazioni espresse dai funzionari ......... non abbiano ragion d'essere, tanto più che le finalità del progetto in questione non sono certo quelle di stravolgere le ordinarie procedure per l'accesso al ruolo dei commissari bensì quelle di individuare uno idoneo strumento che risponda alle legittime aspettative di carriera degli ispettori della Polizia di Stato."

Tutto rigorosamente autentico. Compresa la sordida ipocrisia di cui questa nota gronda. "Pel Ministro" (di allora) firma un'inconfondibile M (no, non è Mussolini!). Stando così le cose, ci sembra che siamo stati solo noi dell'Associazione a batterci ritardando, fino ad ora, il disastro sia per la nostra Categoria che, a ben leggere tra le righe, anche per l'intera Polizia di Stato. Continuate a darci la forza per andare avanti.

dott. Giovanni Aliquò