Roma, 9 luglio 1998

 

 

 

Prot. 00399/98/S.N.

OGGETTO: Tassazione dell’indennità di trasferimento e interpretazione della Legge 100/87.

AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA

Pref. Fernando Masone

 

Egregio Signor Capo della Polizia,

sottoponiamo alla Sua attenzione l’ultima parte della circolare nr. 333-G/2.05.06.07 81 emessa dal Servizio T.E.P. della Direzione Centrale del Personale in data 3.3.98, voce "indennità di trasferimento".

In essa, che detta istruzioni contabili generali, si fa poi riferimento all’art. 3 comma 7 del decreto legislativo 314/97 che sottopone a imponibilità fiscale solo il 50% - e non più il 100% - delle indennità di trasferimento, di prima sistemazione ed equipollenti.

L’estensore della circolare prima afferma che l’indennità di trasferimento d’autorità ex lege 100/87 rientra inconfutabilmente fra quelle di trasferimento salvo poi riconoscere la propria incapacità ad interpretare una norma estremamente chiara, anzi inconfutabile (ipse dixit), e formulare un quesito al Ministero del Tesoro, bilancio e programmazione "affinché si pronunci sull’argomento" e cioè se l’indennità in questione rientri fra le indennità di trasferimento e, quindi, sia da tassare al 50%.

Con queste premesse, la circolare dispone l’ennesima beffa per il personale, in maggioranza dirigenti e direttivi, trasferito d’autorità: non si applichi la legge dello Stato e si operino le ritenute sul 100% dell’ammontare dell’indennità "salvo conguaglio più favorevole al dipendente" (in che misura? E gli interessi legali? E il risarcimento del danno?).

Sig. Capo della Polizia, se, come noi fortemente auspichiamo, ritenesse opportuno intervenire, le suggeriamo di far accertare:

Siamo una categoria già abbastanza mortificata dalle retribuzioni, che si pongono in coda a quelle di analoghi settori dell’impiego pubblico e privato, dai trasferimenti, continui e disincentivanti sia sotto il profilo economico che sotto quello morale e familiare, e, in sintesi, dalle vergognose condizioni economiche e normative riservateci per dover subire una nuova ed ingiusta penalizzazione.

Dott. Giovanni Aliquò