ATTO CAMERA N. 6249

LA SICUREZZA DEI FURBI

 

          Gli equilibri istituzionali della Repubblica e la qualificazione professionale della Polizia di Stato corrono oggi un grave pericolo.

L’Atto Camera n. 6249, all’esame delle Commissioni I e IV, introduce, innanzi tutto, gravi elementi di SQUILIBRIO tra le Forze di Polizia, attribuendo per Legge all’Arma dei Carabinieri una somma di competenze esclusive (e, specularmente, di POTERI) che non hanno eguali in altre Democrazie avanzate, soprattutto se le si confronta con il “nulla” che la Legge prevede per la Polizia di Stato.

Se l’Atto n. 6249 dovesse passare, all’Arma dei Carabinieri, Forza armata dello Stato, spetterebbero, alle soglie del 2000, poteri dieci volte maggiori di quelli attribuitile ai tempi del Generale Giovanni De Lorenzo. Ciò in un contesto nel quale, sia per i vuoti della normativa vigente che per intrinseca debolezza dell’Amministrazione dell’Interno e della Polizia civile, non esistono, attualmente, effettivi bilanciamenti e reali garanzie.

Con la furbizia dei “colpi di mano” degli Uffici legislativi dei Comandi interessati, favoriti dall’atarassia del Ministero dell’Interno, si stravolge il sofferto assetto della Legge n. 121 del 1981, sottraendo al Ministro dell’Interno perfino il potere di emettere direttive vincolanti per il coordinamento e definendo “militari” compiti di pubblica tutela che la nostra civiltà attribuisce tradizionalmente alle Autorità civili.

Siamo coerenti con l’Europa e con gli altri Paesi civili? O con il Sud America?

Non capiamo, poi, se la fretta dell’esame sia determinata, come si dice, dalle scoperte manovre di certe teste gallonate, ansiose di allontanare il vicino spettro della pensione.

Altrettanto inspiegabile e sospetta è, inoltre, la trasversalità con la quale si reclama l’istituzione dei “Ruoli speciali”, in altre parole l’incostituzionale eliminazione della “cultura universitaria” per l’accesso alle funzioni di Commissario di Polizia.

Si torna a quelle figure di “delegato di p.s.”, efficacemente descritte dallo scrittore Andrea Camilleri, costrette a farsi scrivere i rapporti giudiziari da certi “rispettabili avvocati” ed assoggettate all’oppressivo strapotere delle più acculturate “scale gerarchiche”.

Contenti i furbi, della qualificazione e della cultura non importa a nessuno!

Il nostro sconcerto è tanto. Le nostre proposte alternative sono semplici:

a)   mantenere un reale equilibrio tra le Forze di Polizia ad ordinamento militare e civile;

b)   istituire il ruolo dei Funzionari di Polizia, migliorando le attuali procedure selettive per l’accesso, e riconoscere le professionalità dei direttivi e quelle degli ispettori, seguendo indirizzi che il Parlamento ha, di recente, stabilito per la carriera prefettizia;

c)   garantire a tutti gli “scontenti” la possibilità di un transito agevolato in altre Pubbliche Amministrazioni, come avvenne nel 1981.

Offriamo a voi Parlamentari, con l’allegato e con il sito www.uni.net/anfp, i nostri dubbi ed alcune soluzioni, certi di ricevere l’attenzione che la serietà delle questioni merita.

 

Roma, 3 novembre 1999

                                                     Dott. Giovanni Aliquò