E’ QUI LA FESTA?

OVVERO

LACRIME DI COCCODRILLO

Si stracciano le vesti i nostri sindacalisti. Come il coro, in una fosca tragedia greca, lanciano agli Dei i loro lamenti di dolore: "vogliamo risposte...vogliamo sapere....è un’offesa".

La Festa della Polizia è stata proditoriamente "abolita", ci raccontano, e - udite udite! - alcuni di loro - che nonostante l’età avanzata si ostinano a cimentarsi in spericolati "dietrismi"- ci vogliono far credere che l’Associazione, dipinta come una tentacolare "SPECTRE" nel Dipartimento, ha "condizionato" (ovvero suggerito) la scelta dell’Amministrazione. <<E’ tutta colpa dell’Associazione!>> insufflano ai loro accoliti.

A ben vedere, però, le LORO argomentazioni possono, alternativamente, essere solo il frutto di puerile ipocrisia o di dabbenaggine. Questa è una delle numerose occasioni nelle quali tutti gli iscritti ai sindacati "maggiori" dovrebbero chiedersi: "ma cosa fa chi mi rappresenta?".

Nel caso di specie la risposta a questo quesito è semplice e chiare sono le responsabilità per "l’abolizione" della Festa. L’Associazione, come prevedibile, è innocente.

SIULP, SAP, Federazione LISIPO-SODIPO, SIAP e COISP, nel 1995, si sono precipitati a sottoscrivere, con esultanza, un contratto che noi, a suo tempo, abbiamo definito "il peggiore del pubblico impiego". A LORO facevano gola i distacchi ed i permessi sindacali profusi con generosità, dal Governo di allora, ma solo a chi avesse sottoscritto. LORO hanno barattato 58 distacchi ("prestiti" al sindacato a totale carico del cittadino, circa 92.116 ore di lavoro) e 430.000 ore annue di permesso sindacale (cifra che corrisponde al lavoro prestato, in un anno, da circa 268 poliziotti), più una serie infinita di piccoli e grandi altri privilegi, contro i nostri diritti. L’art. 13, 1° co. del DPR 395/95, che recepisce il contratto che LORO hanno sottoscritto, recita: "Sono considerati festivi esclusivamente le domeniche e gli altri giorni riconosciuti come tali dallo Stato a tutti gli effetti civili, nonché la ricorrenza del Santo Patrono del comune sede di servizio, se ricadente in giornata feriale".

Festa della Polizia e giornata di S. Michele Arcangelo NON sono comprese in tale previsione.

Per 522.916 ore di LORO permessi e distacchi (pari a circa 8.715.260.000 di lire del contribuente) hanno allegramente "ceduto" al Governo Festa della Polizia e Santo protettore, corrispondenti ad oltre 1.236.000 ore di lavoro (oltre 20.600.000.000 di lire che sarebbero dovute entrare in tasca a 103.000 poliziotti), con un saldo negativo (a favore del Governo) di oltre 713.000 ore. I verbali delle sedute non evidenziano, infatti, alcun intervento dei sindacati maggiori sul punto. Incapacità di mediazione o...altro?

La cosa certa è che, per COLPA LORO, ci abbiamo RIMESSO TUTTI.

Che l’ANFP abbia "suggerito o condizionato la scelta" è solo il comodo paravento dietro il quale può invano celarsi qualche pavido e tremebondo ministeriale, incapace di saper amministrare con equanimità e rigore i soldi dei contribuenti, e tutti i sindacati "maggiori", colpevoli, come detto, di inettitudine o malafede nei confronti degli iscritti. Non spetta a noi sindacare quanto avvenuto in passato: quello che è certo è che, questa volta, il Dipartimento ha "semplicemente" applicato il LORO contratto.

In un punto, però, i sindacati "maggiori" hanno ragione: non si poteva dire con chiarezza, senza aspettare il pomeriggio del giorno prima, che il 21 maggio non era da considerarsi festivo?

Quanto alla disciplina dei giorni festivi segnaliamo a tutti l’ultima trovata (circolare del 21/4/97) dell’Ufficio relazioni sindacali a danno di chi esplica servizio non continuativo su cinque giorni: se il festivo cade di sabato non si recupera. In tal modo, nel 1998, un numero imprecisato, ma presumibilmente ragguardevole, di poliziotti si vedrebbero "scippate" oltre 18 ore di lavoro (tre giorni festivi).

Noi, piccoli, umili "ragionieri" del sindacato, abbiamo, da soli, formalmente protestato con il Capo della Polizia per l’assurda disposizione. I sindacati "maggiori", stranamente (?), continuano a....dormire.

Roma, 22 maggio 1998

dott. Giovanni Aliquò