Roma, 26 novembre 1997

Prot. 00320/97/SN

Oggetto: "contratto" dei Dirigenti della Polizia di Stato.

 

AL SIGNOR MINISTRO DELL’INTERNO

Dott. Giorgio Napolitano

 

AL SOTTOSEGRETARIO ALL’INTERNO

On.le Giannicola Sinisi

 

 

 

La rabbia degli allevatori al Nord e le loro manifestazioni di protesta ci aiutano a compiere delle riflessioni sullo stato in cui si trova la Dirigenza della Polizia di Stato (e, con essa, la categoria dei Funzionari nel suo complesso) come quella di tutte le altre Forze dell’Ordine.

Non si può, innanzitutto, non apprezzare l’opera paziente di mediazione che il Governo, in un momento in cui la complessa materia del contendere diventa particolarmente scivolosa, sta cercando di compiere con una controparte spinta ad azioni clamorose e ai margini della legalità.

Il nostro rammarico, tuttavia, consiste nel constatare che, giuste o sbagliate che siano, le rivendicazioni sostenute con azioni che, dalla stessa stampa, sono definite "blocchi stradali e ferroviari" ricevono maggior ascolto di quelle sacrosante che, con iniziative sommesse e per lo più cartolari, stiamo vanamente avanzando da anni.

La televisione annuncia che, senza troppe difficoltà, si è in procinto di stanziare circa 700 miliardi per indennizzare coloro che sono stati colpiti da sanzioni comunitarie.

Singolarmente, da circa sedici anni, non si riescono a trovare i fondi (pochi miliardi, a voler fare i conti) per retribuire le "reperibilità ratione offici" prestate da un larghissimo numero di Dirigenti di Uffici di Polizia.

La questione più scottante, tuttavia, è quella delle retribuzioni della Dirigenza pubblica non contrattualizzata, categoria nella quale - dobbiamo dire purtroppo - sono ricompresi anche i Dirigenti della Polizia di Stato, assieme a quelli dell’Amministrazione civile dell’Interno e delle altre Forze di polizia. Oggi perfino un operaio della Presidenza della Repubblica, al termine della sua carriera, ha uno stipendio che sopravanza notevolmente quello di un questore o di altri responsabilizzatissimi dirigenti di Polizia. A noi è negata perfino la dignità di contrattare.

La dirigenza del pubblico impiego è stata, da tempo, cospicuamente accontentata.

Nel più assoluto disinteresse, il Parlamento sta per varare una Legge finanziaria nella quale i nostri tanto attesi "adeguamenti" stipendiali sembrano non ricevere, in termini di stanziamenti, la giusta attenzione. Temiamo che, a queste condizioni, sarà impossibile, nel triennio 1998 - 2000, riequilibrare effettivamente gli emolumenti della nostra dirigenza. Ciò sarà ancor più vero se si tiene conto dell’esigenza di riconoscere, anche retributivamente, le peculiarità del lavoro in polizia, evitando ingiuste penalizzazioni rispetto ad altri comparti meno esposti del pubblico impiego.

Il senso di responsabilità, sovente, viene ingiustamente scambiato per debolezza.

Anche i prefettizi lo hanno ben capito e, per sostenere le loro richieste, hanno scelto la strada dello sciopero. Fino a quando i Funzionari di Polizia potranno continuare a sopportare?

dott. Giovanni Aliquò