CORSI E RICORSI STORICI

OVVERO

VIENI AVANTI CRETINO!

Chi, sia pure per un momento, si era illuso che il Gran Consiglio potesse, almeno questa volta, cercare di farci dimenticare le sue colpe storiche si è proprio sbagliato. Tutto si ripete, nella Storia.

Questa volta, anzi, abbiamo avuto il piacere di assistere dal vivo ad un vero e proprio "balletto delle veline": ne viene diffusa una, appena al termine della seduta del Gran Consiglio, che, in un secondo tempo, viene ritirata per essere sostituita con un’altra. Il gioco delle tre carte!

Quale delle due sarà stata effettivamente approvata dai Gran Consiglieri, ammesso che i tapini abbiano avuto il modo, nel turbinio dei vari elenchi, di rendersi conto di ciò che stavano leggendo?

Scherzi a parte, ci troviamo di fronte ad un’Amministrazione afflitta dal più reazionario misoneismo, priva di qualsiasi progettualità e, soprattutto, ancora una volta incapace di conoscere e di valutare il lavoro ed i meriti dei suoi Funzionari.

Sarebbe troppo semplicistico prendersela, ancora una volta, con la Direzione Centrale del Personale del Dipartimento, anche se siamo convinti che essa porti una grande responsabilità per non aver saputo interpretare la voglia di innovazione, per non aver sposato, nemmeno in parte, le proposte di cambiamento degli stantii criteri di valutazione e per non aver svolto il ruolo di "garante delle regole" (quelle esistenti). Si è arrivati al punto di ignorare deliberatamente perfino le sentenze dei Tribunali Amministrativi, passate in giudicato, a favore di ottimi funzionari!

La verità è che le cause di questo disastro chiamato Consiglio di Amministrazione risiedono, in primo luogo, nell’assoluta incapacità dei nostri vertici di tenersi lontani da certe tentazioni lottizzatorie e dalla pratica clientelare delle raccomandazioni.

E’ così che sono state travolte dal sospetto e dalle critiche anche le promozioni effettivamente meritate, quelle che sono frutto di sacrifici ed impegno. Penalizzata, come sempre, la periferia. A Napoli sembra che i Commissari si girino i pollici: solo uno di loro è riuscito a raggiungere l’ambita promozione. La Questura di Roma non ride. Genova si è già lamentata col Capo della Polizia.

Alcuni casi, poi, sono effettivamente inquietanti. Che dire, ad esempio, della Collega non promossa solo a causa degli evidenti "deliri informativi" del suo dirigente? O di quel Collega che ha perso "inspiegabilmente" circa 140 posti nella promozione a vice Questore Aggiunto? "Vieni avanti, cretino!" gli ha urlato in faccia, con rancoroso disprezzo, l’Amministrazione.

Altrettanti interrogativi pongono certe promozioni fulminanti (con salti cangureschi di centinaia di posti), cui poco corrisponde, anche cartolarmente, come attività di servizio. La logica che presiede a queste decisioni, che tanta amarezza hanno suscitato in molti di noi, è la stessa che ha recentemente portato all’estero certi giovanissimi "figli di papà", lasciando al palo i più anziani e meritevoli.

E’ un mix di clientele, piccoli imbrogli e fantozziana subordinazione che produce questi effetti.

Per ora l’unica nostra "vendetta" potrebbe essere quella di sommergerli di ricorsi. Noi li stiamo organizzando e sosterremo tutte le buone ragioni degli iscritti. Aspettiamo solo che ci chiamiate.

Roma, 13 luglio 1999

IL SEGRETARIO NAZIONALE

Dott. Giovanni Aliquò