Roma, 16 marzo 1999

Prot. 000 /99/S.N.

Oggetto: Atto Camera n. 5324 – Atto Senato n. 2793 ter. Carriera dei Funzionari della Polizia di Stato. RICHIESTA DI INCONTRO.

 

AL MINISTRO DELL’INTERNO

On.le Rosa Russo Jervolino

All. n. 2

 

 

Signora Ministro,

i Funzionari della Polizia di Stato sono seriamente preoccupati per i destini dell’Istituzione alla quale appartengono e sono stanchi di subire iniziative che aggravano, invece di sanare, le antiche spaccature della Categoria disattendendone le legittime aspettative.

Osservato che il recente contratto di lavoro realizza la massima espressione dell’egualitarismo retributivo - attribuendo ai Funzionari di Polizia aumenti di gran lunga inferiori a quelli che il Governo ha concesso non solo agli insegnanti ma perfino ai nostri subordinati - rileviamo che è stata altresì persa, con gli emendamenti all’Atto Camera n. 5324, l’occasione di riformare unitariamente le carriere dei Funzionari prefettizi e di quelli di Polizia.

Si è introdotto, invece, il seme per l’istituzione dei "ruoli speciali" dei Commissari della Polizia di Stato, dequalificante istituto che il precedente Governo aveva cercato di inserire nell’ambito dell’Atto Senato n. 2793, il cui iter sembra ora aver subito un’accelerazione.

L’ulteriore frammentazione della nostra Categoria, che vogliamo unitaria, e lo scadimento culturale del Funzionario di Polizia, il cui profilo risulterebbe inevitabilmente svilito, saranno gli effetti peggiori dell’introduzione dei ruoli speciali.

E’, peraltro, un progetto incoerente con la necessità di elevare il livello qualitativo della risposta al crimine comune ed organizzato.

L’eliminazione della selezione pubblica per concorso e della cultura universitaria - ché in questo si sostanziano i "ruoli speciali" dei Commissari – sembra, invero, secondare solo spinte settoriali e demagogiche, delle quali sono interessate vessillifere le "organizzazioni sindacali maggiori" ai cui vertici, forse non a caso, si trovano troppi elementi che beneficerebbero degli effetti della sollecitata riforma.

Se si trattasse solo di dare sfogo all’irresponsabile politica degli "scivoli", che tanto ha nuociuto alla Pubblica Amministrazione, penso che a dissuadere il Governo ed il Parlamento dal procedere oltre basterebbero i chiari principi affermati dalla Corte Costituzionale nella sentenza 1/99 (v. allegato 1).

Non è escluso, tuttavia, che il progetto di istituzione dei "ruoli speciali" si possa anche collocare in un più complesso mosaico di interessi (del quale il disastroso riordino delle carriere non direttive, subito del 1995, è solo una delle tessere) il cui disegno finale è intuibile: militarizzata, di fatto, la Polizia di Stato e fatto scadere il livello culturale medio dei suoi Funzionari, non mancheranno certo, tra i troppi "sedicenti esperti di sicurezza", coloro che, temendo di venir spazzati dal vento delle riforme, si faranno avanti per rivendicare nuove competenze e primazie.

Nel solco della nostra tradizione di fedeltà alla Repubblica e di leale attaccamento alla nostra Istituzione, è sembrato, dunque, necessario farci promotori di iniziative mirate allo sviluppo di un nuovo e più alto livello di cultura, migliorando le procedure di assunzione e formazione degli appartenenti ai ruoli dei Funzionari della Polizia di Stato e rafforzando l’unità della nostra categoria.

E’ a questi valori che si è ispirato il nostro progetto di riforma della carriera, tradotto in un emendamento legislativo, che ha incontrato il massimo consenso tra i Dirigenti ed i Commissari dell’Associazione (v. allegato 2).

Per illustrarLe le nostre idee in materia di carriere dei Funzionari, nella speranza che esse possano tradursi in proposte del Governo, Le chiediamo, dunque, un incontro urgente, certi della Sua sensibilità alle ragioni della sicurezza del Paese.

Dott. Giovanni Aliquò