Federazione Sindacale di Polizia

 

 

OGGETTO: Legge 78/2000 - “Riordino del personale direttivo e dirigente della       Polizia di Stato” – Bozza di articolato del 24 maggio 2000.

 

 

 

AL SIGNOR MINISTRO DELL’INTERNO

Avv. Enzo Bianco

                                                                                                    R O M A

 

 

                   Signor Ministro,

 

è con un certo rammarico che ci troviamo costretti a dover sollecitare la Sua attenzione sull’argomento di cui all’oggetto ed a richiedere un Suo immediato intervento chiarificatore.

 

        Nell’incontro del 7 giugno scorso, infatti, mentre ci accingevamo ad esporre le nostre drastiche censure sulla “bozza di riordino delle carriere”, Lei ci ha pregato di soprassedere, assicurandoci che il lavoro della Commissione dipartimentale non aveva alcun carattere di ufficialità e che esso, comunque, non esprimeva la volontà dell’Amministrazione né, men che mai, la impegnava.

 

Ci compiacevamo, invero, di sentirLe dichiarare che, per un verso, la “bozza” non era coerente con quei principi che il pool dei Suoi esperti aveva, a suo tempo, posto a fondamento della riforma della carriera dei Funzionari di prefettura e, per l’altro, doveva essere soggetta all’esame di un’apposita Commissione, presieduta dal Sottosegretario Massimo Brutti e composta da rappresentanti di tutte le altre Amministrazioni interessate, comprese quelle ad ordinamento militare. La prima riunione di questa ennesima Commissione, ci spiegava, si sarebbe tenuta proprio il giorno dopo a quello del nostro incontro.

 

        Non Le nascondiamo, però, che qualche perplessità ci era subito sorta: tra i principi del “massimo accorpamento delle qualifiche” e della “natura dirigenziale delle funzioni”, propri della riforma prefettizia, e quello “dell’articolazione piramidale dei gradi”, connaturale alle organizzazioni militari, quale sarebbe prevalso nel contesto del riordino della carriera dei Funzionari della Polizia civile?

Ma, ancor prima, per quale motivo – ci chiedevamo - l’ordinamento della Polizia di Stato dovrebbe rifarsi a quello dei corpi militari quando sarebbe più logico, in ragione delle prevalenti funzioni “civili” di “polizia”, che avvenisse l’esatto contrario?

 

Ci chiedevamo, in altre parole, in quale modo sarebbe stata concretamente soddisfatta la necessità - più volte evocata da Lei e dallo stesso Sottosegretario Brutti - di mantenere un "equilibrio" tra tutte le forze di Polizia anche nella definizione dei rispettivi riordini delle carriere con l'inderogabile esigenza di salvaguardare i principi cardine della legge 121/81.

 

Tra questi ultimi va infatti annoverata, ed in primo piano, la storica equiordinazione tra le carriere dei funzionari prefettizi e quelle della Polizia di Stato, che, dovendo oggi essere salvaguardata, potrebbe rivelarsi di non facile trasposizione ai Corpi ad ordinamento militare, le cui logiche organizzative divergono marcatamente da quelle di un’Istituzione civile qual è la Polizia di Stato.

 

        In quella logica di leale e fattiva collaborazione alla quale Lei ci aveva invitato abbiamo superato le tentazioni polemiche e ci siamo messi all’opera, come hanno fatto anche altri sindacati di Polizia che hanno prestato il dovuto affidamento alle Sue assicurazioni.

 

E’ con grande sorpresa e con disappunto, dunque, che, intervenendo il successivo 9 giugno ad un Convegno sul tema dell’attuazione delle deleghe della Legge 78/2000, organizzato dall’Associazione Nazionale degli Ufficiali Forestali, abbiamo appreso che il  giorno prima il Dipartimento della P. S. aveva diffuso tra i partecipanti alla “Commissione Brutti”, come proprio progetto e base del lavoro del gruppo, proprio quella “bozza” che noi riteniamo del tutto inammissibile e che Lei, prevenendo le nostre obiezioni, aveva sbrigativamente liquidato come una mera "ipotesi di lavoro".

 

A questo punto ci sembra necessario chiarire, Signor Ministro, quale sia il ruolo ed il rispetto effettivamente riconosciuti ai Sindacati della  Polizia di Stato e, soprattutto, se davvero hanno ancora un senso gli sforzi di elaborazione e di proposta che ci sono stati richiesti il 7 giugno scorso.

        

Sicuri che Lei saprà riservare alla questione prospettata tutta l'attenzione che merita, attendiamo, con immutata fiducia, un Suo cortese cenno di riscontro.

 

Roma, 14 giugno 2000

 

 

   ANFP                                        SODIPO                                 LISIPO

Dott. Giovanni Aliquò                    Carmelo Tripodi                       Luigi Ferone

 

 

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