Roma, 23 gennaio 1996

L'A.N.F.P. DAL SIG. CAPO DELLA POLIZIA

        Siamo stati ricevuti, in sollecita risposta ad una nostra richiesta, dal Sig. Capo della Polizia, Pref. Fernando Masone. All'incontro erano presenti, per l'A.N.F.P., il dott. Augusto Cocola, il dott. Diego Buso, il dott. Filippo Bertolami, la dott.ssa Mariella Bonifazi, il dott. Giuseppe Burgio e chi vi scrive. Per l'Amministrazione erano anche presenti il dott. Bruno Ferrante, Vice Capo della Polizia, il dott. Francescopaolo Di Menna, responsabile dell'Ufficio Rapporti Sindacali e il dott. Salvatore La Rosa, Direttore Centrale del Personale.
        Il riconoscimento della rappresentatività dell'A.N.F.P., quale condizione necessaria ed indispensabile per poter dare adeguato rilievo ai numerosi problemi dei Funzionari di Polizia, è stato il primo argomento trattato. Sul punto il Sig. Capo della Polizia ha assicurato il suo immediato interessamento per dare positiva soluzione al problema, dichiarando che è interesse dell'Amministrazione avere l'Associazione come qualificato interlocutore sindacale. Sul punto l' A.N.F.P. ha chiesto che giungano, nel più breve tempo possibile, segnali che traducano le intenzioni in fatti concreti.
        Si è affrontata, poi, l'assurda ipotesi di istituzione dei ruoli speciali di "Commissari di serie B". L'A.N.F.P. ha ribadito la sua assoluta contrarietà alle ipotesi attualmente sul tappeto, prima fra tutte quella del disegno di legge governativo Atto Camera n. 2711 ed ogni altra ipotesi dalla quale possa conseguire lo scadimento dei criteri selettivi dei Funzionari di Polizia. Sul punto è parso di registrare un irrigidimento della controparte. Si è fatto, perciò, chiaramente presente che, nel caso in cui l'Amministrazione intenda non opporsi adeguatamente a questi dissennati progetti, dovrà essere data risposta al desiderio diffuso di moltissimi di noi di transitare nei ruoli dei Funzionari di altre Amministrazioni dello Stato. Ciò con particolare riferimento a quelle nelle quali il titolo di studio universitario è ancora obbligatorio. Sarebbe senz'altro un fallimento per la Polizia di Stato, lo abbiamo detto a chiare lettere, ma solo l'Amministrazione ne sarebbe responsabile.
        Abbiamo ribadito l'insofferenza per condizioni economiche che, tutto appiattendo, mortificano Dirigenti e Direttivi soprattutto quando, al contrario di quanto accade per gli Ufficiali delle altre Forze di Polizia, non si danno adeguate risposte ai loro problemi abitativi e logistici. Il Sig. Capo della Polizia, sul punto, è stato chiarissimo: c'è la volontà politica e del Dipartimento di adottare misure concrete per incentivare sensibilmente, anche in termini economici, la progressione di carriera. Le imminenti scadenze contrattuali (nel 1996 si andranno a rinnovare le parti del "vecchio" contratto che riguardano il trattamento economico) ci daranno inequivocabilmente il metro dell'impegno che verrà messo nel mantenere le promesse fatte.
        E' stata, poi, diffusamente trattata la questione della trasparenza nelle promozioni, nei trasferimenti e nell'assegnazione degli incarichi, tanto in centro che in periferia. Sul punto l'A.N.F.P. ha ribadito la fumosa genericità dei criteri per gli avanzamenti stabiliti nella seduta del Consiglio di Amministrazione del Ministero dell'Interno del 30/05/95 (che saranno prossimamente diffusi con comunicato a parte).      E' stato poi sottolineato come criteri analoghi vengano sovente utilizzati per i trasferimenti (per i quali, abbiamo eccepito, non esiste alcuna forma di programmazione), rendendo sovente i Funzionari simili a veri e propri pacchi postali.      Per quanto riguarda l'assegnazione ad incarichi si è rilevata l'incapacità della Direzione Centrale del Personale di monitorare adeguatamente quanto avviene in periferia. Sono stati citati alcuni casi emblematici. Il Sig. Capo della Polizia ha dichiarato che i criteri adottati dal Consiglio di Amministrazione sono finalizzati alla valutazione completa dei Funzionari scrutinabili. Sulle scelte è sempre data facoltà di ricorso all'A.G..
        Abbiamo ribadito che non si capisce come i giudici amministrativi possano compiere valutazioni in assoluta mancanza di parametri oggettivi di comparazione. In particolare, sulle promozioni "sindacali", il Sig. Capo della Polizia ha affermato che "anche i sindacalisti svolgono un lavoro per l'Amministrazione e, quindi, non debbono essere penalizzati". A voi ogni commento!!
        Novità in tema di trasferimenti ed incarichi. Nel corso della sua gestione, ha assicurato il dott. Masone, nessuno (esclusi i casi di formale incompatibilità ambientale) è stato mai trasferito dalla sede in cui si trovava senza essere stato preventivamente contattato ed in mancanza di benestare dello stesso interessato!!      Siamo stati esplicitamente invitati a far conoscere tutti i casi in cui ciò non sarebbe avvenuto. Al pari siamo stati pregati di segnalare tutte quelle situazioni in cui la preposizione di Funzionari ad incarichi vari presenti aspetti "patologici". Abbiamo subito prospettato alcune situazioni che sembrerebbero confutare quanto ritenuto dal Sig. Capo della Polizia.
        Per poter dare, al più presto, al nostro Sig. Capo della Polizia un quadro più completo e puntuale della reale situazione in periferia, vi esortiamo a parteciparci il vostro informato contributo.




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