Roma, 15 maggio 2002
Prot. 00543/2002/S.N.
OGGETTO: Questura di Alessandria. Stato di disagio dei Funzionari e del Personale della Polizia di Stato.
AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA
DIRETTORE GENERALE DELLA P. S.
Pref. Giovanni De Gennaro
R O M A
All. vari
Signor Capo della Polizia,
la Questura di Alessandria, dall’insediamento dell’attuale Questore Arturo De Felice, sembra aver del tutto smarrito una guida serena ed equilibrata e, con essa, anche le condizioni per un proficuo operare.
L’attuale Questore, purtroppo, sembra avere una visione tolemaica della sua persona, più che della sua funzione, perdendo di vista, assai spesso, gli interessi più generali dell’Istituzione che è chiamato a dirigere e, di riflesso, quelli della collettività.
Alla conclamata, esuberante ed ipertrofica autoconsiderazione della sua persona, infatti, il Questore di Alessandria fa corrispondere una ben sottile attenzione per altri soggetti pubblici e privati, con i quali dovrebbe, invece, sentire la necessità d’interagire positivamente. Tra questi ultimi, com’è intuibile, si annoverano anche i sindacati che, caso davvero infrequente in Polizia, sembrano aver trovato unanime intesa in una valutazione non positiva della "gestione De Felice".
Numerosi e quasi quotidiani sono gli episodi che potrebbero essere citati a testimonianza di quanto fino ad ora affermato, alcuni dei quali abbiamo, negli ultimi mesi, puntualmente rappresentato al competente Ufficio per le Relazioni sindacali della Polizia di Stato del Dipartimento della P. S., anche nel corso di alcuni incontri.
Per una Sua più completa informazione, tuttavia, allego alla presente le note del Segretario Provinciale ANFP di Alessandria del 12 marzo, del 27 marzo e del 7 aprile scorsi (e relativi annessi), i cui contenuti mi sento di condividere pienamente e nelle quali mi sembra che si possano rinvenire argomenti più che sufficienti a sostegno di quanto lamentato dai Colleghi piemontesi.
Illuminante, in particolare, dovrebbe apparire la vicenda, ben documentata nella seconda delle note sopra citate, del frettoloso e davvero poco meditato trasferimento del COT e dell’Ufficio Immigrazione in locali nei quali ancora era aperto un cantiere e che, al termine dei lavori, sono risultati inidonei da un punto di vista igienico-sanitario ad accogliere il Personale.
A questo punto, Signor Capo della Polizia, ritengo che l’esercizio del diritto-dovere di critica abbia esaurito il naturale compito del sindacato e che ogni ulteriore valutazione e conseguente provvedimento spettino esclusivamente al Suo accorto apprezzamento.
Voglia gradire i più cordiali saluti.
IL SEGRETARIO NAZIONALE
Dott. Giovanni Aliquò