Prot. 00105/99/SN

 

 

 

Ill.mo Onorevole Giannicola Sinisi,

 

mi pregio di sottoporLe il carteggio con il quale abbiamo rappresentato a tutti i componenti della Camera dei Deputati le nostre perplessità sui contenuti dell’Atto Camera n. 6249.

           Il testo del provvedimento, a nostro modo di vedere, crea un intollerabile squilibrio tra le Forze di polizia e nell’ambito delle stesse Forze Armate, concentrando per Legge sull’Arma dei Carabinieri, nuova Forza Armata, un numero eccessivo di competenze e di poteri.

           In nessun Paese di consolidate tradizioni democratiche, infatti, risultano essere affidate, per Legge, tante e tanto diversificate attribuzioni, civili e militari, ad una sola forza di Polizia.

Dal testo della norma sembra quasi trasparire una precisa volontà di spostare gli equilibri dell’Ordine pubblico su di un baricentro militare, soprattutto nei punti dove si riscontrano significative ambiguità sulle dipendenze funzionali dell’Arma dei Carabinieri e dove al Ministro dell’Interno è, di fatto, negato il potere di emettere direttive vincolanti in materia di Ordine e sicurezza pubblica.

           L’Atto Camera n. 6249 sembra, anzi, perpetuare quegli equivoci, fondati su di una parcellizzazione di dipendenze funzionali che, in realtà, è già oggi causa di intollerabili farragini e scollamenti in uno dei settori d’intervento più delicati della Pubblica Amministrazione.

           Come Funzionari di Polizia lamentiamo anche la mancanza di qualsiasi direttiva per una coerente riforma dei nostri ruoli, che vorremmo aderenti ai principi di unitarietà che il Parlamento ha recentemente ritenuto di adottare per i funzionari di Prefettura ed i diplomatici.

           Atteso, poi, il fermo intendimento dell’Amministrazione e del Parlamento di istituire i “ruoli speciali dei Commissari di Polizia”, che a nostro modo costituiscono una dequalificante involuzione dell’Amministrazione, reclamiamo con fermezza, per gli attuali Dirigenti e Direttivi della Polizia di Stato come per gli altri appartenenti toccati da questa “controriforma”, il diritto ad un transito agevolato in altri ruoli della Pubblica Amministrazione.

           Attendiamo fiduciosi di conoscere il Suo orientamento su questi temi che, a nostro avviso, sono centrali ove si vogliano evitare (o contenere) tensioni e conflittualità pericolose per il funzionamento degli apparati che devono garantire la sicurezza dei cittadini e della democrazia.

Roma, 9 novembre 1999

 

Dott. Giovanni Aliquò