Ill.mo Onorevole Giannicola Sinisi,
mi pregio di sottoporLe il carteggio con il quale
abbiamo rappresentato a tutti i componenti della Camera dei Deputati le nostre
perplessità sui contenuti dell’Atto Camera n. 6249.
Il
testo del provvedimento, a nostro modo di vedere, crea un intollerabile
squilibrio tra le Forze di polizia e nell’ambito delle stesse Forze Armate,
concentrando per Legge sull’Arma dei Carabinieri, nuova Forza Armata, un
numero eccessivo di competenze e di poteri.
In nessun Paese di consolidate tradizioni
democratiche, infatti, risultano essere affidate, per Legge, tante e
tanto diversificate attribuzioni, civili e militari, ad una sola forza di
Polizia.
Dal testo della norma sembra
quasi trasparire una precisa volontà di spostare gli equilibri dell’Ordine
pubblico su di un baricentro militare, soprattutto nei punti dove si
riscontrano significative ambiguità sulle dipendenze funzionali dell’Arma dei
Carabinieri e dove al Ministro dell’Interno è, di fatto, negato il potere di
emettere direttive vincolanti in materia di Ordine e sicurezza pubblica.
L’Atto
Camera n. 6249 sembra, anzi, perpetuare quegli equivoci, fondati su di una
parcellizzazione di dipendenze funzionali che, in realtà, è già oggi causa di
intollerabili farragini e scollamenti in uno dei settori d’intervento più
delicati della Pubblica Amministrazione.
Come
Funzionari di Polizia lamentiamo anche la mancanza di qualsiasi direttiva per
una coerente riforma dei nostri ruoli,
che vorremmo aderenti ai principi di unitarietà che il Parlamento ha
recentemente ritenuto di adottare per i funzionari di Prefettura ed i
diplomatici.
Atteso, poi, il fermo intendimento
dell’Amministrazione e del Parlamento di istituire i “ruoli speciali dei Commissari di Polizia”, che a nostro modo
costituiscono una dequalificante involuzione dell’Amministrazione, reclamiamo
con fermezza, per gli attuali Dirigenti e Direttivi della Polizia di Stato come
per gli altri appartenenti toccati da questa “controriforma”, il diritto ad un
transito agevolato in altri ruoli della Pubblica Amministrazione.
Attendiamo
fiduciosi di conoscere il Suo orientamento su questi temi che, a nostro avviso,
sono centrali ove si vogliano evitare (o contenere) tensioni e conflittualità
pericolose per il funzionamento degli apparati che devono garantire la
sicurezza dei cittadini e della democrazia.
Roma, 9 novembre 1999
Dott. Giovanni
Aliquò