ACCATTONE
OVVERO
IL CONTRATTO: PRIVILEGI, MISERIE E ASTUZIE
"Accattone", splendido esordio cinematografico di Pier Paolo Pasolini, è la storia estiva di un borgataro, Cataldi Vittorio, detto Accattone, che vive illudendo e sfruttando Maddalena, credula e rassegnata prostituta. La cornice è quella delle ciniche e sordide periferie romane degli anni ’60, popolate da un pittoresco e assortito sottobosco umano.
Il nuovo contratto, siglato mercoledì scorso da tutte le organizzazioni tranne, per ora, che dal S.A.P., è subito apparso come la scena di un pessimo remake del capolavoro pasoliniano, con i sindacati "rappresentativi" nella parte che fu di Franco Citti e i poliziotti, senza distinzione di qualifica, in quella della brava Silvana Corsini.
L’unico consistente incremento è quello dei privilegi concessi ai sindacalisti.
Passano da 430.000 a 470.000 le ore di permesso sindacale, la cui fruibilità e cumulabilità diventa praticamente indiscriminata ed incontrollabile (i sindacalisti amanti della tintarella e i lavativi-scansa-notti sono serviti; sommando i 58 distacchi, è come aver perso circa 385 poliziotti).
Si rafforzano le già parossistiche "tutele", facendosi venir meno ogni obbligo di subordinazione per i sindacalisti e garantendo loro non solo l’inamovibilità ma, a quelli che rientrano dal distacco o dall’aspettativa sindacale, perfino un’odiosa forma di precedenza nei trasferimenti a domanda in sedi di gradimento. Il "caso Forleo" ha fatto scuola! I colleghi più scaltri potranno farsi distaccare per soli tre mesi dal "loro" sindacato e, rientrando in servizio, avranno il diritto di ottenere il trasferimento alla sede ambita, scavalcando i più anziani e titolati. E ciò con soli due anni di servizio.
Per questi trenta denari, i nostri sindacalisti si sono "convinti" ad accettare degli aumenti stipendiali inferiori, in assoluto, a quelli - già allora irrisori - ottenuti nel 1995. L’ISTAT, intanto, ci dice che nel solo 1998 l’inflazione è stata del 2,4%. I nostri Parlamentari, poi, dopo l’exploit milionario dell’anno scorso, da gennaio 1999 si sono aumentati lo stipendio mensile di 500.000 lire nette.
Metalmeccanici, allevatori e perfino l’Esercito della Salvezza otterranno più dei nostri sindacati!
Assistenti Capo, Sovrintendenti Capo e Ispettori S.U.P.S. sembrano ricevere un "occhio di riguardo", con aumenti complessivi che, nei due ultimi casi, sono superiori perfino a quelli ottenuti dal Vice Questore aggiunto. Confrontando l’andamento degli stipendi lordi tabellari a regime, dal 1° dicembre 1995 al 31 dicembre 1999, si osserva che sono proprio i Funzionari a subire, comparando le percentuali, la maggiore penalizzazione (divario fino a 4,4%). Analoghe dinamiche valgono per altri elementi dell’emolumento fisso mensile. Il più sfrenato egualitarismo funesta le vecchie indennità.
La peculiarità di questo contratto, tuttavia, è quella di privilegiare economicamente un concetto militaresco di controllo del territorio e d’azione anticrimine: nuove indennità sono previste solo per chi esplica "servizi svolti all’esterno o presso enti e strutture di terzi". Vogliamo, in qualche modo, assicurare il pane (il companatico è comunque aleatorio) ai nostri figli, cari Colleghi?
Muniamoci della mitica paletta e dedichiamoci, anima e corpo, ai controlli su strada.
Pensavate che i Sindacati o, peggio ancora, l’Amministrazione si sarebbero curati di incentivare la reperibilità, le responsabilità per la direzione di Uffici o Reparti, di delicati servizi d’Ordine pubblico o per gli incarichi concernenti la sicurezza dei luoghi di lavoro? Avete sbagliato.
I Funzionari iscritti alle O.S. "maggiori", e non solo loro, farebbero bene a pensare a "che cosa fanno per loro" i Sindacati. Latitante l’Amministrazione, i direttivi non possono continuare a subire l’arroganza altrui: dobbiamo batterci per ottenere un’area autonoma di contrattazione!
Roma, 20 febbraio 1999
Dott. Giovanni Aliquò