Onorevole
signor Ministro,
ci rivolgiamo a Lei,
che ha più volte dichiarato di voler utilizzare le moderne tecnologie come
contributo essenziale per la risoluzione dei problemi. E' opportuno che Lei sappia
quali difficoltà incontrerà nell'organizzazione tecnica della Polizia di Stato.
Com'è noto, dal 1982
(D.P.R. 337/82) sono disponibili
circa 10.000 posti di lavoro nei ruoli tecnici della
Polizia di Stato. Da allora sono state immesse nei suddetti ruoli 4240 unità, quasi tutte a seguito di
passaggi interni dal ruolo operativo o da altre Amministrazioni dello Stato.
Oltre il 60% dell’organico è vacante e questo la dice lunga su una delle cause
principali per le quali la modernizzazione della Polizia di Stato procede così
a rilento e tanto caoticamente.

Con questa lettera
aperta intendiamo sottoporLe solo i problemi più urgenti e le nostre proposte
di soluzione.
PROGRAMMAZIONE DEI CONCORSI
E’ necessario completare al più presto
l'organico previsto.
Particolarmente
critico è il rapporto tra l'organico effettivo e quello previsto dei Direttori
Tecnici; per esempio l'Amministrazione dispone di sette Direttivi Informatici sui 92 previsti e di sei Direttivi
del settore Telecomunicazioni sui 71 stabiliti
dal D.M. n. 333 del 9 gennaio 1999. Gli strumenti ci sono e possono facilmente
essere azionati: l'art.7 della Legge n. 85 del 21 marzo 1997 autorizza il
Ministro dell'Interno a bandire fino ad un massimo di tre concorsi interni
nell’arco di cinque anni. Nel caso specifico il concorso interno per Direttore
tecnico avrebbe il benefico effetto di tamponare la “fuga di cervelli” e la
demotivazione di molti laureati (in ingegneria, matematica, architettura ed
altre materie tecniche), che oggi sono inquadrati nei ruoli subordinati di
operatore tecnico. Ciò sanerebbe anche un’ingiustizia, in quanto è noto che
nella maggioranza dei casi, molti appartenenti alle qualifiche non direttive
sono impiegati in mansioni di più alto livello senza il corrispondente
riconoscimento.
AMPLIAMENTO DEL RUOLO DEI PERITI
Gli Operatori ed i
Collaboratori tecnici svolgono normalmente mansioni superiori a quelle loro
riconosciute dal decreto di inquadramento. Il mansionario, risalente al 1985,
contempla dei compiti che, in realtà, non esistono più. Il rapidissimo sviluppo
telematico, ad esempio, ha reso obsolete il 90% delle mansioni previste in quel
decreto. Oggi allo stesso personale sono richieste competenze e compiti almeno
di livello intermedio. Pensiamo perciò che la progressione di carriera, venute
meno le mansioni più elementari, sia indispensabile momento per valorizzare,
nel rispetto dei requisiti da ciascuno posseduti, le competenze medio-alte
inserendole nel ruolo di periti.
LA TITOLARITÀ DEGLI UFFICI
TECNICI
Centralini,
uffici telecomunicazioni, autocentri ecc. continuano ad essere affidati ad
appartenenti ai ruoli operativi: nonostante in quegli uffici siano presenti
periti e revisori tecnici la responsabilità è affidata agli ispettori. Stessa
sorte, salendo nella scala gerarchica, tocca ai Direttori tecnici: i
"loro" uffici sono oggi diretti da Vice Questore Aggiunti e/o da
Primi Dirigenti, che spesso non hanno adeguate motivazioni e conoscenze per
ricoprire un incarico tecnico.
In base all'art.14 (dotazione provvisoria di personale) del D.M.
del 16/3/1989, il Questore, peraltro, deve accontentarsi di personale del
ruolo operativo ”fino all'attuazione dei ruoli tecnici della Polizia di Stato
ed alla determinazione delle relative dotazioni organiche”.
E’ un evidente
controsenso, che produce ogni giorno conseguenze nefaste per l’Amministrazione,
al quale si deve porre finalmente rimedio secondo la logica delle competenze.
Roma 14 aprile 2000