Seduta Camera dei Deputati del 24 Marzo 1999 - Estratto
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http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed511/s070.htm#Titolo9 9
Discussione e votazione in aula del subemendamento 0.12.04.71 (Nuova formulazione) della Commissione.
INTERVENTO DELL'ON. MARCO BOATO. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole del gruppo misto-verdi-l'Ulivo sul subemendamento 0.12.04.71 (Nuova formulazione) della Commissione. Il mio gruppo voterà a favore per senso di responsabilità.
Nel lavoro comune svolto nel Comitato dei nove, abbiamo cercato di trovare un punto di incontro e di equilibrio tra esigenze contrapposte. Ho già detto ieri - e ripeto oggi - le ragioni per cui eravamo favorevoli all'istituzione del ruolo del Consiglio superiore della magistratura, ma contrari alla proposta emendativa del Governo per il metodo e per il merito.
In Comitato dei nove, a partire dalle proposte emendative dell'onorevole Parenti e dell'onorevole Nardini, abbiamo cercato di trovare un punto di equilibrio: si tratta di quello che poc'anzi, in modo molto corretto e coerente, il relatore Cerulli Irelli ha illustrato.
L'Assemblea, però, deve essere consapevole del fatto che la sollevazione del personale del Consiglio superiore della magistratura oggi in servizio che si è verificata giovedì scorso, giunta fino al punto (a mio parere al limite del reato: forse una notitia criminis sui giornali c'era) di occupare l'aula del Consiglio superiore della magistratura e di impedire lo svolgimento della seduta (è come se le organizzazioni sindacali del personale della Camera, per contrastare qualche provvedimento, entrassero in quest'aula e impedissero lo svolgimento dei nostri lavori, anche se il rango costituzionale del Parlamento è ovviamente più elevato di quello del Consiglio superiore della magistratura, che è soltanto un organo di rilevanza costituzionale) era proprio indirizzata contro questa proposta, che noi abbiamo elaborato anche su impulso del Governo e con il comune accordo del relatore, del presidente della Commissione e dell'intero Comitato dei nove.
Il collega Cerulli Irelli ha già detto che egli stesso nutre alcune perplessità sotto il profilo costituzionale ed in proposito vorrei leggere pochissime righe tratte da una sentenza recentissima della Corte costituzionale, la n. 1 del 1999. Afferma la Corte che "il concorso pubblico, quale meccanismo di selezione tecnica e neutrale dei più capaci," resta "il metodo migliore per la provvista di organi chiamati ad esercitare le proprie funzioni in condizioni di imparzialità ed al servizio esclusivo della nazione". Afferma ancora: "questa Corte (...) ha dichiarato l'illegittimità dei concorsi interni totalmente riservati al personale dell'amministrazione che li bandisce". La Corte rileva ancora che "l'abnorme diffusione del concorso interno per titoli nel passaggio da un livello all'altro produce una distorsione" e che "la sostituzione al concorso di meccanismi selettivi esclusivamente interni ad un dato apparato amministrativo non si giustifica alla luce degli accennati principi costituzionali" (si fa riferimento agli articoli 97, 98 e 51 della Costituzione).
Ebbene, l'originario articolo aggiuntivo del Governo
prevedeva che dietro semplice richiesta - un pezzo di carta, tre righe - il
personale oggi in servizio venisse tutto inserito in organico. Il
subemendamento della Commissione, nella nuova formulazione concordata con il
Governo, prevede il concorso pubblico e la riserva di metà dei posti, come ha
ricordato il relatore. Noi voteremo a favore, ripeto, per senso di
responsabilità, per chiudere positivamente questa vicenda, ma volevo che
rimanesse traccia negli atti parlamentari delle nostre perplessità sulla
congruenza di questa soluzione rispetto alla giurisprudenza costituzionale,
ancora pochi mesi fa ribadita.