Riassetto territoriale degli uffici della Polizia di Stato nella provincia di Siracusa.

E’ questo l’obbiettivo a cui sta lavorando, ormai da parecchi mesi, un'apposita commissione dipartimentale. Sulla falsariga di quanto realizzato a Reggio Calabria, con Decreto Ministeriale che dovrebbe essere in corso d'emanazione, anche l’organizzazione territoriale della Questura di Siracusa dovrebbe articolarsi su Commissariati distaccati "Capo maglia" (Poli o Coordinatori) e Commissariati "Satellite" (Dipendenti o Coordinati).

I "Poli", retti da Primi Dirigenti, accentreranno su di loro tutte le competenze in materia di polizia giudiziaria ed amministrativa, le misure di prevenzione, gli archivi. Ai "Satelliti", cui saranno assegnati dei funzionari Direttivi, residueranno solo le competenze in materia di "Controllo del territorio" e di "Ordine Pubblico" oltre al compito di gestione del personale assegnato ed a quello conseguente della pianificazione dei servizi.

Finalità del progetto dovrebbe essere quella di incrementare i servizi operativi esterni per ottenere una maggiore efficienza e visibilità dell’Istituzione. Corollario del disegno è l’invio di una gran quantità di operatori (e riteniamo di mezzi) tale da produrre il raddoppio della reale dotazione organica dei Commissariati che assumeranno il ruolo di "Satelliti" (in specie Priolo, Pachino ed Avola dovrebbero raggiungere un organico di circa 60 unità) mentre i Commissariati che assumeranno il ruolo di "Poli" (cioè Augusta, per la parte Nord della provincia, e Noto, per la zona Sud) dovrebbero ottenere un incremento di personale pari al quadruplo della attuale dotazione reale.

Occorre aggiungere che il Commissariato di Lentini dovrebbe mantenere la sua autonomia estendendo la propria competenza anche sull’attigua Carlentini e la vicina Francofonte. A fronte di ciò, anche a Lentini dovrebbe verificarsi un aumento di personale che consenta di triplicare l’attuale dotazione organica così da raggiungere il numero di circa 110 operatori di polizia.

Preliminarmente occorre chiarire che l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, di cui mi pregio d’essere Consigliere Nazionale, non ha assunto, in generale, nei confronti di questo nuovo modulo organizzativo un atteggiamento d'avversione preconcetta. Non è nostro costume, invero, muovere critiche affrettate su progetti imponenti e costosi, ma non possiamo esimerci da una serie di considerazioni che inducano ad un momento di riflessione. Ci sembra necessario, infatti, compiere gli opportuni distinguo. Sentiamo questa necessità in quanto, com’è chiaro, versiamo in un campo nel quale non dovrebbero trovare cittadinanza esperimenti poco ponderati che, muovendosi verso l’ignoto, cancellino presenze ed esperienze collaudate. Se la parola d’ordine è "Sviluppo" (per consentire, soprattutto al Sud, una seria lotta alla disoccupazione) il fallimento nel campo della "Sicurezza" è il peggiore dei viatici.

In linea di massima, quindi, riteniamo positiva l’applicazione del disegno lì dove si tratta di meglio razionalizzare le risorse nell’ambito di grandi aree metropolitane, su cui insistono più Commissariati sezionali o, ancora, quando si tratti di migliorare l’organizzazione e si versa in casi di comuni limitrofi, i cui centri sono distanti una manciata di chilometri.

Non sembra, invece, praticabile questo nuovo regime organizzativo quando si tenta di conglobare, in una struttura sostanzialmente unica, realtà fisicamente distanti e che, soprattutto, sono chiamate ad agire in ambiti territoriali dalle caratteristiche sociali e criminali ben distinte.

E’ bene mettere a fuoco quali siano gli obbiettivi perseguiti con il "progetto" ed, ancora, che significato attribuire alla locuzione "controllo del territorio" e come si intende valorizzare tale funzione.

Se gli obbiettivi unici sono quelli di una maggiore visibilità della Polizia di Stato (attraverso un incremento del personale in uniforme che opera su strada) e di un conseguente miglioramento dell’immagine dell’Istituzione, temiamo che il progetto non riuscirà, alla lunga, ad ottenere il consenso dei cittadini. In una realtà "vissuta" (sotto il profilo dell’aggressione criminale) come quella siracusana, l’accentramento delle squadre di Polizia Giudiziaria e di Polizia Amministrativa nei "Poli" creerà non pochi problemi, specie nei territori dei Commissariati "Satelliti", se non sarà accompagnata da un accresciuto livello di professionalità del personale di polizia che opera su strada (sul punto auspichiamo, comunque, una seria opera di formazione professionale ove si consideri che la gran parte di coloro che saranno assegnati alle nuove strutture saranno giovani alle prime armi e, pertanto, non avranno avuto modo di acquisire le necessarie esperienze professionali).

Occorre intendersi anche sul concetto di "Controllo del Territorio" che non può ridursi alla semplice militarizzazione delle città. Crediamo, invece, possa affermarsi che le FF.OO. hanno il "Controllo del Territorio" quando raggiungono un livello conoscenza del tessuto sociale tale da consentirgli di prevenire disordini e reati e, sulla base del patrimonio informativo acquisito, di poter procedere rapidamente nelle investigazioni giudiziarie.

In secondo luogo, sembra necessario evidenziare che l’ambizioso progetto, per la sua compiuta realizzazione, abbisogna di un enorme sforzo economico sia per la costruzione di strutture idonee (o quanto meno per il loro reperimento e la successiva locazione) sia per l’invio di una pletora d'uomini (circa 300 in più di quelli attualmente impiegati) e mezzi (auto in particolare, ma anche apparecchiature informatiche, ecc.). Su questo punto auspichiamo il massimo impegno del Ministro stante che l’attuale momento di congiuntura economico – finanziaria non lascia presagire nulla di buono. Certo è che, se si volesse dar comunque corso all’innovazione con l’impiego delle sole risorse attuali (o magari con il solo invio di poche unità e mezzi), presto dovremo prendere atto dell’ennesimo fallimento.

Un terzo elemento che deve indurre riflessione è che in altre realtà, come quella reggina (in cui il progetto è stato realizzato da oltre un anno), le cose pare non siano andate nel senso auspicato. Il calo del numero degli arresti è stato sensibile e sappiamo quanto quest’aspetto sia importante specie in regioni martoriate dalla criminalità organizzata. Quali sono stati i veri motivi di questa debacle?

Ancora occorre evidenziare come il concentramento delle funzioni di Polizia Giudiziaria ed Amministrativa nei Commissariati "Polo" potrebbe determinare, se non accompagnato da una seria politica incentivante, la perdita, o comunque un notevole abbattimento, di numerose professionalità. La creazione nei "Poli" di squadre operative cui far confluire, dai Commissariati "Satellite", coloro che si sono evidenziati positivamente nell’attività di P.G. o in quella di Polizia Amministrativa, cozza, spesso e volentieri, con le altrettanto importanti esigenze logistiche dei singoli operatori, e delle loro famiglie. Costoro, in buona sostanza, per continuare a fornire, in modo pieno, il loro contributo qualificato all’Amministrazione, dovrebbero accettare il disagio economico e personale di viaggi più lunghi per recarsi al lavoro. Dubitiamo, infatti, che l’Amministrazione intenda incentivare i predetti, quantomeno, con trasferimenti d’ufficio e, quindi, con il conseguente trattamento economico di missione, peraltro, ormai ridotto ad una vera miseria. Né ci sembra che l’Amministrazione dell’Interno, a differenza di altre, abbia mai intrapreso una seria politica di programmazione e costruzione di alloggi per il personale. Quest’aspetto, che potrebbe sembrare il meno importante, ci appare invece alquanto significativo specie in un momento in cui le squadre di Polizia Giudiziaria dei Commissariati distaccati siracusani, destinati a divenire "Satelliti", pare stiano operando con concretezza di risultati. L’effetto della "riforma", infatti, sarebbe quello di "bruciare" le esperienze di molti degli "investigatori di Commissariato" che, loro malgrado, si troverebbero costretti a "riciclarsi" in addetti al controllo del territorio per evitare l’onere di un trasferimento indesiderato.

Da ultimo, pur tacendo sui presumibili notevoli problemi di coordinamento e di raccordo tra i vari uffici (centrali e periferici), riteniamo necessario soffermarci sulla figura professionale che si delinea per i Funzionari che saranno preposti alla dirigenza dei Commissariati "Satellite". Costoro, in sostanza, si vedranno assegnati ad Uffici che, privati delle squadre di Polizia Giudiziaria e di Polizia Amministrativa, avranno una dignità ed un’autonomia perfino inferiore a quelle delle Stazioni dei Carabinieri. Poco conta il fatto formale che in capo a loro permarrà la qualifica di Autorità Locale di Pubblica Sicurezza. Quando saranno privati di quegli strumenti che ancora oggi, anche se meno di ieri, gli consentono di incidere sullo svolgimento della vita della collettività democratica, saranno solo dei nudi bersagli. Peraltro, speriamo di non doverci trovare di fronte ad un nuovo ricorso dei Marescialli dell’Arma che, dopo l’equiparazione economica agli Ispettori, potrebbero rivendicare la parificazione ai Commissari della Polizia di Stato. A questa stregua, forse sarebbe meglio modificare il T.u.l.p.s. abdicando, nei comuni dove si creeranno i "Satelliti", alla funzione di Autorità Locale di P.S.! In questo modo si compenserebbe l’assenza degli strumenti a disposizione con un dimensionamento verso il basso della relativa soglia delle responsabilità.

 

Consigliere Nazionale A.N.F.P.

       Salvatore La Rosa