NON CI RESTA CHE PIANGERE

 

OVVERO

 

NON POTRAI DIRE CHE NON LO SAPEVI!!

 

            Alle ore 17.00 di ieri una delegazione dell’ANFP, composta dal Vice Segretario nazionale dott. Diego Buso, dal Consigliere nazionale dott. Vittorio Sanzullo e da chi vi scrive si è incontrata al Ministero dell’Interno con una rappresentanza dell’ultima delle tante Commissioni che si sono occupate di deleghe e ruoli speciali. Oggetto della discussione la bozza d’attuazione della L. 78/2000.

            E’ inutile farvi i nomi degli squisiti quanto sostanzialmente irremovibili burocrati, con i quali ci siamo intrattenuti per oltre tre ore, come è altrettanto inutile attardarsi ora sulle questioni di dettaglio che, per rispetto di quanti vorranno o dovranno tuttavia restare in Polizia, sono state comunque trattate.

            L’annientamento del Funzionario e di tutta la Polizia è l’orizzonte ineluttabile.

La responsabilità, sia chiaro, è soprattutto dell’evanescente Ministro Enzo Bianco.

            Manca del tutto, infatti, la volontà politica di riconoscere alla Polizia quanto concesso sia ai Prefettizi che ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza e, ancor prima, alla Polizia penitenziaria.

            I primi, come si ricorderà, hanno appena ottenuto un riordino della carriera per effetto del quale anche il più giovane dei vice consiglieri di prefettura (equivalente a vice commissario) sarà inquadrato Vice prefetto Ispettore (equivalente a primo dirigente), in una carriera dichiaratamente dirigenziale e fortemente contraddistinta, anche dal punto di vista contrattuale, da caratteri di unitarietà.

            Gli Ufficiali e i Direttori degli Istituti di pena ottengono la stessa spinta verso l’alto mediante un consistente aumento dei posti dirigenziali che, in alcuni casi, diventeranno oltre il triplo.

            Il Dipartimento della P.S., invece, ha supinamente assunto, in Parlamento, l’impegno a ridurre le dotazioni organiche della dirigenza per sostenere il costo, invero pesante, dell’intera riforma.

Significativamente ieri, con un pretesto, non ci sono state prodotti i nuovi organici dei ruoli direttivi e dirigenziali della Polizia di Stato né sono stati indicati i relativi posti di funzione.

            Quanto detto – nella speranza che qualcuno ci smentisca con i numeri e col diritto, non con le chiacchiere - significa che:

a)      al Dipartimento della Pubblica sicurezza, nonostante i burocrati si affannino a sostenere che il Ministero provvederà, con regolamento, ad impossibili equiparazioni tra funzioni dirigenziali (quelle dei prefettizi) e direttive (quelle dei poliziotti), noi poliziotti finiremo di sicuro per trovarci subordinati ai prefettizi, anche a quelli che, attualmente, hanno qualifica direttiva inferiore;

b)      in periferia, pur con il riordino dei direttivi  - confinati i più giovani, praticamente fino alla pensione (61 anni), nella qualifica (che presto soffrirà di elefantiasi) di vice questore aggiunto -  assisteremo inevitabilmente al grande sorpasso: quasi tutti gli attuali Ufficiali dell’Arma e della G. di F. come pure i Funzionari degli I.P., anche quelli che oggi sono molto meno anziani di tanti Funzionari di Polizia, diventeranno, subito o nel giro di pochissimi anni, Colonnelli e vedranno moltiplicarsi le possibilità di divenire Generali di brigata;

c)      essendovi ampia sovrapposizione tra le Funzioni dei ruoli “normali” e speciali dei Commissari (questi ultimi saranno circa 750), vi saranno altrettanto ampie possibilità di “confusione”: basti dire che i Commissari dei “ruoli speciali” potranno dirigere i commissariati sezionali di grandi città.

d)      mancando la previsione di adeguati meccanismi e di incentivi al “prepensionamento” (quelli attuali sono ridicoli e, comunque, andranno a pieno regime nel 2010), pur considerando l’odioso istituto del “collocamento in disponibilità” dei dirigenti (ovvero la collocazione fuori ruolo, entro il limite del 5% della dotazione organica, di chi non è ritenuto in grado di coprire incarichi operativi), tenuto conto della prevista “cura dimagrante” dei ruoli dirigenziali (se saranno bravi riusciremo, al massimo, a mantenere i numeri attuali) è evidente che le possibilità di promozione alle qualifiche dirigenziali e la progressione fino alla dirigenza superiore saranno sempre più limitate (non più di 30 posti all’anno di primo dirigente fino al 2010 e non più di 10 per dirigente superiore, nella più rosea delle previsioni) e, quindi, quell’atmosfera mefitica di insana competizione, che già oggi facciamo fatica a sopportare, si appesantirà intollerabilmente e, non essendo stato fatto alcuno sforzo per indicare i criteri ed i principi per le promozioni, la legge sarà quella della giungla;

e)      gravemente penalizzati saranno anche gli “Ispettori DOC” che, come avevamo previsto, lungi dall’ottenere il riconoscimento della loro identità, (sottrattagli definitivamente nel 1995 con i dissennati riordini delle carriere), si troveranno spaccati e addirittura ingiustamente penalizzati rispetto ai corrispondenti ruoli delle altre Forze di polizia militari. L’ingiustizia che la maggioranza di loro, come ci dicono i numeri, sarà costretta a subire accentuerà l’ingestibilità di tutti gli uffici di polizia, con un aumento esponenziale delle conflittualità interne. I più penalizzati di tutti, però, saranno i periti tecnici, ai quali l’Amministrazione intende negare, con argomentazioni inconsistenti e che abbiamo subito confutato soprattutto tenendo conto della posizione degli informatici, perfino l’amaro contentino del “ruolo speciale”;

f)        la previsione di un concorso-farsa per l’accesso alla dirigenza scava il solco con i direttivi e, così come è progettato, finisce per essere solo uno strumento di selezione ancora più elitario ed oscuro, utile a legittimare “giochi” ancora più sporchi, se possibile, di quelli ai quali pur siamo abituati.

 

Entro il 10 giugno produrremo all’Amministrazione le nostre osservazioni. Nel garantire a tutti che, con il leale appoggio degli amici della FSP, continueremo fino alla fine la nostra battaglia per tutti i poliziotti e per la Polizia, anticipiamo le seguenti prime considerazioni:

 

1)      i Funzionari che hanno più 37 anni e non ricoprono la qualifica di vice questore aggiunto, con un’anzianità di almeno cinque anni, assai difficilmente potranno accedere alla dirigenza prima del 2010, salva l’effimera ipotesi del concorso-farsa, riservato ai V.Q.A. per il 2001 e 2002;

2)      i Funzionari che hanno un’anzianità di servizio nel ruolo dei commissari inferiore a sette anni e sei mesi, salvo “salti-miracolo” o pilotato successo al concorso-farsa, non saranno mai dirigenti;

3)      i primi dirigenti con anzianità inferiore ai sei anni difficilmente potranno diventare dirigenti superiori prima del 2010;

4)      i primi dirigenti ed i dirigenti superiori, tenuti sul “filo di lana” dall’Amministrazione, ben difficilmente avranno la forza per ottenere una contrattualizzazione favorevole come quella di cui beneficiano da tempo gli altri dirigenti del pubblico impiego.

 

Visto che la nostra Amministrazione non ha – o finge di non avere – le idee chiare neanche sulle modalità del nostro passaggio ad altre Amministrazioni (al proposito, attendiamo con ansia una norma che, in considerazione della storica equiparazione, superi gli attuali impedimenti che il DDL dei prefettizi pone al nostro transito in quel ruolo), è bene, allora, che iniziamo a pensarci noi.

Cercheremo di farvi aver, al più presto, nuove notizie, ma intanto pensate seriamente al futuro.

Roma, 30 maggio 2000

                                                                                                                  dott. Giovanni Aliquò