IL CONTRATTO

OVVERO

PROVE TECNICHE DI MASSIFICAZIONE

Avrete sentito sicuramente parlare dei miserrimi aumenti retributivi che si profilano all’orizzonte per gli appartenenti alle Forze di Polizia.

I nostri dirigenti, poi, hanno già subito un bel taglio al loro aumento annuale, che avrebbe dovuto superare il dieci per cento e si è ristretto a circa il sei per cento.

Posso tranquillamente anticipare ai più ansiosi, a quelli per i quali il contratto è quasi diventato una ragione di vita, che, nonostante le proteste di facciata dei nostri schieratissimi sindacati maggiori, non spunteremo una lira in più di quanto ottenuto dal resto del pubblico impiego, alla faccia della specificità e dei rischi della categoria. Un 4% per tre anni, a regime.

I peggio trattati, anche questa volta, saranno i Funzionari.

Il mio vaticinio, invero, trova un principio di conferma in una nota a verbale che i sindacati confederali hanno, a suo tempo, allegato al contratto degli altri pubblici impiegati.

Ve la trascrivo di seguito affinché, nel prenderne contezza, possiate regolarvi:

"CGIL – FP, CISL – PI e UIL – PA nel sottoscrivere il presente protocollo d’intesa dichiarano che qualora i criteri definiti dal Governo per determinare i benefici economici dei lavoratori statali per il biennio 1998/99 dovessero risultare non omogenei rispetto a quelli delle altre categorie del pubblico impiego, ed in particolar modo con quelli relativi ai lavoratori pubblici non contrattualizzati, disdetteranno il presente contratto e chiederanno la riapertura delle trattative per ottenere l’estensione degli stessi benefici."

Non trovate strano che un grande sindacato come il SIULP, legato mani e piedi ai confederali, non ci abbia detto nulla su quest’autentica spada di Damocle, su di un inaccettabile giogo imposto ai "non contrattualizzati" (meglio, agli appartenenti alle Forze di polizia)?

La CGIL, poi, che tanto irragionevolmente si è opposta e si oppone alla creazione nella Polizia di un’area di contrattazione specifica per i Funzionari della Polizia di Stato (Dirigenti e Direttivi uniti e retribuiti secondo il criterio della parametrazione), sembra che ben diverso atteggiamento stia tenendo nei confronti di altri Funzionari dell’Interno e degli Esteri.

L’avversione della CGIL in particolare verso i Funzionari di Polizia (tranne che per due o tre noti elementi) è un fatto assodato. L’arma è l’appiattimento culturale e retributivo.

Vogliono trasformarci nei "paria" del pubblico impiego. E con noi, l’intera Polizia.

La lotta per il riconoscimento della nostra dignità di Funzionari non sarà certo facile.

Roma, 9 febbraio 1999

Dott. Giovanni Aliquò