Roma, 4 marzo 1998
Prot. 00342/98/S.N.
OGGETTO: Associazione Nazionale Funzionari di Polizia. Riconoscimento del requisito della maggiore rappresentatività. Contestazione delle procedure seguite dal Ministero dell’Interno - Dipartimento della P.S. per la rilevazione della consistenza numerica delle organizzazioni sindacali della Polizia di Stato. RICHIESTA DI INCONTRO.
AL SIGNOR MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA
Sen. Franco Bassanini
Egregio signor Ministro,
riteniamo che, attualmente, in Polizia viga uno dei sistemi sindacali meno democratici di tutto il Pubblico Impiego. I Funzionari di Polizia, categoria nella quale si ricomprendono per consolidata tradizione gli appartenenti tanto ai ruoli direttivi che a quelli dirigenziali, non hanno mai ottenuto il dovuto riconoscimento sindacale per la loro peculiare funzione istituzionale: svolgere compiti di direzione in posizione di elevata responsabilità.
Veniamo sistematicamente indicati dalle Organizzazioni sindacali come "i rappresentanti" dell’Amministrazione (e ciò avviene dalla qualifica iniziale di Vice Commissario a quella apicale di Dirigente Generale) e l’Amministrazione, con scelte che a volte incidono pesantemente sulla nostra carriera, non manca di confermare questo nostro ruolo.
Ebbene, a fronte di questa situazione - che abbiamo avuto modo di meglio dettagliarLe in passato - troviamo un vero e proprio ostracismo dinanzi alla nostra richiesta di veder riconosciuta un’autonoma posizione, sia come direttivi che come dirigenti. Per le sole qualifiche dirigenziali, invero, è stato compiuto qualche piccolo passo dal Dipartimento della P.S., ma, ad oggi, nessuna concreta iniziativa è stata assunta per rendere meno oneroso il compito di chi deve tutelare gli interessi dei dirigenti.
Siamo trattati peggio dei militari, i cui Ufficiali hanno diritto di eleggere esponenti della loro categoria negli organismi di rappresentanza centrali e periferici.
Basterebbe applicare alla politica i principi dell’analogia per risolvere senza indugi una situazione che ci vede iniquamente discriminati.
La questione nuova che veniamo a sottoporLe oggi, tuttavia, avrebbe potuto essere brillantemente risolta dal Dipartimento della P.S., sol che in quella sede si fosse tenuto conto dei principi più elementari sui quali si fonda la nostra democrazia.
La premessa è che il calcolo della rappresentatività, ai sensi dell’art. 47 bis del D. L.vo 29/93 introdotto dal D. L.vo 396/97, deve essere effettuato tenendo conto della media tra il dato associativo, ricavato dalle deleghe, e quello elettorale.
Non esistendo in Polizia alcun tipo di verifica elettorale – elemento che ancora una volta segna negativamente la nostra Istituzione rispetto a quelle ad ordinamento militare – abbiamo chiesto maggior rigore nella valutazione del fenomeno diffusissimo delle "iscrizioni plurime". E’ chiaro, infatti, che qualora la stessa persona sia iscritta a più sindacati – specie se questi siano tra loro confederati – il calcolo della rappresentatività, in totale carenza di sistemi di riscontro democratico, possa risultarne anche grandemente falsato. Sono frequenti i casi in cui in un ufficio risulti rilasciato un numero di deleghe superiori a quello dei dipendenti che vi prestano servizio.
Il Ministero dell’Interno, nonostante sia stato interessato lo stesso Sottosegretario, On.le Giannicola Sinisi (v. copia della nota del 6 febbraio allegata), non è stato in grado di trovare una soluzione. Ciò nonostante che, in passato, il problema sia stato più volte posto e che i mezzi informatici attualmente in uso consentano, una volta fissati dei criteri, di ottenere con immediatezza una risposta .
Temiamo i tempi richiesti dallo scambio di corrispondenze e dall’incrociarsi di quesiti tra Uffici ministeriali e, per questo, ci permettiamo di rivolgerci direttamente a Lei per chiederLe un incontro nel corso del quale illustrarLe le nostre ragioni e cercare di giungere, insieme, ad una soluzione che possa dare risposta alle nostre aspettative.
IL SEGRETARIO NAZIONALE
Dott. Giovanni Aliquò