
ASSOCIAZIONE NAZIONALE
FUNZIONARI DI POLIZIA Il Segretario
OVVERO
ASSOLUTA PRIORITA’
L’aeroporto di Forlì ha fatto scuola. Il Dipartimento della P. S., senza tema di cadere ancora una volta nel ridicolo, ha fissato l’ennesima “assoluta priorità”: la sicurezza in ambito aeroportuale, anche in relazione agli aeroporti cosiddetti minori.
“Carte a posto!”, avranno pensato i burocrati ministeriali, mentre, dopo lo schiaffo di “Striscia la notizia”, vergavano operosi l’ennesima grida (che riceverete in questi giorni).
Per adottare negli aeroporti minori “scrupolose iniziative” analoghe a quelle dei maggiori, ai malcapitati Questori è richiesto “l’impiego di elementi delle forze di polizia territoriali”.
Sembra che i nostri capoccioni vivano sulla Luna o, più verosimilmente, che non abbiano mai fatto nemmeno un giorno di servizio in Questura negli ultimi 15 – 20 anni.
Escludendo ogni ipocrisia, aiutiamoli fraternamente a comprendere alcuni dei motivi per cui le loro disposizioni sono sostanzialmente inattuabili e, per lo più, resteranno lettera morta:
a) l’impiego corposo di personale in servizi di O.P., soprattutto nelle giornate di sabato e domenica, priva il Questore di grosse aliquote di forza;
b) un’altra grossa fetta di operatori territoriali è impegnata i defatiganti accompagnamenti alle frontiere dei clandestini, nelle scorte euro, nei servizi di vigilanza fissa;
c) lo stesso Dipartimento ha imposto gravosi divieti d’impiego in servizi diversi per il personale in servizio presso le Squadre mobili, le DIGOS, gli Uffici Immigrazione, ecc., creando una rigidità delle risorse che, di fatto, ingessa l’iniziativa dei Questori, impedendo loro di programmare e pianificare il raggiungimento di obiettivi certi;
d) gli organici delle Questure (e di tutti gli Uffici della Polizia di Stato) sono stati fissati quando l’orario di servizio ordinario settimanale era di 42 ore, mentre oggi è sceso a 36 ore, causando un’occulta riduzione di 1/7 dell’organico (equivalente a 15.000 unità su un totale di 106.000). Molte delle questure interessate, poi, soffrono di notevoli carenze d’organico;
e) la “forza di polizia territoriale” che finirà per sobbarcarsi questa vigilanza straordinaria sarà solo la Polizia di Stato, in quanto i Carabinieri, come spesso si verifica in casi simili, faranno di tutto (riuscendoci) per sfilarsi dall’ingrato adempimento;
f) i Questori, privi di poteri e mezzi finanziari per adeguare le dotazioni della sicurezza aeroportuale, dipendono economicamente dalla disponibilità delle società di gestione e dai capitoli gestiti dai Prefetti.
“Cucinati” i Questori, questa volta, però, l’immaginoso Ministero riserva una sorpresina anche ai responsabili degli Uffici Immigrazione che, di solito, dirigono gli “aeroporti minori”: continuando a sfornare permessi di soggiorno e provvedimenti d’espulsione, infatti, con il dono dell’ubiquità procederanno “personalmente a continui controlli al fine di verificare la perfetta osservanza delle procedure previste dal personale preposto allo specifico settore”.
Un sit-in di immigrati e cittadini al Viminale forse potrebbe risvegliare coscienze e cervelli.
Roma, 25 ottobre 2001
Dott. Giovanni Aliquò