RUOLI SPECIALI

Il 14 u. s. il Senato ha approvato, in Aula, dopo una discussione piuttosto animata, l’Atto 2793 ter. Il Governo ha ricevuto dal Senato mano libera per i "ruoli speciali". Con qualche nuova limitazione, frutto del solitario e capillare lavoro dell’ANFP recepito dal relatore Andreolli (PPI).

Nessuno spazio, ovviamente, si è aperto per le nostre carriere mentre, parallelamente, passano il vaglio delle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Esteri le norme (A.S. 3919) che riconosceranno, giustamente, una nuova carriera ai Funzionari prefettizi, degli esteri e penitenziari.

Basta raffrontare il livello culturale ed umano delle "alte dirigenze" dei rispettivi ruoli per capire il perchè del nostro lento ed inesorabile naufragare.

Nessuna meraviglia, dunque, se il Governo, nella persona della Ministro e del suo Sottosegretario Sinisi, abbia potuto fingere di non capire i nostri chiarissimi argomenti, adottando, per due categorie storicamente assimilate, due pesi e due misure e trattandoci assai peggio dei Direttori delle carceri.

A seguito delle nostre solitarie insistenze in tutte le sedi, comunque, qualcuno, in Parlamento, deve aver capito quale sarebbe stato l'effetto del combinato dell’art. 3 e del vecchio Ordine del giorno Loreto (DS), approvato, per il Governo da Brutti (DS): 8000 nuovi "funzionari" speciali!

L’ordine del giorno è stato, perciò, cambiato in aula, fissandosi, per i ruoli speciali dei Commissari e dei Direttori tecnici, i seguenti limiti:

  1. le dotazioni organiche, a regime, non potranno superare il 25% di quelle dei ruoli ordinari (tra i 600 ed i 700 posti!!);
  2. per l’accesso sono previste procedure concorsuali selettive cui potrà partecipare il solo personale di livello non inferiore al VII ed in possesso del titolo di studio di scuola media superiore;
  3. dovrà essere superato un corso di formazione.
  4. non potranno essere attribuite al personale dei ruoli speciali funzioni dirigenziali e quelle di Autorità di pubblica sicurezza.

A difendere, a spada tratta e con i "soliti" argomenti, il vecchio O.d.g. (quello degli 8.000) è rimasto, manco a dirlo, il solito, immarcescibile Senatore De Santis, già appartenente alla Polizia.

Pubblicheremo, con altri atti, l’interessante resoconto parlamentare sul prossimo numero della nostra Rivista, "Forze civili", in modo che ciascuno possa rendersi conto personalmente di ciò che fanno i nostri rappresentanti in Parlamento.

Queste novità, lo diciamo subito, non ci soddisfano di certo, anche perchè ci sembra che si continui a perpetrare un torto nei confronti degli Ispettori "DOC".

Per conto nostro si apre una fase nella quale dovremo rivendicare con tutte le nostre forze la nostra identità ed un nostro ruolo o, se qualcuno ha proprio deciso di sfasciare la Polizia annientando la tradizione dei suoi Funzionari civili, il diritto ad un transito agevolato in altre Amministrazioni.

Già ora giacciono in Parlamento tre proposte ragionevoli: Fumagalli Carulli (RI) al Senato, Carotti (PPI) e Russo (FI) alla Camera. Dobbiamo impegnarci affinché non restino lettera morta.

Roma, 19 luglio 1999

IL SEGRETARIO NAZIONALE

dott. Giovanni Aliquò